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Nota su Legge annuale Mercato e Concorrenza 2021

AULA DEL SENATO ROMA 24/02/2016 : STENOGRAFO NELL'AULA DEL SENATO DURANTE UN DIBATTITO 

FOTO DI © REMO CASILLI/SINTESI
Foto: REMO CASILLI/SINTESI
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Nota sulla "Legge annuale mercato e concorrenza 2021" redatta con il contributo dell'Area Stato Sociale e Diritti e Contrattazione e Mercato del lavoro.

Nella giornata di martedì 2 agosto è stata approvata la cosiddetta “legge sulla concorrenza”. La norma approvata è una delle Riforme abilitanti del PNRR, ragione per la quale, nonostante la crisi di Governo, ha visto la luce comunque, superando alcuni elementi di forte contrasto presenti nella maggioranza che ha sostenuto il Governo Draghi.

È bene sottolineare che il testo, molto complesso per i temi affrontati, si compone di norme immediatamente attuative, ma soprattutto di deleghe al Governo di peso rilevante. Alle sette deleghe si aggiungono i decreti ministeriali (su porti, gas, accreditamento strutture sanitarie, farmaci emoderivati...) e le linee guida di Palazzo Chigi sui poteri Antitrust in merito all’abuso di dipendenza economica delle piattaforme digitali; norme che, presumibilmente, dovrebbero vedere la necessaria attuazione nel corso della prossima legislatura.

Questo rappresenta per noi uno dei motivi di maggiore preoccupazione soprattutto per l’ampiezza di alcuni principi di delega. Infatti, nonostante alcuni passi in avanti ottenuti anche grazie ad un’interlocuzione continua con i gruppi parlamentari, la ratio che sta dietro alcuni provvedimenti è quella di un mercato risolutore di ogni problema del Paese: questo lo si vede sia nell’accento che si pone a possibili forme di esternalizzazione, sia nel sospetto che serpeggia su ogni forma possibile di gestione pubblica, sia nell’estensione dell’ambito di intervento dei Fondi sanitari integrativi (fondi doc) a prestazioni socio-sanitarie che devono essere garantite dal sistema pubblico.

Sarà ovviamente nostro compito vigilare affinché, nella fase di scrittura dei decreti attuativi, si possano evitare derive pericolose per le persone che rappresentiamo sia in termini di diritti di accesso e fruizione a servizi che devono restare pubblici sia per chi opera in quelle attività, cui devono essere applicati i CCNL di settore firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale.

Di seguito (in allegato) trovate un’analisi dettagliata degli articoli di maggiore interesse per la nostra Organizzazione che tiene conto non solo dell’articolato, ma anche della documentazione parlamentare.

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