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Roma, 6 luglio – “Una relazione molto formale che ha scelto di non confrontarsi con l’attualità e che in quanto tale trovo non adeguata al momento che vive l’informazione e al ruolo stesso dell’Autorità”. Così Fulvio Fammoni, segretario confederale della CGIL, commenta la Relazione annuale al Parlamento del presidente dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò.
“Non è stato così - aggiunge il dirigente sindacale - per altri, come, per esempio, pochi giorni fa con l’Autorità di garanzia sulla privacy. Nonostante questo alcuni dati sostanziali sono emersi: la predominanza della tv generalista, ancorché in forma digitale, sia sugli ascolti, sia nella raccolta di pubblicità; l’anomalia del sistema anticoncentrazione (Sic) che si propone di ridiscutere senza spiegare come e neanche citando l’anomalia che tra sei mesi editori televisivi potrebbero ulteriormente acquisire quotidiani”.
“I tagli all’editoria - conclude Fammoni - vengono ricordati sono nella relazione del presidente della Camera Fini, mentre di quelli alla cultura e allo spettacolo non c’è traccia. E’ giusto citare il trattato di Lisbona sulla libertà d’informazione ma mancano, evidentemente le conseguenze sulla situazione del nostro paese”.
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