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Nota CGIL su riforma Regolamento Senato

Beni confiscati, approvare subito ddl
Foto: senato
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Il 6 agosto è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Delibera del 27 luglio 2022 recante Riforma del regolamento del Senato a seguito della revisione costituzionale concernente la riduzione del numero dei parlamentari.

A seguito dell’approvazione della riforma costituzionale, avvenuta l’8 ottobre 2019, e del referendum confermativo, svoltosi il 20 e 21 settembre del 2020, il numero dei componenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica è stato ridotto rispettivamente a 400 deputati e 200 senatori, per il totale di 600 parlamentari. Questa riduzione incide inevitabilmente sull'operatività delle due Camere e richiede un adeguamento dei rispettivi Regolamenti per farvi fronte a partire dalla prossima, imminente, legislatura. Al momento sono state approvate le modifiche relative al regolamento del Senato, mentre la Camera dei Deputati ha istruito la discussione nella Giunta per il regolamento, ma non ha iniziato il dibattito in Aula. 

La Giunta per il Regolamento del Senato e l’Assemblea di Palazzo Madama hanno, dunque, approvato una deliberazione composta da 9 articoli con alcune principali modifiche, concernenti in particolare la disciplina dei Gruppi e le Commissioni parlamentari […]

Queste misure in parte inevitabili dopo l’avvenuta riduzione del numero dei componenti del Parlamento, in parte operate sulla scia di quanto avvenuto in questa legislatura, segnata da un numero considerevole di trasferimenti di parlamentari tra gruppi differenti e creazione di nuovi, segnano un ulteriore indebolimento dell'istituzione parlamentare.  

La produzione legislativa rischia di essere ulteriormente compressa nei tempi e nel dibatto, con un improprio protagonismo che sarà attribuito agli uffici legislativi e amministrativi, e una delega di fatto alle commissioni – ridotte di numero e nel numero di senatori – a scapito del confronto parlamentare. Le disposizioni volte a limitare la nascita di nuovi gruppi e componenti penalizzerà, ulteriormente, la rappresentatività e il pluralismo degli organi, limitando l’agibilità delle minoranze, già compressa dalla riduzione stessa dei parlamentari.

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