Istat: Cgil, urgente prorogare blocco licenziamenti

Scacchetti: “per invertire la tendenza alla sottoccupazione saranno fondamentali tre leve: contrasto alla precarietà, rafforzamento delle politiche attive e la riforma degli ammortizzatori sociali”


Roma, 11 giugno – “I dati Istat di oggi fotografano la reale condizione occupazionale del Paese, confermandone la gravità e smentendo il dibattito insussistente di questi giorni sulla presunta mancanza di ‘voglia di lavorare’”. Ad affermarlo, in una nota, la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti.

La dirigente sindacale esprime particolare preoccupazione per la diminuzione, nel primo trimestre 2021 rispetto al trimestre precedente, dei dipendenti a tempo indeterminato (-1,1 %): “rapporti di lavoro – sottolinea – che finora avevano invece tenuto per tutta la crisi pandemica”. “I quasi 900 mila posti di lavoro bruciati in un anno dimostrano con drammaticità che  – prosegue Scacchetti –  l’Italia non può permettersi e accettare ulteriori risoluzioni dei contratti di lavoro. Per questo, il blocco dei licenziamenti è una necessità, un’urgenza da prorogare fino alla fine di ottobre”.

Inoltre, per la segretaria confederale “sarà prioritario condizionare gli investimenti, che si realizzeranno con le risorse europee, alla crescita occupazione e al superamento dei divari e delle disuguaglianze. Sarebbe inaccettabile – aggiunge – una ripresa economica non accompagnata da una crescita occupazionale, soprattutto per le donne e i giovani. Servirà agevolare i cambiamenti organizzativi e produttivi delle imprese tutelando l’occupazione, in particolare investendo sui contratti di solidarietà, sul fondo nuove competenze che ha urgente bisogno di essere rifinanziato, al di là delle risorse provenienti dall’Europa come il Fondo React-EU, e più in generale sul diritto soggettivo alla formazione”.

“Per invertire la tendenza alla sottoccupazione e al lavoro povero, che da troppo tempo caratterizzano il nostro mercato del lavoro, saranno fondamentali tre leve: l’occupazione di qualità e quindi il contrasto allo sfruttamento e alla precarietà, il rafforzamento delle politiche attive e la riforma degli ammortizzatori sociali”, conclude la segretaria confederale della Cgil.