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Le Telecomunicazioni hanno un ruolo sempre più strategico nelle politiche industriali del Paese. Ne è convinta la Cgil che ha promosso per giovedì 10 giugno un confronto di merito su questo asset divenuto sempre più centrale per la ripresa e lo sviluppo, che rende necessario per il nostro Paese giocare un ruolo paritario a livello europeo, anche in vista del Pnrr e dei 6,71 miliardi di investimenti destinati alle reti ultraveloci. L'iniziativa dal titolo  'Connessioni strategiche. Il ruolo delle Tlc nel rilancio del Paese' verrà trasmessa in diretta streaming su Collettiva.it a partire dalle ore 15.00.La Cgil punta perciò sulle Connessioni strategiche attraverso cui impedire che si perda una grande occasione industriale, come fu negli anni ‘90 per l’industria informatica, e si possa dotare il sistema Paese di una rete di comunicazioni efficiente e affidabile.Da ciò il confronto con il Governo, sarà presente la Sottosegretaria al Mise Anna Ascani, con Confindustria Digitale ed il suo Presidente Cesare Avenia, con Stefano Quintarelli già componente il gruppo di esperti sull’Intelligenza Artificiale della Commissione europea, con il professore di TLC Francesco Vatalaro, dell’Università di Roma Tor Vergata.Per la Cgil partecipano Barbara Apuzzo, Responsabile politiche Sistemi Integrati di TLC, che aprirà e coordinerà i lavori, Riccardo Saccone, Segretario nazionale Slc che terrà la relazione, il Segretario generale del Sindacato Lavoratori della Comunicazione, Fabrizio Solari, ed il Segretario confederale Emilio Miceli che interverrà a conclusione della discussione.Com’è noto, l’Italia si colloca al 25° posto (su 28) nella classifica europea per competenze digitali, per l’uso dei servizi pubblici digitali e per la digitalizzazione delle imprese. Analogamente sul fronte della connettività, dove si posiziona al 17° posto, e continua a scontare gravi ritardi riguardo alla diffusione della banda larga ultraveloce (l’ultima rilevazione ha fatto registrare un incremento di appena 4 punti percentuali nella connettività over 100 Mbps, dal 9 al 13 per cento).Un problema per il futuro digitale del Paese che, solo sul fronte del 5G è tra i primi posti in Europa.Intervenire e colmare rapidamente questo gap è fondamentale per soddisfare un vero e proprio diritto/bisogno di cittadinanza digitale. Occorre perciò una regia unica che eviti la trappola delle microgare e la competizione mercatista, e poi sciogliere definitivamente l’ambiguità sulla rete unica.Scarica il programma