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17/03/2010
Contratti: CGIL, presidio lavoratori ministero giustizia al Tribunale di Roma
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Roma, 17 marzo – Circa 200 lavoratori del Ministero di Grazia e Giustizia stanno manifestando davanti alla sede del Tribunale di Roma di Piazzale Clodio. Il presidio è stato organizzato da CGIL, UIL, RdB, FLP contro l’ennesimo accordo separato firmato il 15 dicembre scorso - il nuovo contratto integrativo che secondo i sindacati squalifica il personale giudiziario - dal Ministero e da due organizzazioni sindacali. Un presidio, quello di oggi, che segue le mobilitazioni messe in campo in questi mesi dai sindacati non firmatari, come lo sciopero promosso dai lavoratori giudiziari lo scorso 5 febbraio. “I lavoratori sono in lotta contro chi sfascia la giustizia con un accordo firmato da chi non vuole che quest’ultima funzioni”, commenta il responsabile del dipartimento Settori pubblici della CGIL Nazionale, Michele Gentile.
U.S.
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17/03/2010
Crisi: CGIL, centinaia di lavoratori in presidio a Montecitorio
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Roma, 17 marzo - Circa 300 lavoratori delle principali aziende in crisi del paese si sono radunate in presidio davanti alla Camera dei Deputati in contemporanea con il dibattito che si è svolto nell’Aula di Montecitorio sulle‘misure urgenti da adottare per contrastare la crisi economica in atto’. In un’assemblea pubblica, lavoratori, sindacalisti e esponenti politici, hanno messo al centro la crisi e i suoi effetti sul lavoro e sull’occupazione, costituendo quello che è stato definito “il Parlamento del lavoro”.
Dietro le parole “il lavoro e lo sviluppo non interessano questo Palazzo. Parliamone fuori”, lavoratori provenienti da diverse regioni d’Italia, e in rappresentanza di centinaia di casi di crisi, hanno rivendicato il diritto che le istituzioni si occupino dei problemi veri del paese: la crisi che investe pesantemente il nostro paese e che il governo vuole negare nella sua cruda realtà. Una realtà, come spiega la CGIL, fatta da oltre 1 miliardo e 200mila ore di cassa integrazione dall’inizio della crisi e da stipendi da 750 euro al mese. E il fatto che il governo abbia voluto negare la pesantezza della crisi”, per la CGIL lo dimostra il fatto che oggi, per la prima volta dal suo insediamento, il governo discuta di crisi economica e di strategie per uscirne fuori.
Le centinaia di lavoratori oggi in presidio hanno di fatti imputato al governo di avere schiacciato il dibattito politico parlamentare in vicende che nulla hanno a che fare con la realtà vera, quella fatta di recessione, cassa integrazione e licenziamenti. Tante le aziende in crisi oggi alla Camera ma, tra tutte, emerge la questione dei lavoratori Agile ex Eutelia in presidio permanente da giorni a Montecitorio. I lavoratori, molti di loro senza stipendio da 6 mesi, esigono un tavolo di confronto che sblocchi una trattativa invischiata con vicende giudiziarie e che rimetta in pista un’azienda sana, non colpita dalla crisi economica, ma vessata da speculazioni finanziarie. Come sintetizzava efficacemente uno striscione in piazza: “Il tempo è scaduto! Giustizia e lavoro subito” per Agile. Ma tante, e altrettanto gravi, le aziende oggi in presidio: dalla Videocon di Anagni alle acciaierie di Piombino, dalla Basell (ex Montedison) alla Antonio Merloni, dalla Eaton alla Italtel, fino ai lavoratori della Tirrenia.
La CGIL, con questa iniziativa che segue lo sciopero generale del 12 marzo, chiede di “chiudere la fase dei rinvii e di passare al varo di provvedimenti concreti a favore del lavoro nella consapevolezza condivisa che la crisi non è affatto alle nostre spalle”. La prima cosa da fare secondo il sindacato “è fermare i licenziamenti, garantendo la prosecuzione e il prolungamento degli ammortizzatori sociali, l’incremento del reddito per i lavoratori in cig, l’aumento dell’indennità di disoccupazione, l’estensione delle tutele ai precari”. Allo stesso tempo per la CGIL serve “una nuova politica industriale che interrompa il progressivo declino del nostro paese”. Provvedimenti che, insieme alla destinazione di risorse al lavoro e all’occupazione e alla riduzione delle tasse per dipendenti e pensionati, “ridiano un futuro al paese”.
U.S.
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16/03/2010
Crisi: CGIL, a febbraio aumenta CIGS, mai così alta in 17 mesi
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Roma, 16 marzo - La Cassa Integrazione a febbraio ha registrato un aumento del 12,42% rispetto al mese precedente e un incremento del 123,49% sullo stesso mese dello scorso anno. Ad oggi le ore autorizzate di Cassa Integrazione per tutto il 2010 sono già 179.617.307. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalle elaborazioni dei dati INPS del dipartimento Settori produttivi della CGIL Nazionale. Quanto ai lavoratori coinvolti nel rapporto si osserva: “Se si considera, per il periodo gennaio e febbraio 2010, un livello medio di ricorso alla CIG (50% del tempo lavorabile globale) si confermano oltre un milione e duecentomila lavoratori coinvolti nei processi di Cassa Integrazione Ordinaria e Straordinaria. Se invece si prendono in considerazione la CIG a zero ore per tutto il periodo 2010 si determina un’assenza completa di attività produttiva per 561.304 posizioni di lavoro: un numero di posti di lavoro mai raggiunto in tutto il 2009”.
Nell’analisi dell’osservatorio della CGIL si sottolinea come il mese di gennaio 2010 avesse, alla luce di una ripresa della produzione industriale +2,6%, registrato un leggero calo nella richiesta di CIG. Una tendenza non confermata a febbraio che invece registra una risalita della CIG. La Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO), si legge nel rapporto, “a febbraio di quest’anno cala sul mese precedente (-5,38%) e si attesta intorno ai valori registrati a ottobre e novembre del 2009, ovvero tra i mesi più alti dello scorso anno, mentre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno aumenta del +55,45% con 76.979.435 ore di CIGO”. I settori con aumenti maggiori sono l’alimentare con +211,27%, l’edilizia +226,79%, vestiario e abbigliamento +180,63%, legno +129,19%, estrazioni minerali +260,02%.
La Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS), sempre a febbraio di quest’anno, “aumenta del +28,07% sul mese precedente, registrando il volume di ore di CIGS più alto degli ultimi 17 mesi, ossia da quando è iniziata questa fase di crisi”. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, continua il rapporto, “il balzo in avanti è consistente, pari a +355,84%, per un volume di 102.637.872 ore di CIGS”. I settori con aumenti maggiori sono: il commercio +1.093,26%, il meccanico con +540,15% con il volume di ore più alto pari a 45.521.481, il legno con +433,13%, il vestiario e abbigliamento con +354%, pelli e cuoio +452,24%, trasformazioni minerali +454,12%. Inoltre 15 settori su 19 fanno registrare percentuali di aumento oltre il 150%.
“Il Parlamento si occuperà per la prima volta di crisi domani”, afferma la segretaria confederale della CGIL, Susanna Camusso, nell’aggiungere: “Noi saremo lì, con un presidio di lavoratori, a testimoniare l’effettiva necessità di adottare misure urgenti per contrastare la crisi economica, così come abbiamo chiesto con lo sciopero generale del 12 marzo”. La segretaria confederale sottolinea, infatti, che “diventa sempre più evidente che molte aziende hanno esaurito le 52 settimane massime di CIGO e questo comporta in parte l’aumento della CIGS. Ma questo non dice tutto sull’aumento delle ore di CIG né sull'andamento della crisi che, secondo noi, resta grave e ciò che è peggio è che si attesta e staziona ad un livello insopportabile per i lavoratori e per le loro condizioni economiche”.
Un analisi che la CGIL ha maturato perché “ormai è già da agosto dello scorso anno che è possibile transitare dalla CIGO alla CIGS e la cassa in deroga è attiva e si sono allargate le opportunità di ricorso, già per tutto il 2009, quindi il confronto con i mesi precedenti si fa già su mesi che contenevano, in parte o tutte, queste modifiche. E se si parte da questo assunto, la crisi in atto, appare con tutto il suo peso negativo”. Nel rapporto, infine, si osserva: “Una situazione sempre più insostenibile per milioni di lavoratori, cassaintegrati, precari. I consumi non ripartono: non a caso il settore del commercio è quello con un aumento della CIGS maggiore (+1.093,26%), i lavoratori, meno tutelati hanno perso il posto, quelli parzialmente tutelati dalla CIG hanno perso in questi due mesi già oltre 731.940.526 di euro. Senza interventi di aumento economo sui redditi da lavoro e da pensione, e senza una politica industriale che riposizioni la nostra economia sul contesto internazionale, non c’è futuro”.
U.S.
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16/03/2010
Crisi: CGIL, prolungamento CIGO possibile, irragionevole non farlo
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Roma, 16 marzo - “La scelta necessaria di prolungare la Cassa Integrazione Ordinaria sarebbe possibile utilizzando il fondo presso l’INPS e attraverso i fondi, certificati dal governo stesso, degli avanzi cig in deroga del 2009”. E’ quanto ribadiscono in una nota i segretari confederali della CGIL, Susanna Camusso e Fulvio Fammoni, dopo che la Ragioneria dello Stato ha formalizzato il suo no all’allungamento della CIGO. Secondo i due dirigenti sindacali “appare sempre più irragionevole la volontà di non prorogarla per interrompere il principio dell’automatismo della CIG in presenza di crisi di mercato, costringendo ad una procedura la cui diversità è data dall’obbligo al decreto da parte del Ministero”.
Inoltre, sottolineano Camusso e Fammoni, “la Ragioneria non si ferma qui. Infatti, con una scelta che ci pare quanto meno inusuale, ha proposto una soluzione di stesura della norma che induce due considerazioni. La prima è che in realtà si conviene che andrebbe prorogata la CIGO ma, nello stesso tempo, si propone di spostare le risorse dalle tutele per lavoratori a progetto, apprendisti, artigianato: una vera e propria guerra dei poveri del tutto coerente all’idea espressa dal Governo che nessuno sarà lasciato indietro. Che fine hanno fatto i molteplici annunci che tutte le risorse sarebbero state dedicate agli ammortizzatori se poi si mette l’uno contro l’altro?”. La seconda considerazione, concludono i due segretari confederali CGIL, “riguarda la strada la scelta di negare il fondo per i lavoratori da mesi senza stipendio, a partire da quelli ex Agile: una conferma che sulla crisi, e sulle ricadute sull’occupazione, non vi è nessuna volontà di dare soluzioni adeguate ed universali”.
U.S.
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16/03/2010
Lavoro: Art.18; Fammoni, da Sacconi solo ideologia
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Roma, 16 marzo – “Il ministero del Lavoro ha il compito di avanzare proposte e cercare accordi con tutte le parti sociali e non di varare ‘piattaforme riformiste’ attraverso accordi separati”. Così Fulvio Fammoni, segretario confederale CGIL, commenta le parole di Sacconi, che oggi a Napoli ha escluso ogni possibile modifica del collegato sul lavoro che prevede il ricorso all'arbitrato.
“Il ministro del Lavoro - aggiunge il dirigente sindacale - non ha parlato di merito, a proposito di arbitrato e certificazione, ma ha detto che interlocutori del governo saranno solo coloro che fanno parte della piattaforma riformista. Cosa è questa se non ideologia?”
U.S.
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15/03/2010
Par Condicio: Fammoni, decisione cda Rai epilogo preannunciato
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Roma, 15 marzo – “Un epilogo preannunciato nelle parole di esponenti del centro destra”. Così Fulvio Fammoni, segretario confederale della CGIL, commenta le ultime decisioni del consiglio di amministrazione della Rai sulla par condicio. “Un rimpallo di responsabilità che lascerà le trasmissioni bloccate fino al voto delle regionali”, aggiunge.
Per Fammoni “la Rai non potrà svolgere il suo ruolo di servizio pubblico e sarà fortemente danneggiata negli ascolti a favore dell’emittenza privata, di cui il premier è il principale proprietario. Oltre che un tema di pluralismo e democrazia ecco come sempre prepotentemente rispuntare il conflitto di interessi”. Secondo il dirigente sindacale “il collegamento con l’inchiesta di Trani è proprio questo: ci si affanna a dire che i fatti sono penalmente irrilevanti ma così si conferma il dato politico nei fatti. E per questo che si vuole riprendere e approvare in tempi rapidissimi la legge sulle intercettazioni. A tutto questo - conclude Fammoni - deve essere opposta la più ferma opposizione da chiunque abbia a cuore il pluralismo e la libertà di informazione”.
U.S.
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15/03/2010
Agcom: CGIL, Authority rischiano di diventare strumenti di potere al servizio di una parte
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Roma, 15 marzo – “La vicenda delle intercettazioni telefoniche che investono direttamente il Commissario dell' Agcom Innocenzi e indirettamente il Presidente Calabrò dimostrano in modo inequivocabile la preoccupante deriva degli organismi di garanzia che rischiano di essere ridotti a strumenti di potere al servizio di una parte. E’ quanto affermano il segretario confederale della CGIL, Fabrizio Solari, e il segretario generale della FISAC CGIL, Domenico Moccia.
“In ogni Paese democratico ed evoluto - aggiungono - avremmo già registrato le dimissioni dei due soggetti, in Italia si discetta con tipica visione leguleia se il contenuto delle intercettazioni rappresenti oggetto di reato oppure no. Il Commissario Innocenzi, già protagonista di analoga vicenda e assolto con discutibile decisione dal Comitato etico della stessa Agcom, con i suoi reiterati comportamenti, si rivela un subalterno esecutore di ordini in totale dispregio di un ruolo di garante indipendente e ispirato esclusivamente dal rispetto delle leggi e dalla mission che il Parlamento ha assegnato alle Authority”.
Le vicende del Presidente Calabrò e del Commissario Innocenzi - proseguono i due dirigenti sindacali - non possono, però, coinvolgere il lavoro svolto con qualificata professionalità, impegno costante e motivata coerenza da parte di tutto il personale dipendente dell'Agcom. Utilizzo spregiudicato dei propri ruoli, subalternità al potere del Governo, supina disponibilità a farsi strumento censorio, visione ancillare delle proprie funzioni, sono quanto di più lontano dall'attività quotidianamente prestata dalle lavoratrici e dai lavoratori dell'Agcom. Le responsabilità sono chiare, i protagonisti identificati”.
“Attendiamo - concludono Solari e Moccia - comportamenti conseguenti rapidi e in grado di ridare credibilità ad un'Autorità quale l'Agcom ripetutamente coinvolta da parte di alcuni in episodi del tutto incoerenti con le funzioni che le sono proprie”.
U.S.
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15/03/2010
Lavoro: Art. 18; Fammoni, legge e avviso incostituzionale
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Roma, 15 marzo – “Giudichiamo questa legge sbagliata così come sbagliato è l’avviso comune separato: ribadiamo il nostro giudizio di incostituzionalità per altro confermato da giuristi, costituzionalisti, avvocati, ecc.”. E’ quanto afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, nel ribadire la posizione del sindacato sul ddl lavoro recentemente approvato dal Parlamento
“Questa norma - spiega il dirigente sindacale - è sbagliata perché prevede una certificazione del rapporto di lavoro che può contemplare norme diverse dal contratto nazionale e un istituto di arbitrato ‘secondo equità’, e cioè che può non tener conto di leggi e contratti, da istituire all’atto dell’assuzione, quando il lavoratore è oggettivamente più debole. Pensiamo ai giovani in cerca di occupazione, ai migranti che vedono legata a quella firma il loro permesso di soggiorno, a un disoccupato durante questa gravissima crisi”.
Inoltre, osserva, “la legge prevede anche un depotenziamento del ruolo del giudice del lavoro che dovrà tenere obbligatoriamente conto di questa certificazione. Altro che un’opportunità in più: così si destruttura il diritto del lavoro italiano nato e sviluppatosi per tutelare i più deboli nei rapporti di lavoro, e cioè il lavoratore. Per questo - conclude Fammoni - ribadiamo il nostro giudizio di contrarietà alla legge e per questo, oltre che sul merito, abbiamo giudicato sbagliato e del tutto inopportuno un atto delle parti su di un aspetto della legge prima del suo definitivo promulgamento”.
U.S.
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12/03/2010
Sciopero CGIL: un milione in 100 piazze d’Italia per lavoro, fisco e cittadinanza
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Roma, 12 marzo - Un milione di persone nelle cento piazza italiane per maggiori diritti e tutele per il lavoro, per un fisco più giusto e più equo, per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza per i migranti che lavorano nel nostro paese. E’ questo il bilancio, insieme alle parole d’ordine, dello sciopero generale ‘Cambiare di può’ indetto oggi dalla CGIL - con un’astensione del lavoro per quattro ore ma con caratteristiche diverse per territori e settori - al termine della giornata di mobilitazione.
Dall’epicentro della protesta, nel Nordest, il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, ha imputato al governo di “non fare nulla”. Dal palco di Piazza Indipendenza a Padova, davanti a 40mila manifestanti, Epifani ha affermato: “C’è un paese che ha le pezze: i lavoratori stanno male, la disoccupazione aumenta, soprattutto nelle aree più industrializzate”. Di fatti nel Veneto, ricordando i tragici suicidi registrati in questi mesi, Epifani ha sottolineato come siano “il segno del dramma che il governo non vuole vedere”. E dopo lo strappo di ieri, con l’intesa su di un avviso comune sull’arbitrato non siglata ieri dalla CGIL, il leader sindacale ha ribadito il giudizio di incostituzionalità della legge e l’impegno della confederazione per far rimuovere la norma.
Buona l’adesione allo sciopero da parte dei lavoratori. Secondo il segretario confederale, responsabile d’organizzazione, Enrico Panini, “l’adesione è stata molto alta, superiore alle nostre aspettative”, ha detto dal corteo di Roma. Per quanto riguarda i singoli settori, la partecipazione dei metalmeccanici è stata in media al 70% con punte superiori all'80 e al 90%. Nel settore dei trasporti l’astensione al lavoro nel trasporto pubblico locale ha superato il 50% in molte città con punte del 75%. Anche la scuola si è mobilitata con un’adesione in molte province di oltre il 50% e con molti istituti chiusi. Così come sono rimasti chiusi gli Uffizi a Firenze, il museo di Capodimonte a Napoli e forti disagi alle Scuderie del Quirinale.
Ma è stata straordinaria in tutta Italia la partecipazione dei lavoratori alle manifestazioni. A Milano a Piazza Duomo si sono contate 50 mila persone, oltre 40mila presenze a Roma, a Firenze 40mila, a Napoli 30 mila, a Genova e a Bologna 15mila, a Reggio Emilia 10mila. Dalla manifestazione che si è svolta in Calabria, nella piana di Gioia Tauro, la CGIL ha diffuso la notizia che la manifestazione nazionale del primo maggio si svolgerà a Rosarno, lì dove si registrò a gennaio la rivolta dei migranti. Straordinaria anche la partecipazione degli studenti ai cortei. Secondo le associazioni studentesche sarebbero stati almeno 200mila i giovani che nel giorno dello sciopero generale indetto dalla CGIL si sono mobilitati in difesa della scuola e dell'università pubblica.
U.S.
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12/03/2010
Agcom: intercettazioni; Fammoni, vicenda grave, pesa conflitto interessi
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Roma, 12 marzo – “Se le pressioni del presidente del Consiglio sull'Agcom, per far chiudere Annozero e altri programmi, dovessero essere confermate, ci troveremmo di fronte ad una vicenda di assoluta gravità”. Così il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, in merito alla notizia diffusa oggi da ‘Il Fatto quotidiano’. Secondo il dirigente sindacale le notizie riportate “rappresenterebbero una nuova gravissima conferma del problema del conflitto d’interessi che grava sul premier, incompatibile col ruolo di garanzia dell’autorità delle comunicazioni e del servizio pubblico”. Certo, conclude Fammoni, "non si può non notare l’inquietante coincidenza di questa notizia con l’annuncio, di soli pochi giorni fa, della ripresa dell’iter parlamentare per la rapida approvazione del decreto anti-intercettazioni”.
U.S.
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11/03/2010
Banca Sud: Lamonica, permangono dubbi e perplessità, rischio carrozzone
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Roma, 11 marzo – “La presentazione in piena campagna elettorale della Banca del Sud conferma tutti i dubbi che avevamo già espresso su uno strumento di cui non appaiono chiari né la struttura né gli scopi”. “E' quanto afferma Vera Lamonica, segretaria confederale CGIL, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno, che aggiunge: “L’affermazione del presidente del Consiglio che al Sud serve credito e legalità fa ormai parte del senso comune, ma non spiega i punti oscuri che ancora circondano il nuovo istituto bancario di secondo livello. Quale sarà la struttura operativa della nuova banca, quale il rapporto con il sistema delle banche di credito popolare, che finora appare l'unico partecipante certo al nuovo istituto. Grande preoccupazione, inoltre, suscita il mancato chiarimento attorno al ruolo delle Poste, con il rischio, già segnalato, di uno snaturamento dell’assetto e della funzione dei servizi di Bancoposta”.
Il Governo, prosegue la dirigente sindacale, “afferma che attraverso il nuovo istituto di credito saranno finanziate le infrastrutture: affermazione che ha dell’incredibile se si fa mente all’assoluta oscurità sui tempi e sui criteri di emissione dei bond da parte della nuova banca. Inoltre, pur senza voler interferire nel rapporto tra il ministro Tremonti e la metafisica, la nuova banca ci sembra proprio candidata a diventare uno di quei carrozzoni partoriti dalla politica che il Sud ha purtroppo già conosciuto. Un’operazione, insomma, di cui non si comprende l’utilità per il sistema produttivo del Sud, che oggi sta duramente pagando i contraccolpi della crisi e, comunque, proiettata in un futuro indefinito”
Piuttosto, conclude Lamonica, “non esistono più tracce, invece, del fantomatico Piano per il Sud che l’Esecutivo annuncia da mesi, la cui presentazione è stata rinviata tante volte da far pensare che si trattasse esclusivamente di una bufala propagandistica. Nel frattempo la quota Fas delle regioni meridionali resta bloccata e i bandi del nuovo ciclo di programmazione scontrano ritardi ancora più gravi che in passato, con il risultato di aggravare la già drammatica caduta dell’economia e dell’occupazione in tutti i territori meridionali”.
U.S.
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11/03/2010
Lavoro: Art. 18; Epifani, incostituzionale legge e anche avviso comune
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Roma, 11 marzo - “Il collegato lavoro è incostituzionale perche viola, tra gli altri, l’articolo 24 della costituzione che riconosce il diritto di ogni cittadino a ricorrere al giudice per difendere i propri interessi”. Lo afferma il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, che aggiunge: “Dunque anche l’avviso comune, chiaramente preordinato da Sacconi e dagli altri firmatari, assume un carattere incostituzionale. Nessuno si illuda: la CGIL risponderà sia sul piano legale che su quello sindacale a questo attacco ai lavoratori per tutelarli nella loro prerogativa a difendere i propri diritti come meglio credono, a cominciare dai diritti dei lavoratori più giovani e più deboli”.
Secondo Epifani “prosegue il disegno che punta ad abbassare tutele e diritti. Le imprese si assumono così un’ulteriore responsabilità verso i lavoratori proprio mentre, a causa della crisi, centinaia di migliaia di persone sono in cassa integrazione o perdono il proprio lavoro”. Inoltre, continua il numero uno della CGIL, “il segretario della Cisl aveva affermato che non avrebbe acconsentito ad alcun ricatto nei confronti dei lavoratori al momento dell’assunzione: ma il senso dell’intesa sottoscritta oggi è esattamente questo. Così si dividono ancora di più le strade fra i sindacati e tutto questo rafforza le ragioni dello sciopero di domani e la CGIL continuerà con tutte le forme di mobilitazione necessarie per vincere questa battaglia”.
“Non si pensi - conclude Epifani - di nascondersi dietro l’esclusione dall’arbitrato dell’articolo 18, cosa peraltro tutta da verificare, perché la legge riguarda l’insieme di tutti i diritti e ogni altro aspetto della vita e delle condizioni dei lavoratori”.
U.S.
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11/03/2010
Lavoro: Art. 18; Fammoni, legge anticostituzionale, al centro sciopero domani
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Roma, 11 marzo – “La legge sulla certificazione e l’arbitrato è sbagliata e incostituzionale, per questo non solo la via dell’avviso comune non è percorribile ma svilupperemo tutte le iniziative necessarie per cambiarla, a partire dallo sciopero generale di domani”. E’ quanto afferma Fulvio Fammoni, segretario confederale della CGIL, dopo la dichiarazione di intenti per un avviso comune in materia di arbitrato, siglata oggi dalle parti sociali ad esclusione della CGIL.
“In una riunione convocata al ministero del Lavoro su altro argomento - aggiunge il dirigente sindacale - si è consumato un accordo separato sull’applicazione di una legge che, come è noto, la Cgil non condivide. Perché lo si è voluto fare e proprio oggi? La legge, che per altro non è stata ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, prevede un anno di tempo prima di entrare in vigore. Tutto questo lascia pensare che si sia voluto operare in modo preordinato una grave rottura tra le parti, con la complicità del governo, alla vigilia dello sciopero generale. A questa legge sbagliata, e a questo accordo sbagliato, - conclude Fammoni - reagiremo con tutte le iniziative necessarie, a partire dallo sciopero di domani, con una capillare informazione, con assistenza legale ai lavoratori e attivando i percorsi per fare emergere la sua incostituzionalità”.
U.S.
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10/03/2010
Lavoro: CIG; Fammoni, no di Sacconi conferma disinteresse crisi
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Roma, 10 marzo – “Le intenzioni annunciate da Sacconi confermano la concezione di inutilità del ruolo del Parlamento e la pervicacia nel non dare risposte adeguate alla crisi e alle ricadute che questa provoca sul lavoro”. Così Fulvio Fammoni, segretario confederale CGIL, commenta l’annuncio dato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sul parere negativo che il governo darà all’emendamento approvato ieri in commissione Lavoro della Camera e che allunga a 18 mesi il periodo di CIGO.
“Si tratta di una norma - rileva il sindacalista - peraltro parziale, la richiesta della CGIL e di quasi tutte le forze sociali è del raddoppio, con scarsissimo finanziamento e nonostante questo per il Ministro è comunque troppo. Si confermano così due cose. La concezione di inutilità del ruolo del Parlamento e la pervicacia nel non dare risposte adeguate alla crisi e alle ricadute che questa provoca sul lavoro”.
“Anche il governo - continua - deve ammettere che il 2010 è un anno molto difficile per l’occupazione, sarà per questo che boccia norme come il prolungamento della CIG ordinaria e invece, parlando del problema dell’occupazione giovanile, approva norme come quelle sul processo del lavoro che produrranno deroghe e meno tutele in particolare proprio per i giovani. Saranno anche questi - conclude Fammoni - temi al centro dello sciopero generale del 12 marzo”.
U.S.
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10/03/2010
Industria: Camusso, no a facili ottimismi, crollo produzione resta drammatico
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Roma, 10 marzo – “Piccoli segnali non indicano una variazione di tendenza. Il crollo della produzione industriale resta drammatico e per questo non bisogna lasciarsi andare a facili ottimismi”. Così Susanna Camusso, segretaria confederale CGIL, commenta il dato diffuso oggi dall'Istat sulla produzione industriale di gennaio.
Secondo la dirigente sindacale, “Il governo italiano farebbe bene a chiedersi perché altri paesi fanno registrare significativi segnali di ripresa e vedere quali politiche hanno adottato. Per immaginare un vero cambiamento anche nel nostro paese - aggiunge Camusso - è necessaria da parte del governo una vera politica industriale e un sostegno ai consumi attraverso adeguate politiche fiscali. Due punti al centro dello sciopero generale di venerdì”.
Infine, conclude la segretaria della CGIL, “stupisce l’atteggiamento del ministro del Lavoro, che anziché trovare una via d’uscita positiva per il lavoro, che rimane il punto di maggiore criticità della crisi per l’anno in corso, assume politiche che favoriscono la crescita della precarietà del lavoro”.
U.S.
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09/03/2010
Crisi: Camusso, bene prolungamento CIGO, ora confronto
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Roma, 9 marzo - La CGIL apprezza il voto bipartisan in commissione Lavoro della Camera sui sei mesi in più di Cassa Integrazione Ordinaria, che passa dalle attuali 52 a 78 settimane. “L’emendamento approvato è una prima risposta ad una richiesta da noi sempre sostenuta, ovvero il raddoppio del periodo di CIGO”, osserva la segretaria confederale dell’organizzazione sindacale, Susanna Camusso.
Inoltre, aggiunge, “in questo emendamento approvato con un consenso trasversale leggiamo una prima risposta ad una nostra rivendicazione anche se nel frattempo il governo fugge dalla discussione sulla crisi con lo slittamento del dibattito in programma mercoledì”. Si dimostra, infine, conclude Camusso, “che è possibile fare scelte volte all’universalità degli ammortizzatori sociali ed è bene che ora si apra il confronto sugli strumenti più idonei ad affrontare una crisi che deve ancora riversare sull’occupazione i suoi effetti più duri”.
U.S.
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09/03/2010
Camera: Camusso, per troppi decreti slitta dibattito su crisi
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Roma, 9 marzo – “L’unica valutazione possibile è che di troppi decreti si muore”. Così la segretaria confederale della CGIL, Susanna Camusso, commenta lo slittamento del dibattito sulla crisi economica previsto per mercoledì in Aula alla Camera e che porta all'annullamento del presidio dei lavoratori promosso dalla CGIL a Montecitorio. “L’ingorgo che si registra alla Camera, e che impedisce il primo dibattito sulla crisi, dimostra - aggiunge Camusso - come i lavori parlamentari siano condizionati dal fatto che ci sono sempre troppi decreti da affrontare, troppe ‘decisioni’ ed emergenze governative da dirimere, e che impediscono che in Parlamento si affronti, seppur in grave ritardo, il tema centrale della crisi economica”.
Si dimostra, inoltre, spiega la segretaria confederale, “che il governo ha ancora una volta un’altra priorità rispetto a quelle che sono le condizioni economiche e sociali degli italiani. Quelle condizioni difficili che denunciamo con lo sciopero generale indetto dalla CGIL per venerdì 12 marzo sui temi del lavoro, del fisco e dell’immigrazione. Noi siamo in campo e le stesse forze politiche - conclude Camusso - non si devono sottrarre ad affrontare i temi della crisi che è tutt’altro che finita”.
U.S.
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09/03/2010
CGIL: Epifani, sciopero 12 per lavoro, fisco e immigrazione
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Roma, 9 marzo - Lavoro, Fisco e Immigrazione. Questi i tre grandi temi al centro dello sciopero generale indetto dalla CGIL per venerdì 12 marzo. Una mobilitazione che prevede l’astensione dal lavoro per quattro ore con manifestazioni in tutte le piazze d’Italia. E’ stato il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, a fare sintesi della piattaforma predisposta per lo sciopero e delle modalità con cui si svolgerà quest’ultimo. “Si tratta di uno sciopero che ha un connotato sindacale”, ha spiegato nel chiedere risposte subito anche perché “non ci fermeremo con il 12, ma continueremo perché sono temi che richiedono una mobilitazione che va oltre”, ha aggiunto.
Quanto al merito della mobilitazione, sul tema lavoro la CGIL sollecita il governo ad operare un cambio di passo deciso nella gestione della crisi - che deve ancora riversare sull’occupazione i suoi effetti più duri - in difesa del lavoro, per la risoluzione delle vertenze, per un’idea strategica di politica industria, mentre però in Parlamento, in un momento di estrema difficoltà per i lavoratori, si varano provvedimenti che attaccano i diritti dei lavoratori e le tutele garantite dallo Statuto. Sul fisco la CGIL ha avviato una campagna di comunicazione e promosso una vertenza all’insegna di un ‘Fisco Giusto’. La Confederazione, in estrema sintesi, sottolinea la necessità di ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui pensionati con un bonus di circa 500 euro da erogare entro la primavera e poi strutturalmente con 100 euro medi mensili di riduzione del prelievo fiscale per i prossimi 3 anni, insieme alla riduzione della prima aliquota Irpef dal 23% al 20%. Infine, sui temi dell’immigrazione, la CGIL chiede politiche di accoglienza e di lotta alle nuove schiavitù, con la sospensione delle legge Bossi-Fini per i migranti in cerca di occupazione e con l’abolizione del reato di clandestinità.
"Un richiamo forte al governo sulle condizione dei lavoratori; alla maggioranza, per la responsabilità che ha, ma anche all'insieme del mondo politico per una risposta vera ai bisogni dei lavoratori e dei pensionati”, così Epifani sintetizza l’obiettivo dello sciopero del 12. Sui singoli punti, il leader della CGIL ha rilevato come: “Il 2010 sarà da un punto di vista occupazionale anche più pesante del 2009 e del 2008; Cassa integrazione e disoccupazione stanno crescendo in maniera molto forte ed i segnali per un anno ancora più negativo ci sono tutti”. Nel ribadire come, di fronte ad un quadro difficile come questo, il governo “non abbia nessuna idea di quale politica industriale perseguire”, come dimostrano i 150 tavoli di crisi aperti nei quali, da Merloni ad Alcoa, “si paga esattamente questa mancata scelta”.
Crisi che si acuisce nel Mezzogiorno: “Il piano promesso - ha detto il segretario generale - non è mai stato né presentato né discusso ed il Sud continua pagare il prezzo più alto nella crisi”. E poi la partita fisco: “I redditi da lavoro sono quelli che più hanno pagato le tasse in questo momento di crisi. E non è un fenomeno passeggero ma riguarda l'intera strutturale del nostro prelievo fiscale”, ribadisce ancora Epifani puntando il dito contro una scelta “di non senso e antieconomica” perché tartassa un bene, come il lavoro, appunto, ormai “merce rara”. Serve dunque una riforma fiscale per sgravare, subito, lavoratori dipendenti e pensionati ai quali restituire anche quei 500 euro di fiscal drag pagati in maniera 'inconsapevole'. Anche le critiche all'arbitrato e la difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori entrano di diritto nelle ragioni dello sciopero. “L'arbitrato non è una libertà in più ma una libertà in meno perché ad oggi le due opzioni sono già possibili, non sono impedite. Dire invece che si deve scegliere è un diritto in meno che si toglie al lavoratore”. La norma che inserisce l'arbitrato per i conflitti di lavoro, infatti, ha concluso Epifani, “configura un indebolimento delle garanzie sul lavoro e può diventare una forma di pressione indebita al momento dell'assunzione”.
U.S.
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05/03/2010
CGIL: 9 marzo conferenza stampa su sciopero generale 12 con Epifani
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Roma, 5 marzo - Lavoro, Fisco e Immigrazione. Le ragioni dello sciopero generale del 12 marzo, insieme alle modalità, saranno i temi al centro della conferenza stampa in programma martedì 9 marzo, a Roma presso la sede della CGIL Nazionale in Corso d’Italia 25 alle ore 11, e che verranno illustrati dal segretario generale, Guglielmo Epifani. Nel corso della conferenza stampa verrà presentata la ricerca IRES (in collaborazione con SWG) “I lavoratori nel tempo della crisi”. Interverranno il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, il segretario confederale, Agostino Megale, e dalla direttrice dell’IRES, Giovanna Altieri.
U.S.
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05/03/2010
Sciopero 12 marzo: Fammoni, il lavoro parla dell’informazione
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Roma, 5 marzo - “Il 12 marzo ci sarà un grande sciopero generale indetto dal più importante sindacato italiano. Il silenzio su questo sciopero, sulle sue motivazioni è imbarazzante. Come è preoccupante che proprio nella massima fase della crisi si riducono gli spazi di informazione e di confronto. Della crisi, dei problemi reali che provoca, delle misure necessarie per contrastarla, delle inadeguatezze dell’iniziativa del governo non si vuole parlare”. E’ quanto ha detto questa mattina Fulvio Fammoni, segretario confederale della CGIL, intervenendo ai microfoni di RadioArticolo1. Questo silenzio informativo sul lavoro - ha proseguito il dirigente sindacale - è purtroppo un problema che continua e si collega con l’impressionante stillicidio di interventi in questi mesi sull’informazione”. Per Fammoni “La chiusura in questa fase dei talk show significa non parlare, non confrontarsi, non far sapere ai cittadini la realtà di questa gravissima situazione”. “E allora, ha detto ancora Fammoni, noi siamo impegnati in una battaglia perchè l’informazione possa tornare ad essere pianamente agibile a partire dal servizio pubblico e contemporaneamente per dire che le ragioni del lavoro non possono essere oscurate”. Infine, secondo Fammoni “se non si potrà parlare del lavoro, sarà comunque il lavoro che parlerà anche dei problemi dell’informazione. Lo faremo nelle 100 manifestazioni del 12 marzo, pronti a dare spazio e voce – se lo vorranno - anche agli operatori delle trasmissioni che sono state cancellate”.
U.S.
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05/03/2010
Lavoro: Fammoni: dati Inps confermano ragioni sciopero 12 marzo
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Roma, 5 maggio – “I dati dell’Inps sulle domande di disoccupazione e la cassa integrazione confermano la necessità di una svolta nelle politiche per contrastare la crisi e la giustezza degli obiettivi dello sciopero generale proclamato per il 12 marzo”. E’ quanto afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni. Secondo il dirigente sindacale, infatti, “le domande di disoccupazione restano altissime, anche in considerazione del fatto che tutti coloro che hanno esaurito i periodi di disoccupazione 2009 e non hanno ritrovato lavoro non hanno potuto rinnovare le domanda”. E anche le ore di cassa integrazione, secondo i dati diffusi dall'Istituto di previdenza, fanno registrare, sottolinea Fammoni, “un aumento nei primi due mesi dell’anno di oltre 100 milioni di ore rispetto allo stesso periodo del 2009”. “Dopo le letture ottimistiche dei dati relativi al mese scorso - conclude Fammoni - da tutte le nostre strutture continuavano ad arrivare segnali di crisi. I dati di oggi, purtroppo, ci danno ragione”.
U.S.
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04/03/2010
Lavoro: Art. 18; Fammoni, legge taglia diritti, reagiremo
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Roma, 4 marzo - “Un taglio ai diritti e un peggioramento netto delle leggi e delle norme sul lavoro che penalizzano soprattutto i giovani e contro il quale reagiremo“. E’ il commento del segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, sul disegno di legge in materia di lavoro approvato ieri dal Senato e che contiene le norme su arbitrato e conciliazione in materia di controversie. Secondo il dirigente sindacale “invece di pensare a tutele nella crisi per i lavoratori, si usa la crisi per programmare un ulteriore aumento della precarietà ed instabilità del lavoro. Ma non si illuda il governo che si sia concluso col voto la mobilitazione contro un provvedimento sbagliato: reagiremo adesso con tutte le diverse forme di iniziativa possibile”.
Fammoni fa sapere che la CGIL promuoverà “una campagna di informazione alle persone per ribadire i loro diritti e come poter non subire queste norme; uno sforzo straordinario di tutele legali; un ruolo forte della contrattazione, a tutti i livelli, per contrastare gli effetti negativi di questa legge; il ricorso alla Corte Costituzionale sui presupposti possibili, suffragato dal parere delle centinaia di giuristi e costituzionalisti che hanno criticato questi provvedimenti. Questo tema - conclude - sarà al centro di tutte le nostre iniziative di mobilitazione a partire dallo sciopero generale del 12 marzo”.
U.S.
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03/03/2010
Immigrazione: CGIL, domani conferenza stampa Epifani e Akoute (ITUC Africa)
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Roma, 3 marzo - La situazione in cui vivono i lavoratori immigrati a causa della politica del Governo Berlusconi, la campagna xenofoba di alcune forze della destra nei loro confronti, la tensione sociale sfociata nei fatti drammatici di Rosarno. Saranno questi i temi al centro della conferenza stampa in programma domani giovedì 4 marzo, a Roma presso la sede della CGIL Nazionale in Corso d’Italia 25 dalle ore 12, alla presenza del segretario generale, Guglielmo Epifani, della segretaria confederale, Nicoletta Rocchi, e del segretario generale della ITUC Africa, Adrien Beleki Akouete. Una conferenza stampa, quella di domani, che si colloca all’interno dell’iniziativa ‘Primavera Antirazzista’, la campagna unitaria (dal 1° al 21 marzo) fatta di iniziative, momenti di lotta, sensibilizzazione e dialogo interculturale nel paese, per la difesa e la promozione dei diritti dei migranti.
U.S.
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03/03/2010
Lavoro: Art. 18; Fammoni, nel ddl altre norme inaccettabili
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Roma, 3 marzo – “Non contiene solo una vera e propria controriforma del diritto e del processo del lavoro, che da tempo denunciamo, ma anche importanti e gravi norme deregolatorie”. E’ quanto denuncia il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, in merito al disegno di legge 1167-B che potrebbe essere approvato in modo definitivo domani dal Senato.
Il testo, infatti, fa sapere il dirigente sindacale, “contiene anche l’inaccettabile scelta sull’apprendistato a 15 anni, derogando contemporaneamente all’obbligo scolastico e all’età minima per il lavoro minorile fissata a 16 anni. E ancora, si vuole riattivare le deleghe conseguenti all’accordo del 23 luglio 2007, fatte prima volutamente scadere. Perché? L’unica risposta - spiega il sindacalista - è che si voglia utilizzarle come scorciatoia, così il Parlamento sarà chiamato ad esprimere solo un parere per la riforma degli ammortizzatori sociali, mentre è lampante la diversità delle proposte del Governo annunciate nel Libro Bianco con il merito delle deleghe riesumate”.
Per Fammoni il ddl contiene “un insieme di norme peggiorative che si aggiungono a quelle sull’arbitrato, la certificazione e il ruolo del giudice del lavoro, che cercano così di capovolgere i fondamenti del diritto del lavoro, aggirare norme come quelle dell’art. 18 nate per tutelare i più deboli, e consumare così una sproporzione evidente fra i diritti del lavoratore e quelli del datore di lavoro. L’effetto di queste norme risulterà molto pesante. Si tratta di scelte inaccettabili denunciate da tante iniziative e prese di posizione di giuristi, costituzionalisti, avvocati e magistrati. Scelte ideologiche - conclude - a cui reagiremo con tutte le forme di iniziativa possibile”.
U.S.
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03/03/2010
Par Condicio: Fammoni, al centro sciopero del 12 anche libertà d’informazione
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Roma, 3 marzo – “Al centro dello sciopero generale del 12 marzo, proclamato dalla CGIL per chiedere di fermare i licenziamenti, affrontare le vertenze, ridurre le tasse per lavoratori e pensionati, nuove politiche di accoglienza per i migranti, ci sarà anche la difesa della libertà d’informazione”. E’ quanto afferma in una nota il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni.
“Lo sciopero della CGIL e i suoi contenuti - aggiunge il dirigente sindacale - sono avvolti da un silenzio imbarazzante. Ebbene se non si vuol parlare del lavoro, sarà il lavoro che parlerà anche dell’informazione. Lo faremo nelle 100 manifestazioni del 12 marzo, quando saremo noi a parlare del problema della libertà di informazione e se lo vorranno saremo pronti a dare spazio e voce anche agli operatori delle trasmissioni che sono state cancellate”.
E a proposito dello stop ai talk show, imposto dal consiglio di amministrazione della Rai, Fammoni definisce “impressionante lo stillicidio di interventi di questi mesi sull’informazione”. Aggiungendo che “è fin troppo evidente che la campagna elettorale è solo una scusa per continuare a ridurre la libertà di informazione”.
“Ci troviamo di fronte - conclude il segretario della CGIL- ad una vera e propria bulimia informativa del governo e della sua maggioranza, e proprio nella massima fase della crisi si riducono gli spazi di informazione e di confronto propri del servizio pubblico. Della crisi, dei problemi reali che provoca, delle misure necessarie per contrastarla, delle inadeguatezze dell’iniziativa del governo non si vuole parlare. Così come non si vuole parlare del lavoro, oppure lo si raffigura in modo distorto e adesso con queste norme se ne vuole parlare ancora meno”.
U.S.
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03/03/2010
Mezzogiorno: Lamonica, Napolitano interprete lucido, governo no
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Roma, 4 marzo - “Il presidente Napolitano è ancora una volta l’interprete più lucido e più attento dei problemi del Mezzogiorno così come delle sue enormi potenzialità”. Così la segretaria confederale della CGIL, Vera Lamonica, commenta le parole di oggi del presidente della Repubblica, oggi a Bruxelles, sulla necessità di non tagliare i fondi destinati in particolare al Mezzogiorno d’Italia. “Purtroppo - aggiunge - il governo non mostra la stessa sensibilità ancora fermo a semplici enunciazioni, come il famigerato piano per il Sud di cui non c’è più notizia”.
Inoltre, continua la dirigente sindacale, “mentre la crisi colpisce lì dove più profonde sono le diseguaglianze, mentre forze attive scompaiono letteralmente dal mercato del lavoro, con il pericolo che questa inattività si trasformi in un dato strutturale tale da cambiare radicalmente la stratificazione sociale, diventa sempre più urgente porre al centro dell’agenda politica il Mezzogiorno in un quadro strategico nazionale di risposta alla crisi. Una necessità - conclude Lamonica - che, come ha sottolineato il presidente Napolitano, non solo non passa certo attraverso il semplice taglio dei fondi ma che soprattutto il governo non sembra avvertire”.
U.S.
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01/03/2010
Fisco: Megale, subito taglio tasse su salari e pensioni
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Roma, 1 marzo – “Il governo tagli subito le tasse sui salari e sulle pensioni”. E’ la richiesta del segretario confederale della CGIL, Agostino Megale, alla luce della pressione fiscale complessiva nel 2009, pari al 43,2%, contenuta nei Conti economici nazionali diffusi oggi dall’Istat.
Il dirigente sindacale sottolinea come “per il lavoro la pressione fiscale sia al 44,4%: un dato che vi vede al primo posto in Europa in questa triste classifica. Le entrate da reddito da lavoro dipendente e da pensione, infatti, hanno registrato negli ultimi dieci anni un incremento pari al 5,5% a fronte di una riduzione di circa il 15% di tutte le altre entrate”. Per questo, ricorda Megale, “abbiamo aperto una vertenza con il governo per realizzare un sistema all’insegna di un fisco più giusto: serve da subito un taglio delle tasse sul lavoro e sulle pensioni e sul quale avviare una riforma strutturale che sia più giusta e più equa”.
Infine, sottolinea il segretario confederale, “lo stesso dato sul Pil per il 2009 conferma la gravità della situazione economica con pesanti rischi sull'occupazione per il 2010. E’ necessario reagire: un fisco giusto, una riforma degli ammortizzatori sociali capace di tutelare tutto il mondo del lavoro e una vera politica industriale sono le risposte indispensabili per portare il paese fuori dalla crisi e sono i punti - conclude Megale - che la CGIL mette al centro nello sciopero generale del 12 marzo”
U.S.
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01/03/2010
Lavoro: Istat; Fammoni, ora atti concreti, basta ottimismo facciata
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Roma, 1 marzo – “Si conferma un 2010 difficilissimo per l’occupazione: per invertire questa tendenza servono atti concreti e non ottimismo di facciata”. Cos’ Fulvio Fammoni, segretario confederale della CGIL, commenta le stime Istat di gennaio su ‘Occupati e disoccupati’. “A un anno di distanza dai primi gravi effetti della crisi - rileva - il dato dell’occupazione continua a peggiorare. E’ questa non solo la conferma della pervasività della crisi in tutti i settori produttivi ma di come il perdurare di questa situazione fa peggiorare addirittura i problemi storici dell’occupazione italiana”.
Per Fammoni “se si vuol dire la verità non solo da gennaio dello scorso anno, periodo non neutro ma già gravato dagli effetti della crisi, cala il numero degli occupati, aumenta il numero dei disoccupati e sale ancora il numero degli inattivi; ma incredibilmente aumenta il tasso di disoccupazione giovanile che già era il più alto d’Europa. Si conferma così il capolinea della ideologia della precarietà: i giovani con contratto precario infatti continuano ad essere i primi che pagano gli effetti della crisi”.
Inoltre, continua il dirigente sindacale, “a gennaio dello scorso anno 334.000 persone in meno erano disoccupate e 172.000 persone non figuravano nella lista degli inattivi. E’ un dato numerico impressionante che mese dopo mese continua a peggiorare. Questo purtroppo conferma quello che denunciamo da tempo inascoltati, ad esempio che tantissime persone esauriranno senza ritrovare lavoro i periodi di indennità di disoccupazione e resteranno senza nessuna tutela, così come i tanti altri che sono già privi di tutele. Si può naturalmente tentare di minimizzare questi dati, è stato fatto altre volte affermando che siamo in una situazione migliore rispetto all’Europa. Non è così - aggiunge - perché gli altri paesi europei non hanno il nostro tasso di inattività e soprattutto perché l’onda lunga della crisi colpisce adesso di più l’Italia”.
Secondo il segretario confederale CGIL “adesso occorre fermare i licenziamenti, garantire le tutele, affrontare le vertenze sulla base di un progetto di politica industriale, servono risposte immediate sul fisco per lavoratori dipendenti e pensionati, rendere immediatamente cantierabili le risorse per le infrastrutture. La crisi va superata con queste politiche e non allargando ancora le diseguaglianze. Sono queste le cose che il governo non fa, o fa in modo del tutto insufficiente, e che sono invece al centro - conclude Fammoni -, testimoniando la straordinaria attualità, dello sciopero generale del 12 marzo”.
U.S.
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01/03/2010
Par Condicio: Fammoni, da cda Rai decisione sbagliata, si ritiri
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Roma, 1 marzo - La decisione del Cda della Rai di cancellare per un mese tutti i talk show “è peggiore della già sbagliata decisione della commissione di vigilanza e deve essere ritirata”. Lo afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, nel sostenere che “da un lato si riducono così drasticamente gli spazi informativi durante la più grave crisi che attraversa il paese, dall’altro i notiziari, che secondo il Censis orientano la maggioranza dei cittadini, proporranno come troppo spesso accade una realtà di parte come se fosse la realtà dei fatti senza alcun contraddittorio”.
Per Fammoni “non è questo il compito del servizio pubblico, si poteva almeno usare una decisione sbagliata per parlare dei grandi temi dimenticati, a partire dal lavoro e dall’ambiente. Invece si preferisce cancellare i programmi. Per questo - conclude - voglio dichiarare la piena adesione e partecipazione alle iniziative che saranno indette dalla Federazione nazionale della stampa”.
U.S.
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01/03/2010
Nerviano Medical Sciences: Megale (Cgil); il centro oncologico non deve chiudere.
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Roma, 1 marzo - Il Centro oncologico di Nerviano “non può e non deve chiudere”. A lanciare il grido di allarme è il segretario confederale Cgil, Agostino Megale, nel corso del suo intervento che ha concluso stamani l’incontro a Nerviano (provincia di Milano), promosso dalla Cgil Ticino Olona sulla ricerca oncologica in Italia. Con l’obiettivo di dare una prospettiva al Centro oncologico Nerviano Medical Sciences.
“I suoi 600 ricercatori – ha detto Megale - sono un patrimonio di esperienza professionale e di conoscenze e tecnologie all’avanguardia, non solo per la Lombardia ma per tutto il paese". Ed "è inaccettabile che in Italia gli investimenti nella ricerca contro i tumori siano pari allo 0,0086% del Pil, praticamente un euro l’anno per ogni cittadino, un terzo di quanto si investe in Germania, un quarto di quanto si investe negli Stati Uniti, quando questa malattia nel nostro paese uccide 150 mila persone l’anno, mentre se ne ammalano 250 mila".
All’incontro sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e i candidati regionali alla presidenza, Filippo Penati e Savino Pezzotta. A loro, il dirigente sindacale insieme a Giovanni Sartini segretario generale della Cgil Ticino Olona e alla Filctem –Cgil, presenti alla riunione, ha chiesto “una continuità nell’intervento della Regione Lombardia capace di far uscire il Centro dalla situazione di crisi in cui versa”. E l’impegno a costituire una cabina di regia tra governo regionale, istituzioni locali, impresa e sindacato, rilanciando per questa via una idea di concertazione sociale che accompagni l’azienda fuori dalle attuali difficoltà finanziarie”.
Richiesta accolta dal presidente Formigoni e dagli altri due candidati che hanno assunto l’impegno di dar vita, se eletti, ad una cabina di regia per rilanciare il centro oncologico, facendo della ricerca e della lotta ai tumori un obiettivo del loro mandato.
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27/02/2010
Fisco: Megale, meno tasse su lavoro e pensioni, subito tavolo
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Roma, 27 febbraio - “Il governo deve attivare subito un confronto per ridurre le tasse sul lavoro”. E' la richiesta lanciata dal segretario confederale della CGIL, Agostino Megale, oggi a Napoli nel corso della decima tappa della campagna ‘Per un fisco giusto’ della CGIL per sostenere il progetto di riforma fiscale, in vista dello sciopero generale del 12 marzo.
Megale, nel corso dell'attivo della CGIL Campania con il segretario regionale, Michele Gravano, e il candidato alla presidenza della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha sottolineato “l'urgenza di un tavolo di negoziato per ridurre le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni perché negli ultimi dieci anni dipendenti e pensionati hanno pagato più tasse per una percentuale pari al 5,5 mentre per tutti gli altri la pressione fiscale si è ridotta del 15%”.
Il dirigente sindacale ha per questo evidenziato “il bisogno di ripristinare le norme sulla tracciabilità, combattere l'evasione fiscale, spostare la tassazione sulle grandi ricchezze e rendite finanziarie, per rendere possibile la nostra riforma fiscale: ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui pensionati - ha concluso Megale - con un bonus di circa 500 euro da erogare entro la primavera e poi strutturalmente con 100 euro medi mensili di riduzione del prelievo fiscale per i prossimi 3 anni, insieme alla riduzione della prima aliquota Irpef dal 23% al 20%”.
U.S.
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27/02/2010
Lavoro: Giovani CGIL, oggi in piazza per 'Un Urlo contro la Crisi'
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Roma, 27 febbraio - Nella giornata di oggi ha preso avvio la Fotopetizione nazionale “Un Urlo contro la Crisi” organizzata dai giovani della CGIL. In oltre 10 citta (Roma, Palermo, Firenze, Torino, Napoli, Padova, Venezia, Trieste, Treviso, Siracusa, Bergamo) migliaia di giovani hanno aderito all'iniziativa facendosi scattare una foto con un fumetto che esprime la propria condizione. Tutte le foto verranno inserite nelle prossime ore nella galleria web contenuta nell’omonimo gruppo Flickr “fotopetizione un urlo contro la crisi” all’indirizzo http://www.flickr.com/groups/1320183@N25/ .
"Abbiamo impresso così 'l'urlo' collettivo dei giovani del nostro paese - spiega Ilara Lani, responsabile delle politiche giovanili per la CGIL Nazionale - che, di fronte alla crisi, hanno chiesto lavoro, uno stipendio migliore, diritti, fondi per istruzione e ricerca, una casa ad un costo decente". A Roma l'iniziativa si e' tenuta in Piazza del Popolo in concomitanza con la manifestazione del popolo viola in difesa dei principi fondanti della nostra costituzione. La fotopetizione continuera' fino allo sciopero generale del 12 marzo dove i giovani della CGIL porteranno in piazza le loro rivendicazioni.
U.S.
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26/02/2010
Lavoro: Istat; Fammoni, continua voragine occupazione
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Roma, 26 febbraio – “Continua la voragine dell’occupazione nelle grandi imprese”. E’ quanto afferma il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, sulla base dei dati forniti oggi dall’Istat. Infatti, rileva il dirigente sindacale, “lo stato dell’occupazione nelle grandi imprese dimostra che dopo un piccolo rimbalzo positivo nella primavera del 2007 siamo di fronte ad una caduta costante che precipita dall’inizio della crisi nell’autunno del 2008 e di cui non si vede la fine”.
Secondo Fammoni “i numeri dell’Istat certificano la realtà. Inoltre la pervasività della crisi è confermata nell’industria, ma colpisce adesso via via sempre più pesantemente anche il settore dei servizi: questa la fotografia di fine 2009, ma com’è noto i problemi sul lavoro si stanno drammaticamente trasferendo all’anno in corso”. Per questo, conclude, “è lampante l’insufficienza delle politiche industriali, di incentivo ai consumi e allo sviluppo, di intervento fiscale, di tutela straordinaria dell’occupazione di cui invece ci sarebbe assoluto ed urgente bisogno. Sono queste le proposte al centro dello sciopero generale indetto dalla CGIL per il 12 marzo”.
U.S.
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26/02/2010
Fisco: Megale, CISL e UIL tornino a azione unitaria
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Roma, 26 febbraio – “Bonanni e Angeletti tornino a lavorare per un’azione unitaria, all’insegna di un fisco giusto, nei confronti del governo perché i lavoratori divisi hanno meno probabilità di ottenere risultati”. E’ l’invito rivolto dal segretario confederale della CGIL, Agostino Megale, oggi a Genova nel corso della nona tappa della campagna ‘Per un fisco giusto’ della CGIL per sostenere il progetto di riforma fiscale, in vista dello sciopero generale del 12 marzo.
Megale, nel corso di un’iniziativa organizzata dalla CGIL Liguria con il segretario regionale, Renzo Miroglio, ha ribadito come “la nostra proposta per un fisco equo è un appello alla legalità e alla civiltà, un patto tra gli onesti. Chi deve pagare di meno sono i lavoratori e i pensionati, chi deve pagare di più sono coloro i quali hanno fatto dell’evasione e dei condoni una modalità per arricchirsi ulteriormente”.
Secondo il dirigente sindacale “Il governo deve smetterla con operazioni propagandistiche. La crisi continua a colpire in modo diverso e colpisce prevalentemente le famiglie. Negli ultimi due anni la pressione fiscale per pensionati e dipendenti è aumentata di un punto e mezzo, passando dal 42 al 44,4 per cento. Non ci possono essere mezze misure - ha concluso Megale - la politica fiscale deve essere maggiormente equa perché chi è in condizioni di pagare di più lo deve fare, per consentire a chi ha minori possibilità, di pagare di meno”.
Con queste iniziative la CGIL propone all’opinione pubblica, agli amministratori, alle imprese e all’associazionismo le proposte per un fisco più equo soprattutto nei confronti di lavoratori dipendenti e pensionati. Inoltre per venerdì 12 marzo la CGIL ha proclamato lo sciopero generale di 4 ore con manifestazioni territoriali che si svolgeranno in ogni provincia: tra le rivendicazioni - insieme a quelle per un fisco più giusto e una più equa redistribuzione del reddito a lavoratori e pensionati -, la riforma degli ammortizzatori sociali, il rinnovo dei contratti dei lavoratori del pubblico impiego e il rilancio degli investimenti nella scuola, università e ricerca, il mezzogiorno, i diritti dei lavoratori e cittadini migranti, l’attuazione del protocollo sul welfare per rispondere alle necessità di pensionati e anziani.
U.S.
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26/02/2010
Casa: CGIL, bene ANCI, serve nuova politica contro disagio abitativo
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Roma, 26 febbraio – “Bene ha fatto l’ANCI a porre con forza, nel convegno di Venezia di oggi, l’esigenza di una nuova politica della casa a partire dalla riforma del mercato degli affitti e dell’edilizia residenziale pubblica”. E’ quanto si legge in una nota del dipartimento Ambiente e Territorio della CGIL Nazionale.
Secondo la CGIL “l’obiettivo prioritario e concreto che la politica della casa si deve porre nell’attuale congiuntura economica e sociale è di dare risposte alle lavoratrici ai lavoratori e ai pensionati con basso reddito. E’ in questa fascia sociale che si concentra il massimo del disagio abitativo”.
“Come sindacato - continua la nota - non possiamo accettare che i salari e le pensioni vengano decurtati dalla crescita incontrollata dei canoni di locazione e che gli stessi benefici derivanti dal rinnovo dei Contratti collettivi vengano annullati dai canoni di affitto. Le proposte dei comuni sono una positiva base di discussione. E’ grave - conclude - che al convegno non abbia partecipato il Governo”.
U.S.
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26/02/2010
Elezioni: Fammoni, Calderoli sia più coerente
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Roma, 26 febbraio – “Il ministro per la Semplificazione dovrebbe essere più coerente”. Cosi Fulvio Fammoni, segretario confederale CGIL, commenta le parole di Calderoli che oggi ha detto, parlando del voto degli italiani all’estero, “nel nostro Parlamento deve sedere chi vive, lavora e paga le tasse, a casa nostra”.
“Esattamente quello - aggiunge il dirigente sindacale - che in realtà sosteniamo da tempo circa il voto agli stranieri che vivono, lavorano e pagano le tasse nel nostro paese, ma che è il contrario di quello che afferma la Lega”.
U.S.
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