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Dalla Precop di Milano alla COP26 di Glasgow. Tutti gli appuntamenti

Fridays for future, quarto sciopero globale per il clima © Marco Merlini / Cgil Roma, 29 novembre 2019 Quarto sciopero globale per il clima nell'ambito dei fridays for future
Foto: Marco Merlini
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Dal 1 al 12 novembre, si svolgerà la 26esima conferenza ONU sul clima che sarà presieduta dal Regno Unito con la co-presidenza italiana. In questa veste, il nostro Paese ha organizzato due iniziative che si sono svolte a Milano dal 28 settembre al 2 ottobre: la Youth4Climate, una conferenza sul clima a cui hanno partecipato 400 giovani selezionati dai paesi di tutto il mondo, e la PreCOP, una conferenza preparatoria per i negoziati che si svolgeranno a novembre in Scozia.

La COP26 è un’occasione unica per rendere concreta l’azione per il clima, dopo il fallimento della COP25 di Madrid del 2019 e il rinvio dell’anno scorso a causa del COVID. Nel 2015, la 21esima COP siglò l’accordo di Parigi sul clima, in cui si sanciva l’impegno a mantenere l’incremento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C, facendo ogni sforzo per mantenerla entro 1,5°C. A distanza di 6 anni da quell’accordo, stiamo andando in una traiettoria che ci porterà, se non invertita, oltre i 3°C di incremento della temperatura, con effetti sempre più drammatici, devastanti e accelerati per la vita, la salute e l’economia, che aggraveranno esponenzialmente i divari e le disuguaglianze, sia all’interno dei singoli paesi, che fra nord e sud del mondo.
Per dare voce al movimento per la giustizia climatica e sociale, praticamente tagliato fuori dai negoziati ufficiali, a luglio è stato promosso un appello dai #FFF Milano, a cui la CGIL ha aderito, condividendone i contenuti e l’idea di organizzare un Ecosocial forum e due iniziative di mobilitazione da realizzarsi a Milano nelle stesse date dei negoziati Istituzionali.


Ecosocial forum 28, 29 e 30 settembre
Nei tre giorni dell’Ecosocial forum si sono svolte molte iniziative organizzate dalle singole associazioni e organizzazioni aderenti alla Climate Open Platform. Rilevante la discussione nelle assemblee plenarie che si sono confrontate su varie tematiche: Diritti umani; Acqua, cibo e risorse; Lavoro; Transizione energetica; Economia e finanza; Saperi; Territori, città, comunità.
I documenti scaturiti dalle varie assemblee tematiche sono confluiti in un documento finale “Dichiarazione per il futuro”, presentato in plenaria il 30 settembre, con la partecipazione, fra gli altri, del Vice Segretario Generale della CGIL, Gianna Fracassi, con l’obiettivo di rilanciare, attraverso proposte condivise, il tema della partecipazione democratica.

Il 29 settembre, nell’ambito delle iniziative dell’Ecosocial forum dedicate al lavoro, la CGIL ha organizzato l’iniziativa “Clima, ambiente e lavoro” presso la Camera del Lavoro di Milano, con gli interventi di territori, categorie e studenti e le conclusioni del Segretario Generale Maurizio Landini.

Il 29 settembre si è svolta inoltre un'iniziativa di carattere internazionale per connettere i lavori dell'Ecosocial forum con quelli della COP26 Coalition, la Coalizione della società civile che sta organizzando il People's Summit e il Global day of action (Giornata globale di azione) del 6 novembre a Glasgow.
Anche in questa iniziativa i temi del lavoro e della giusta transizione sono stati al centro del dibattito con tre interventi sindacali: Simona Fabiani della CGIL, Sam Mason del sindacato PCS (Public and Commercial Services Union) del Regno Unito, a nome della COP26 Coalition - Trade Union Caucus e una giovane attivista del sindacato SENTRO delle Filippine.

I lavori dell’Ecosocial forum hanno mostrato un movimento per la giustizia climatica, la giusta transizione e lo sviluppo sostenibile che anche in Italia sta crescendo e maturando, in cui la CGIL è protagonista assieme ai #FFF, alle associazioni studentesche, alle maggiori associazioni ambientaliste, ai movimenti sociali e alle ONG.

Iniziativa unitaria sulla Giusta Transizione
Il 30 mattina si è tenuta anche l'iniziativa unitaria "Just Transition, la via sindacale allo sviluppo sostenibile" a cui hanno partecipato i Segretari Confederali di CGIL, CISL e UIL Gianna, Fracassi, Angelo Colombini e Tiziana Bocchi, che si sono confrontati con Bert De Wel della CSI, Ludovic Voet della CES e Mirka Minio della TUC UK.

Festival ASVIS
Il 1 ottobre, nell’ambito del festival ASVIS, si è svolta l’iniziativa “Oltre il fossile, cosa deve fare l’Italia per ridurre le emissioni almeno del 55% al 2030”, organizzato dal GdL ASVIS 7-13, in cui è intervenuta il Vice Segretario Generale della CGIL Gianna Fracassi e a cui era presente il Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini.

PreCOP
La CGIL è intervenuta, quale osservatore, alla PreCOP in rappresentanza di TUNGO - Trade Union ONG.

Intervento tradotto:
“Gentile Presidente, distinti delegati, mi chiamo Simona Fabiani, parlerò a nome delle ONG sindacali. Rappresentiamo i lavoratori globali e il movimento sindacale.
Facciamo parte del movimento per la giustizia climatica. Ieri eravamo per le strade di Milano con migliaia di giovani e anche questo pomeriggio scenderemo in piazza per protestare. Chiediamo
giustizia climatica e sociale, ora. Rispetto dei diritti umani e del lavoro, equità di genere, intra e intergenerazionale, diritti per i popoli e le comunità indigene, rispetto degli obiettivi di sviluppo
sostenibile e piena occupazione di qualità. Non è più tempo di fare promesse. E’ tempo di agire con urgenza, radicalità ed efficacia.

Quello che state facendo non è abbastanza. Ci porterà oltre 3°C di riscaldamento della temperatura, molto lontano dall'obiettivo di 1,5°C. Ci restano solo 7 anni. I paesi ricchi non riescono a rispettare l’impegno di garantire 100 miliardi di dollari l'anno di finanziamenti per il clima ai paesi in via di sviluppo, e sappiamo tutti che comunque non sarebbe sufficienti.
La transizione ecologica non deve essere pagata dai lavoratori, dalle comunità, dalle persone più fragili e dai MAPA (persone ed aree più afflitte dal cambiamento climatico). I governi devono
assumersi le proprie responsabilità, rispondere ai bisogni delle persone e proteggere il pianeta, anteponendo le persone e il pianeta ai profitti e agli interessi di pochi. Questo dovrebbe essere fatto con un ruolo diretto degli Stati nell'economia, investimenti, creazione di nuovi posti di lavoro sostenibili, misure per evitare l'elusione fiscale delle multinazionali, tassazione delle transazioni finanziarie, carbon tax e web tax.
Occorrono piani e misure di Giusta Transizione, da definire in reali processi di partecipazione democratica, e attraverso la contrattazione con i sindacati, in cui i giovani, le comunità, le parti sociali e la società civile organizzata possano condividere le scelte economiche, industriali e fiscali, a partire dai negoziati ONU sul clima.
Un altro futuro è possibile e urgentemente necessario. Noi lotteremo per questo. Voi cosa volete fare?
Potere al popolo, giustizia climatica!”.

 

Sul versante dei negoziati, nell’ultima giornata della preCOP, il presidente della COP26 Alok Sharma ha dichiarato che il fallimento della COP 26 non è un’opzione e che non vuole limitarsi al minimo comune denominatore, ma, dal nostro punto di vista, il successo della prossima conferenza del clima di Glasgow non è per niente scontato. Ancora non tutti i paesi sono d’accordo sull’obiettivo di 1,5°C e non tutti hanno presentato un aggiornamento ambizioso degli NDC (impegni volontari di riduzione delle emissioni). La maggior parte dei paesi concorda sulla necessità di rispettare l’impegno di erogare 100 miliardi l’anno ai paesi in via di sviluppo e che anzi questa cifra non è sufficiente e deve essere aumentata, anche con il supporto del settore privato, ma al dì là delle dichiarazioni la cifra non è ancora stata raggiunta. Stesso cosa per quanto riguarda le risorse per l’adattamento e loss and damage (danni e perdite), pressoché tutti d’accordo sulla necessità di incrementare il sostegno finanziario per l’adattamento al cambiamento climatico, bilanciandolo con la mitigazione, e di stanziare adeguate risorse per riparare ai danni conseguenti ai fenomeni meteo estremi, ma per ora restano parole. Infine John Kerry l’inviato per il clima degli USA, ha annunciato che la COP27 si svolgerà in Egitto. Riteniamo che questo riconoscimento internazionale al presidente El-Sisi rappresenti, sul versante dei diritti umani, un segnale negativo: ricordiamo, a tale proposito, i casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki.

Venerdì 1 ottobre - Student strike 50,000 persone hanno partecipato alla marcia, una marea umana partita da Largo Cairoli, che si è conclusa vicino al MI.CO. (il centro congressi dei negoziati della preCOP) con interventi di attivisti provenienti da tutto il mondo, fra cui le più conosciute Greta Thunberg e Vanessa Nakate.

Sabato 2 ottobre – Marcia per la giustizia climatica 10,000 persone hanno attraversato la città in una marcia colorata e pacifica a cui era presente una folta delegazione della CGIL e di alcune categorie.

G20
Il 30 e 31 ottobre si svolgerà il vertice dei Capi di Stato e di Governo del G20. Il tema del clima, sarà centrale nel summit dopo il fallimento della riunione dei Ministri dell’ambiente e dell’energia del G20, svoltosi a luglio a Napoli, in cui non è stato trovato un accordo per uscire dal carbone entro il 2025 e per mantenere il riscaldamento climatico al di sotto di 1,5°C.

COP26 Glasgow
Dal 1 al 12 novembre si svolgerà la 26esima conferenza ONU sul clima. La CGIL parteciperà con una propria delegazione, ai negoziati come osservatore, al Global day of Action di sabato 6 novembre, alle iniziative organizzate dalla CSI e al People Summit, che si terrà dal 7 al 10 novembre, organizzato dalla COP26 Coalition, un network della società civile del Regno Unito che tiene assieme tutte le realtà impegnate per la giustizia climatica.