Appalti: Cgil su relazione Cantone, deroghe Codice aumentano rischi corruzione


Roma, 6 giugno – “Quanto affermato dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone nella sua relazione a proposito del Codice degli appalti rappresenta un concetto fondamentale da noi condiviso: la trasparenza è un presupposto necessario per contrastare la corruzione, ma anche per contenere la spesa pubblica. Le deroghe al Codice rispondono all’idea del ‘fare’, non certo del ‘fare bene’ e aumenterebbero i rischi di corruzione’”. Così, in una nota, il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.

“Il Codice degli appalti – prosegue il dirigente sindacale – non può essere additato, in alcun modo, come la causa del blocco dei cantieri, e i fatti lo dimostrano”. “Il Governo – sottolinea Massafra – dovrebbe piuttosto preoccuparsi di implementare quelle parti del Codice che ancora non sono state attuate, come la riduzione delle stazioni appaltanti, i commissari di gara estratti a sorte, il rating di impresa, e non creare pericolosi vuoti normativi che fanno male al Paese, alle imprese sane, e che rischiano – conclude – di alimentare mafia e corruzione”.