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Pnrr: sesta riunione del Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale

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Il 16 febbraio una delegazione CGIL ha partecipato alla sesta riunione del Tavolo Permanente per il Partenariato Economico, Sociale e Territoriale previsto dal Decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, per la Governance del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La riunione aveva come obiettivo il confronto con il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, in merito ai progressi delle misure e delle riforme del PNRR di competenza del suo ministero.


Le principali informazioni fornite dal Ministro, riguardano (scarica le slides):

► focus sugli interventi sulla transizione ecologica, precisando che nel 2021 il MITE ha realizzato tutti gli impegni del PNRR necessari per avere l’assegnazione delle risorse europee. Nel 2022 dovranno essere realizzate 26 misure e 12 riforme. Le risorse del PNRR di competenza del MITE riferite alla componente M2 sono complessivamente 34,7 miliardi di euro ripartite nelle 4 componenti: C1 economia circolare e agricoltura sostenibile, C2 energia rinnovabile, idrogeno, reti e mobilità sostenibile, C3 efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, C4 tutela del territorio e risorsa idrica.
►ripartizione delle risorse del PNRR destinate alla transizione ecologica fra i tre tipi di interventi per la lotta al cambiamento climatico: decarbonizzazione attraverso la produzione di energia primaria (sostituzione delle fonti energetiche fossili: carbone, petrolio e gas con fonti energetiche rinnovabili), la decarbonizzazione indiretta attraverso la riduzione dei consumi, indipendentemente dal tipo di energia che si utilizza (efficienza energetica, agricoltura sostenibile, economia circolare) e la de-carbonizzazione passiva attraverso gli assorbimenti di CO2 (coste, mari, foreste e terreni in quanto intrappolatori di CO2 ed eventualmente CCS).
► intenzione di accelerare per rendere l’Italia campione della transizione ecologica, tenendo insieme sostenibilità ambientale e sociale, dichiarando che servono 10-12 anni per raggiungere tutte e due le sostenibilità e che occorre garantire che il 40% degli investimenti sia destinato alle regioni del Sud.
► bandi già in corso di aggiudicazione: realizzazione di nuovi impianti gestione dei rifiuti e per l’ammodernamento di quelli esistenti (l’obiettivo è quello di ridurre di 20 punti percentuali il divario fra le regioni), progetti faro di economia circolare, isole verdi e interventi per la sostenibilità dei porti, per complessivi 2,57 miliardi di euro.
► bandi che devono uscire prossimamente: agrovoltaico, promozione delle rinnovabili con le comunità energetiche e l’autoconsumo, sviluppo del biometano, smart grid, interventi sulle reti per aumentare la resilienza climatica, sviluppo sistemi di teleriscaldamento e tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano, per complessivi 9,86 miliardi di euro.
► previsione di produrre entro il 2030 il 72% dell’elettricità del mix energetico nazionale attraverso fonti rinnovabili, attualmente questa % è del 38%. Per ottenere questo risultato dovremmo installare 70 GW di nuovi impianti da qui al 2030, facendo aste per 7-8 GW ogni anno. Il Ministro ha messo in evidenza come adesso facciamo circa 0,8 GW all’anno e che le ultime aste del 2021 sono andate deserte ma che la prima asta di quest’anno ha assegnato 1,8 GW, su 3 GW che erano messi a bando. Il Ministro ha detto di confidare che con il decreto semplificazioni le cose possano migliorare per accelerare i processi autorizzativi: attualmente ci sono progetti per 2,5 GW di nuovi impianti rinnovabili con VIA positiva ma che sono fermi perché hanno la valutazione paesaggistica negativa, il Ministro pensa che saranno autorizzati in Consiglio dei Ministri con il potere sostitutivo previsto dal decreto semplificazioni.
► nuovi decreti FER1 e FER2 con nuovi bandi.
► proroga del superbonus e dei correttivi posti per contrastare le truffe e dei tetti varati sui prezzi degli interventi, citando una statistica certificata dall’ENEA che ha mostrato come i costi medi siano aumentati anche di 10 volte.

Per la CGIL, erano presenti:
♦ per l'Area Politiche industriali e reti il coordinatore Walter Schiavella
♦ per l'Area Politiche di Sviluppo Gianni Di Cesare (Responsabile Politiche per la green economy e l’economia circolare, indicatori dello sviluppo sostenibile, politiche per le aree interne e il paesaggio) e Simona Fabiani (Responsabile Politiche per il clima, l’ambiente e il territorio)

Il nostro intervento, in coerenza con la strategia definita dalle Valutazioni della Segreteria generale sul PNRR, si è concentrato su i seguenti aspetti:
1. occorre garantire sostenibilità sociale e ambientale, e garantire la qualità del lavoro che si produce con gli investimenti del PNRR, occupazione che deve essere innanzitutto stabile. Nei bandi devono essere introdotte clausole per il rispetto dei CCNL, della salute e sicurezza, vedi DURC in edilizia.
2. occorre un forte coordinamento fra il PNRR e le altre politiche del paese, riproponendo l’istituzione di un'Agenzia nazionale per lo sviluppo e la riconversione industriale, dotata di un adeguato Fondo che consenta di realizzare la trasformazione dell'industria italiana e attuare gli obiettivi e gli interventi del PNRR, in linea con le previsioni del Green Deal europeo.
3. il coordinamento fra MITE e MISE è fondamentale per azioni unitarie, a partire da crisi industriali, bonifiche, idrogeno verde e siti dismessi.
4. Occorre velocizzare e semplificare per le rinnovabili e revisione delle disposizioni del DL concorrenza che puntano a delegare al mercato la gestione dei servizi pubblici locali, penalizzando il ricorso all’In House, anche tenendo conto del fatto che nel mezzogiorno le utility non ci sono e che vanno favoriti i processi di aggregazione.
5. serve un metodo di lavoro diverso, dovuto alla complessità della transizione con incontri ravvicinati con le OO.SS..
6. la Giusta Transizione deve essere un luogo e uno spazio di lavoro. Per ora il Governo sta ragionando di Giusta Transizione solo riguardo a Taranto e il Sulcis mentre la Giusta Transizione deve diventare una questione politica complessiva che riguarda tutti i settori economici e tutto il paese.
7. occorre misurare l’occupazione che verrà creata con gli investimenti del PNRR, nel Mezzogiorno, per i giovani e le donne e verificare il complesso intreccio fra raggiungimento delle misure del PNRR e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).
8. deve essere attivato il Protocollo per la partecipazione e il confronto nell’ambito del PNRR e del piano nazionale per gli investimenti complementari sottoscritto lo scorso 23 dicembre 2021, aprendo tavoli sulle misure e le riforme del PNRR con tutti i Ministeri e con il CITE per quanto riguarda la transizione ecologica.
9. è importante che fra le misure del PNRR per l’economia circolare siano previsti anche interventi per la manutenzione. Attualmente gli interventi sono rivolti solo alla gestione dei rifiuti. L’economia circolare è anche il cuore dei nuovi settori, vedi le batterie, e della riconversione dei processi produttivi.

Replicando a interventi e quesiti, il Ministro ha condiviso le preoccupazioni del sindacato sulla qualità dell’occupazione e, sul tema della Governance, ha aperto alla convocazione dei tavoli previsti dal Protocollo e in particolar modo sulla Giusta Transizione ha detto che sarà affrontato nell’ambito di un confronto con il CITE (Comitato Interministeriale Transizione Ecologica).