Violenza contro le donne: Anche quest’anno la Cgil aderisce a One Billion Rising, per un cambiamento che la politica ignora.


Nel 2014 abbiamo chiesto giustizia per ogni donna, abbiamo preteso una Rivoluzione. Come ha detto Eve Ensler, la scrittrice fondatrice del movimento V-Day e ideatrice della campagna One Billion Rising, la rivoluzione inizia nel nostro corpo e non può aspettare più, non ha bisogno di approvazione.

In occasione del OBR 2015, Loredana Taddei, responsabile delle politiche di genere della Cgil nazionale, interviene per dire che “anche quest’anno saremo in piazza per ricordare che nel nostro Paese, oltre che nel mondo, vogliamo una rivoluzione, un cambiamento”. Un cambiamento, prosegue, “di cui la politica tanto parla, ma di cui nella vita reale non c’è traccia. Come testimonia la cronaca che continua a scandire quotidianamente il numero delle donne lasciate sole dallo Stato di fronte alla violenza maschile. Numeri sempre più sconvolgenti, forme sempre più brutali, che raccontano una violenza contro le donne sempre più pervasiva. Ma dalle istituzioni, oltre agli annunci e alle dichiarazioni di buoni propositi non c’è altro”.

“Entro gennaio -prosegue Taddei – il nuovo piano nazionale antiviolenza sulle donne, scaduto da un anno, ‘sarà operativo’ aveva assicurato lo scorso novembre Giovanna Martelli, la consigliera del presidente del Consiglio in materia di Pari Opportunità, precisando che le risorse stanziate per l’attuazione del piano sono 19 milioni e 100 mila euro, e che altri 7 milioni saranno destinati al mantenimento dei centri e associazioni anti violenza. E’ passato gennaio, sta passando anche febbraio, ma tutto tace”.

In occasione dell’8 Marzo 2014 il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, aveva assicurato il suo impegno anche in sede europea: “Mi impegno a portare il tema della violenza di genere come priorità nel semestre di presidenza italiana della Ue”. In occasione del 25 novembre, la giornata internazionale contro la violenza alle donne, il ministro Gentiloni ha detto che ”la battaglia contro la violenza alle donne è una delle battaglie più sentite dall’Italia”. Ma dell’applicazione della Convenzione di Istanbul, che è lo strumento più completo che abbiamo contro la violenza sulle donne non c’è traccia. Eppure dal 1 agosto, salutata dalle istituzioni come ”giornata storica”, principi e norme di quel testo sono diventati un obbligo, continua invece a mancare un monitoraggio sulla loro applicazione, che non avviene. Anche questi sono “maltrattamenti”.