World Economic Forum: il sindacato internazionale chiede di rimodellare l’economia mondiale con posti di lavoro e salari dignitosi


La Confederazione Internazionale dei Sindacati, ITUC-CSI, si è rivolta agli oltre 2.500 partecipanti al World Economic Forum di Davos – in massima parte amministratori e manager di grandi imprese multinazionali, capi di stato e di governo, rappresentanti delle organizzazioni internazionali – per

chiedere ancora una volta che i responsabili delle scelte globali cambino con urgenza la politica a favore di investimenti e posti di lavoro, con salari minimi con i quali le persone possano vivere e protezione sociale.

John Evans, responsabile economico dell’ITUC e Segretario Generale del Comitato Consultivo Sindacale (TUAC) presso l’OCSE, ha affermato che le previsioni economiche indicano stagnazione, non ripresa, con oltre 200 milioni di disoccupati. “Lo stesso Rapporto sui Rischi Globali del Forum Economico Mondiale individua nella crescente disparità di reddito e nella disoccupazione strutturale i problemi più gravi a cui fa fronte l’economia globale quest’anno, ma le politiche governative stanno peggiorando queste tendenze; vogliamo che la politica cambi direzione”, ha affermato John Evans.

Il nuovo briefing dell’ITUC sull’economia realizzato prima dell’incontro di Davos indica alta disoccupazione, tagli ai salari e alti livelli di indebitamento delle famiglie, tutti fattori che hanno mantenuto depressa la domanda nelle economie chiave, mentre le strategie di crescita sono concentrate soprattutto sulle esportazioni, specialmente in Europa. 

Del resto, alla vigilia del WEF, il Fondo Monetario Internazionale, ha reso nota la sua revisione trimestrale delle previsioni economiche globali, indicando una crescita globale per il 2014 del +3,7%, previsione leggermente più alta (+ 0,1%) di quella dell’ottobre scorso. Secondo il FMI, il leggero miglioramento delle previsioni dipende da prospettive meno negative per le economie avanzate e per l’Eurozona in particolare, dove, secondo il capo economista del Fondo, Olivier Blanchard, “…i freni alla ripresa si stanno progressivamente indebolendo. Sta diminuendo il peso del drenaggio dovuto al consolidamento fiscale…” confermando le recenti posizioni e valutazioni del Fondo sulla negatività delle politiche di austerità condotte in Europa, fino a poco più di un anno fa raccomandate dallo stesso FMI, insieme agli altri due soggetti della Troika, Commissione Europea e BCE.

Nelle sue analisi e proposte, l’ITUC sottolinea ancora come lo scorso anno abbia visto crescere ulteriormente le disuguaglianze, con gravissime conseguenze sul piano sociale, della caduta della domanda aggregata, dell’aumento della disoccupazione, particolarmente giovanile, e della crescita

della distanza tra i lavoratori e i cittadini e i rappresentanti politici.

Sottolineando – come ha fatto proprio in questi giorni l’Organizzazione Internazionale del Lavoro e hanno confermato le stesse previsioni del FMI – i pericoli di una “crescita senza occupazione”, il piano per gli investimenti e l’occupazione, i salari e la protezione sociale, elaborato dall’ITUC per Davos 2014, include:

* Investimenti infrastrutturali mirati per migliorare il potenziatale produttivo nel lungo termine e andare verso un’economia a bassa emissione di carbonio;

* Aumentare il potere d’acquisto delle famiglie a medio – basso reddito riducendo la disuguaglianza e rafforzando la contrattazione collettiva e il salario minimo;

* Investire nelle politiche attive del mercato del lavoro per aumentare i livelli di competenze e ridurre la disoccupazione giovanile;

* Ridurre l’informalità del lavoro e creare lavoro dignitoso nei Paesi emergenti e in via di sviluppo.

In allegato la traduzione del comunicato dell’ITUC-CSI

Allegati:

ITUC Davos 2014 IT.pdf