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Primo commento sulla Direttiva per salari minimi adeguati nell'Unione europea

Foto: MARCO VACCA/SINTESI 
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Dopo alcuni mesi di negoziazioni interistituzionali all’interno dei cosiddetti “triloghi” (Commissione, Consiglio, Parlamento europeo), il 6 giugno 2022, si è svolta l’ultima riunione in cui è stato raggiunto un accordo provvisorio sul testo della proposta di Direttiva relativa a salari minimi adeguati nell’Unione europea

In questa nota (che riportiamo integrale in allegato) vengono approfonditi i principali punti di discussione e di accordo all’esito del negoziato interistituzionale. Il testo partorito il 7 giugno (non ancora pubblico) - che è stato valutato molto positivamente dalla Confederazione europea dei sindacati e dalla CGIL – dovrà essere confermato dal Coreper. Questa approvazione sarà seguita da una votazione formale sia in seno al Consiglio dell'Ue che al Parlamento europeo.

Un breve riepilogo delle tappe che hanno consentito di arrivare ai “triloghi” può aiutare a capire i termini del negoziato appena concluso.

La proposta originaria viene pubblicata dalla Commissione il 28 ottobre 2020 (COM(2020) 682 final). Le scarne previsioni contenute nella proposta sono così sintetizzabili: a) nessun obbligo di introdurre meccanismi di determinazione legislativa dei salari ove tali modelli non siano già in opera negli Stati; b) nessun obbligo di estendere l’efficacia soggettiva dei contratti collettivi negli altri casi; c) nessun parametro quantitativo di identificazione della “soglia di decenza” al di sotto della quale non si può scendere, a prescindere dal meccanismo “legislativo” o “non legislativo” individuato dallo Stato; d) rinvio debole allo strumento della clausola sociale negli appalti pubblici.

Nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, il Parlamento europeo ha inteso irrobustire l’impatto della proposta originaria della Commissione sui livelli salariali delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Unione. All’opposto, l’approccio del Consiglio dell’Ue è stato in generale volto ad indebolire l’impatto della proposta medesima. E’ in questa situazione che, all’inizio del 2022, inizia la negoziazione interistituzionale sul testo della futura Direttiva.

→ Leggi la nota di commento integrale 

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