Venezuela: la Cgil non sta con Maduro

Respingiamo letture interessate e pretestuose, combattiamo da sempre dittatori


Bari, 24 gennaio – “La Cgil non sta con Maduro”. Così la Cgil Nazionale precisa la propria posizione, assunta oggi in una mozione assunta dal Congresso, relativa ai fatti che si stanno registrando in queste ore in Venezuela, respingendo le letture “interessate e pretestuose”.

“È assolutamente sbagliato e fuorviante descrivere una Cgil amica di dittatori sanguinari. I dittatori – specifica la Cgil -. noi li abbiamo sempre combattuti, in patria e fuori, quando è stata messa in discussione la libertà dei cittadini. A quanti oggi ci criticano senza ragione, diciamo che avremmo voluto sentire la loro voce quando in Brasile si organizzava un vero e proprio golpe bianco volto ad escludere l’ex presidente Lula dalla competizione elettorale per le Presidenziali. In quel caso, invece, solo un silenzio assordante”.

La Cgil ha espresso “profondissima preoccupazione per quando accade in Venezuela e ha chiesto il rispetto dello stato di diritto e dei diritti umani, evitando, da parte di quanti sono coinvolti, ogni azione di violenza e repressione. Abbiamo anche sottolineato la gravissima crisi economica e sociale nel Paese, diretta conseguenza delle scelte del governo. È una situazione di crisi che vede i cittadini venezuelani soffrire della mancanza di generi di prima necessità e di cure mediche, oltre che di perdita di potere di acquisto dei salari. Questa situazione si deve risolvere con gli strumenti della politica e del confronto, senza violenza e rispettando il diritto all’auto determinazione del popolo venezuelano”.

Alla Cgil sembra “non accettabile sul piano democratico che il presidente del Parlamento si possa auto proclamare Capo dello Stato, altrettanto inaccettabile è che a questo atto di imperio venga data legittimazione da parte di stati stranieri che così facendo, contribuiscono ad alimentare la tensione, anziché ridurla. Infine abbiamo rivolto un appello alle autorità del Venezuela perché garantiscano diritti e libertà di espressione chiunque perché è solo attraverso la pratica della democrazia che quel paese potrà uscire rafforzato dalla terribile situazione attuale”, conclude.