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17/05/2013
Governo: Cgil, in dl luci e ombre, su precari Pa e contratti solidarietà merito mobilitazione
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Roma, 17 maggio - “Luci e ombre quelle che emergono dal decreto del consiglio dei ministri”. E' il commento in una nota della Cgil sul decreto approvato oggi dal Cdm. Per il sindacato “positiva è senza alcun dubbio la proroga dei contratti per i precari della Pubblica amministrazione al 31 dicembre: una richiesta avanzata con forza nei giorni scorsi dalla Cgil e che vede un primo riconoscimento nelle decisioni odierne del governo, a cui nelle prossime settimane dovrà far seguito l'apertura di un confronto per la loro progressiva stabilizzazione”.
Il Governo, inoltre, prosegue la nota di corso d'Italia, “accoglie anche le richieste della Cgil in merito al rifinanziamento dei fondi destinati a incentivare i contratti di solidarietà. È un fatto positivo che consentirà di usare questo strumento per la soluzione di molte crisi aziendali”. Quanto agli ammortizzatori in deroga, “il rifinanziamento non ha avuto piena copertura. Tuttavia le cifre stanziate rappresentano un primo passo che, in questi mesi, potranno dare prime certezze ai lavoratori sul loro destino”. Inoltre, continua la Cgil, “è evidente che, per dare a quei lavoratori e alle loro famiglie le indispensabili sicurezze, il quadro degli stanziamenti dovrà essere completato nelle prossime settimane”.
Nella Cgil però “seria perplessità suscita la logica con cui sono stati individuati i capitoli di spesa da cui trarre parte delle coperture per gli ammortizzatori. Si continua, infatti, a restare in una logica di pura sottrazione di risorse per il lavoro. Una scelta non condivisibile e non produttiva”. Infine sull'Imu, “se è apprezzabile il rinvio del pagamento dell'imposta sulla prima casa, pur con il rischio di creare in autunno un nuovo ingorgo di tassazione che penalizzerebbe nuovamente i redditi da lavoro e i pensionati, il governo ha operato una scelta di puro rinvio sul destino e l'assetto complessivo dell'imposta. Nota è la posizione della Cgil che prevede l'esenzione per i soli possessori della prima casa e una maggiore progressività sui restanti immobili. Anche su questo - conclude la Cgil - tema andrà aperto con il governo un serrato confronto”.
U.S.
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16/05/2013
Europa: Cgil, più risorse per le politiche culturali nel bilancio comunitario
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Roma, 16 maggio – La Cgil chiede più risorse per le politiche culturali nel “bilancio europeo” che sarà discusso a giugno, ma anche meno tagli e maggiori investimenti per il settore nel nostro Paese.
“La crisi economica, sociale e ambientale che attanaglia l'Europa colpisce il nostro Paese in maniera particolare, evidenziando i limiti e i ritardi di cui soffre l'Italia. Come Cgil, insistiamo da tempo sulla necessità di modificare le politiche europee di puro rigore economico e finanziario, virando verso politiche di investimenti per lo sviluppo e la crescita, in grado di far ripartire le produzioni, materiali e immateriali. E' questa l'unica via per difendere e aumentare l'occupazione e per ridurre i sempre più pesanti divari tra e nei diversi Paesi europei”: si legge in una nota del ‘Segretariato Europa – Ufficio Politiche culturali’ della Cgil.
“L'Italia e l'Europa devono invertire la tendenza al perseguimento della competizione sui costi e intraprendere la direzione dello sviluppo sostenibile e di qualità, il solo che può consolidare e aumentare la competitività internazionale. La cultura – comprensiva di storia, di beni e produzioni artistiche, di istruzione e formazione, di ricerca – è il motore dello sviluppo di qualità ed è la materia prima di cui il nostro Paese è ricco e su cui è essenziale investire per il futuro. Nel prossimo mese di giugno si terrà il vertice europeo dei capi di Stato e di governo che dovrà, tra le altre questioni, avanzare una nuova ipotesi di quadro finanziario pluriennale (il “bilancio europeo”), dopo la bocciatura della ipotesi precedente da parte del Parlamento europeo. La Cgil sollecita il massimo impegno affinché, in quella sede, gli stanziamenti per le politiche culturali del bilancio comunitario non solo non vengano tagliati, ma siano incrementati”: prosegue la nota.
“Ciò vale anche per il nostro Paese. Non solo non si deve più tagliare, perché già troppo si è tagliato, ma il governo e il Parlamento devono impegnarsi per far salire ai livelli della media europea il misero 1,1% del PIL che l'Italia dedica a questo capitolo e il misero 0,19% del bilancio statale per il ministero dei Beni Culturali. Lo dobbiamo alla storia e alla cultura italiane, di cui siamo temporanei custodi, ma soprattutto lo dobbiamo alle e ai giovani per il loro futuro”: conclude la nota.
U.S.CGIL
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15/05/2013
Sindacato: Cgil Giovani, domani presentazione libro 'Organizzare i non organizzati'
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Roma, 15 maggio - “Organizzare i non organizzati - Idee ed esperienze per il sindacato che verrà”. E' il titolo del libro (scaricabile gratuitamente qui: http://www.cgil.it/tematiche/Documento.aspx?ARG=&TAB=0&ID=20780) promosso dai Giovani NON + disposti a tutto della Cgil Nazionale che verrà presentato domani giovedì 16 maggio a Roma presso la sala Kodak della Casa del Cinema a Villa Borghese (ingresso da Piazzale del Brasile, Parcheggio di Villa Borghese) a partire dalle ore 17.45.
Il testo raccoglie una serie di esperimenti, nazionali e internazionali, di nuova sindacalizzazione, reinsediamento, mobilitazione sociale, rivolti in particolare al lavoro fragile e disperso. Come connettere i nuovi soggetti del mercato del lavoro? Come costruire partecipazione e azione collettiva? Come dare potere ai nuovi esclusi? Sono infatti le domande da cui parte questo libro, oggi più che mai cruciali per affrontare la crisi della rappresentanza, o meglio, per cogliere la nuova domanda di rappresentanza.
A discuterne giovedì saranno chiamati: Elena Lattuada, segretario confederale Cgil; Alessandro Coppola, Politecnico di Milano; Salvo Barrano, presidente Associazione nazionale archeologi; Ilaria Lani, responsabile Politiche giovanili della Cgil; Giuseppe Civati, deputato del Pd; Giulio Marcon, deputato di Sel. A moderare ci sarà il giornalista Federico Mello.
U.S.
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15/05/2013
P.A.: Cgil, serve urgente proroga contratti precari
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Roma, 15 maggio - “Sarebbe paradossale perseguire un obiettivo, come quello dell'incremento dell'occupazione, lasciando per strada invece gli oltre 100 mila lavoratori che da anni sono precari nel sistema pubblico. Per questi serve una proroga e serve al più presto”. E' quanto afferma in una nota il segretario confederale della Cgil, Nicola Nicolosi, in merito alle intenzioni annunciate dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini, per incrementare l'occupazione giovanile.
Secondo il segretario confederale “i presupposti di Giovannini sono lodevoli, ci auguriamo però che al netto delle nuove assunzioni ci sia una risposta urgente ai tanti precari del pubblico impiego che a fine luglio, senza una necessaria e urgente proroga, si ritroveranno senza contratto. E' una risposta dovuta non solo a questi lavoratori ma anche alla stessa funzionalità delle pubbliche amministrazioni che oramai da anni 'sopravvivono', a causa di scellerate politiche, garantendo servizi pubblici grazie anche a questi stessi lavoratori precari”. Infine, conclude Nicolosi, “non meno urgente è il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici, scaduto da oramai quattro anni, a partire dall'individuazione nella legge di bilancio di quelle risorse necessarie e utili per poter avviare l'iter per il rinnovo”.
U.S.
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11/05/2013
Crisi: Cgil, ad aprile cig senza freni, 530mila in cassa
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Roma, 11 maggio - Oltre 365 milioni di ore di cassa integrazione, 530 mila lavoratori coinvolti a zero ore, una perdita di reddito per 1,4 miliardi di euro. Sono i numeri, segnalati dalla Cgil, di una crescita della cig “senza freni” in questi primi quattro mesi dell'anno, e che “delineano una situazione drammatica e che reclamano una risposta, che non sia però quella di finanziare gli ammortizzatori in deroga con le risorse per la formazione o per detassare la produttività”.
Nel rapporto di aprile dell' Osservatorio cig della Cgil Nazionale sulle rilevazioni Inps emerge un quadro critico dello stato del sistema produttivo e della condizione dei lavoratori: il solo mese di aprile ha messo a segno circa 100 milioni di ore di cassa, con un trend che mira a sfondare il tetto del miliardo di ore anche per il 2013. Il tutto per un totale di 530 mila lavoratori in cassa a zero ore da inizio anno che hanno subito un taglio del reddito per 1,4 miliardi di euro, pari a 2.600 euro netti in meno per ogni singolo lavoratore.
Un rapporto, quello della Cgil, diffuso mentre si discute del provvedimento del governo per finanziare gli ammortizzatori sociali. Infatti, osserva il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada, “i dati di aprile richiamano, per l'ennesima volta, la necessità di dare centralità al mondo del lavoro. Ma le opzioni di cui si discute non sono assolutamente all'altezza: sarebbe infatti intollerabile utilizzare i fondi per le politiche attive e per detassare la produttività, a maggior ragione dopo le forzature su quest'ultimo punto, sanate poi dalle parti, per finanziare gli ammortizzatori in deroga”.
La dirigente sindacale inoltre, nel sottolineare come “insieme alla cassa integrazione in deroga c'è il tema della mobilità in deroga e dei contratti di solidarietà”, punta il dito contro le ipotesi allo studio e che ritiene siano “una scelta sbagliata e recessiva, che ripercorre strade già praticate, ovvero quelle di usare le scarne risorse del lavoro invece di industriarsi per trovarne di nuove e aggiuntive. Il lavoro ha bisogno di risorse e non di un travaso tra quelle poche già esistenti”.
Dati cig aprile - Ad aprile le ore di cassa integrazione, richieste e autorizzate, sono state 99.993.461, in crescita sul mese precedente per un +3.11%. Nel periodo gennaio-aprile, rispetto ai primi quattro mesi dello scorso anno, l'aumento è del +13,07% per un totale di ore pari a 365.037.106. Nel dettaglio dell’analisi di corso d'Italia si rileva poi come la cassa integrazione ordinaria (cigo) aumenti ad aprile sul mese precedente del +4,94%, per un totale pari a 35.656.894 di ore. Da inizio anno la cigo invece ha raggiunto quota 132.870.739 di ore per un +31,48% sui primi quattro mesi del 2012. La richiesta di ore per la cassa integrazione straordinaria (cigs), sempre per quanto riguarda lo scorso mese, è stata di 57.512.295 per un +33,42% su marzo mentre il primo quadrimestre dell'anno totalizza 181.581.660 ore autorizzate per un +63,84% sullo stesso periodo del 2012.
Infine la cassa integrazione in deroga (cigd) ha registrato ad aprile un deciso calo, “dovuto all'assenza di rifinanziamento”, sul mese precedente pari a -65,69% per 6.824.272 ore richieste. Nei primi quattro mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo dello scorso, la riduzione della cigd è stata del -54,41% per un totale di 50.584.707. Numeri che, spiega Lattuada, “sono lontanissimi dalla media maturata nel 2012, e che è stata tra i 28/29 milioni di ore al mese, che ci segnalano una drammatica emergenza fatta di centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori che non stanno percependo alcun reddito, sebbene ne abbiano diritto. Va posto rimedio, prima che la situazione esploda, autorizzando l'Inps a sanare il pregresso e ad anticipare le coperture fino a certezza delle risorse”.
Causali di cigs - Continua ad aprile la crescita del numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di cigs. Da gennaio sono state 2.060 per un +16,19% sullo stesso periodo del 2012 e riguardano 3.544 unità aziendali (+13,05% sull'anno passato). Nello specifico si registra un forte aumento dei ricorsi per crisi aziendale (1.195 decreti per un +21,32%) che rappresentano il 58,01% del totale dei decreti. Diminuiscono invece le domande di ristrutturazione aziendale (73 in totale da inizio anno per un -10,98% sullo stesso periodo del 2012) e quelle di riorganizzazione aziendale (64 per un -32,63%). Sottolinea lo studio della Cgil che “gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende tornano a diminuire e rappresentano solo il 6,65% del totale dei decreti. Un segnale evidente del progressivo processo di deindustrializzazione in atto nel Paese”.
Regioni - Nelle regioni del nord si registra il ricorso più alto alla cassa integrazione. Dal rapporto della Cgil si rileva che al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate nei primi quattro mesi dell'anno c'è la Lombardia con 90.259.878 ore che corrispondono a 131.192 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 46.879.905 ore di cig autorizzate per 68.139 lavoratori e il Veneto con 40.069.028 ore per 58.240 persone. Nelle regioni del centro primeggia il Lazio con 23.384.925 ore che coinvolgono 33.990 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 19.720.870 ore per 28.664 lavoratori.
Settori - La meccanica è ancora il settore dove si è totalizzato il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate nel periodo gennaio-aprile, la meccanica pesa per 126.909.303, coinvolgendo 184.461 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 42.281.133 ore di cig autorizzate per 61.455 lavoratori coinvolti e l'edilizia con 40.342.830 ore e 58.638 persone.
Occupazione e lavoratori in cig - Considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (9 settimane), sono coinvolti nel periodo gennaio-aprile 1.061.154 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 17 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 530.577 lavoratori, di cui 263 mila in cigs e 73 mila in cigd. Continua così a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell’Osservatorio cig, si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito 1,4 miliardi di euro, pari a 2.600 euro netti per ogni singolo lavoratore coinvolto a zero ore.
Link Rapporto cig aprile 2013:
http://host.ufficiostampa.cgil.it//Documenti//private/Cgil_OsservatorioCig_RapportoAprile2013.pdf
Link Rapporto Causali aziende cigs aprile 2013:
http://host.ufficiostampa.cgil.it//Documenti//private/Cgil_OsservatorioCig_CausaliAziendeAprile2013.pdf
U.S.
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10/05/2013
Sindacato: Cgil Giovani, 16 maggio presentazione libro 'Organizzare i non organizzati'
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Roma, 10 maggio - “Organizzare i non organizzati - Idee ed esperienze per il sindacato che verrà”. E' il titolo del libro (scaricabile gratuitamente qui: http://www.cgil.it/tematiche/Documento.aspx?ARG=&TAB=0&ID=20780) promosso dai Giovani NON + disposti a tutto della Cgil Nazionale che verrà presentato giovedì 16 maggio a Roma presso la sala Kodak della Casa del Cinema a Villa Borghese (ingresso da Piazzale del Brasile, Parcheggio di Villa Borghese) a partire dalle ore 17.45.
Il testo raccoglie una serie di esperimenti, nazionali e internazionali, di nuova sindacalizzazione, reinsediamento, mobilitazione sociale, rivolti in particolare al lavoro fragile e disperso. Come connettere i nuovi soggetti del mercato del lavoro? Come costruire partecipazione e azione collettiva? Come dare potere ai nuovi esclusi? Sono infatti le domande da cui parte questo libro, oggi più che mai cruciali per affrontare la crisi della rappresentanza, o meglio, per cogliere la nuova domanda di rappresentanza.
A discuterne giovedì saranno chiamati: Elena Lattuada, segretario confederale Cgil; Alessandro Coppola, Politecnico di Milano; Salvo Barrano, presidente Associazione nazionale archeologi; Ilaria Lani, responsabile Politiche giovanili della Cgil; Giuseppe Civati, deputato del Pd; Giulio Marcon, deputato di Sel. A moderare ci sarà il giornalista Federico Mello.
Qui per scaricare il programma:
http://www.cgil.it/Archivio/AGENDA/2013/20130516_Lattuada_Roma.jpg
U.S.
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09/05/2013
Disabili: Cgil, bene Grasso, ora risorse per politiche inclusive
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Roma, 9 maggio - “Un richiamo giusto e assolutamente condivisibile, che deve dare seguito a fatti e azioni concrete, a partire dallo stanziamento di risorse adeguate per favorire quel processo di inclusione dei disabili nella vita quotidiana che la crisi e le passate e scellerate politiche hanno reso sempre più difficile”. E' quanto afferma la responsabile nazionale dell'Ufficio politiche disabilità della Cgil Nazionale, Nina Daita, in merito alle parole pronunciate oggi dal presidente del Senato, Pietro Grasso, all'incontro con l'Associazione italiana persone down.
“Ringraziamo - prosegue la dirigente sindacale - il presidente del Senato a nome di tutte le lavoratrici e i lavoratori disabili che rappresentiamo: le sue parole rappresentano l'avvio della ricostruzione di un clima decisamente diverso da quello degli ultimi anni”. Parole però, aggiunge Daita, “che devono dare seguito ad azioni, a partire dal fatto che già nella prossima manovra ci siano congrue risorse economiche sui temi del lavoro a favore dei disabili che registrano livelli di occupazione decisamente bassi”.
Così come, continua, “bisogna intervenire sul fondo per l'inclusione dei lavoratori disabili la cui soppressione è stata un atto inqualificabile, innervato di un cinismo estremo. Una ferita da sanare al più presto perché alle persone con disabilità venga riconosciuto pienamente il loro insostituibile diritto di essere pienamente cittadini, protagonisti - conclude Daita - della costruzione del bene comune”.
U.S.
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09/05/2013
Lavoro: ammortizzatori; Cgil, bene Consiglio Ministri ma non solo Cig emergenza
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Roma, 9 maggio – “L'aver messo all’ordine del giorno del Cdm, convocato per le ore 18 di oggi, il tema del finanziamento della Cig in deroga è risposta necessaria alla domanda sociale che rischia se non affrontata con tempestività e certezza di trasformarsi in disagio”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino
“Come però avevamo già sottolineato al ministro Fornero, trovando la convergenza dei sindacati e delle Regioni, - prosegue la dirigente sindacale - insieme alla cassa integrazione in deroga c'è il tema della mobilità in deroga e dei contratti di solidarietà. Per questo le risorse che dovranno essere individuate devono tener conto degli accordi sottoscritti nelle Regioni che hanno già rimodulato la modalità di accesso e fruizione a cassa e mobilità e hanno bisogno di coperture per entrambi gli ammortizzatori in deroga”.
“Sui contratti di solidarietà, in ragione del perdurare della crisi e per evitare licenziamenti, come dimostrano anche gli accordi fatti nelle ultime settimane - aggiunge Sorrentino - occorre dare una dotazione sufficiente affinché possano essere uno strumento in grado di limitare il ricorso agli ammortizzatori ed evitare i licenziamenti”.
“Ci auguriamo - conclude il segretario della Cgil - che dal Cdm di oggi vi siano risposte complessive su tutti i temi che da mesi stanno vedendo mobilitati lavoratori e sindacati”.
U.S.
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08/05/2013
Lavoro: Cgil, occupazione giovani priorità, attendiamo merito provvedimenti
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Roma, 8 maggio - “Condividiamo con Giovannini il fatto che favorire l'occupazione giovanile sia la vera priorità di prospettiva ma attendiamo di conoscere il merito dei provvedimenti e dei programmi. Come già detto in passato: le regole del mercato del lavoro, se sono giuste, aiutano ma da sole non generano sviluppo”. E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, in merito alle parole di oggi del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini. Per la dirigente sindacale il titolare del dicastero di via Veneto “ha ragione nel recepire il grido di allarme dei sindacati sul tema del rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga, cassa integrazione, mobilità e risorse per i contratti di solidarietà. Intanto però, nelle more della definizione di quante risorse il Governo metterà a disposizione e in che modalità verranno ripartite, la situazione rischia di esplodere”.
Sul punto infatti, sottolinea Sorrentino, “siamo ancora fermi con arretrati di mensilità relative al 2012 e primi mesi del 2013 in molte Regioni, per questo chiediamo che il Governo autorizzi l'Inps a sanare il pregresso e ad anticipare le coperture fino a certezza delle risorse. Ci cono centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che non stanno percependo alcun reddito sebbene ne abbiano diritto e a questa condizione va posto rimedio”. Per quanto riguarda la revisione della riforma del mercato del lavoro, il segretario confederale della Cgil osserva: “Sulle modifiche alla legge 92 diciamo con nettezza che non c'è alcuna necessità di ulteriori flessibilità nel sistema, anzi vanno corretti tanti aspetti in senso di maggiore sicurezza. L'universalizzazione degli ammortizzatori sociali è ben lontana, l'introduzione dell'Aspi e della Miniaspi non sono state indolore e ci sono molte cose da rivedere”.
Inoltre, “sul fronte ammortizzatori questa sarebbe un'utile occasione per rinviare la scadenza del prossimo 18 luglio per la costituzione dei fondi di solidarietà bilaterali che dovrebbero intervenire per garantire un sistema di sostegno al reddito per le imprese sopra i 15 dipendenti non ricomprese negli ammortizzatori ordinari. L'universalità del sistema è da sempre il nostro obiettivo ma, piuttosto che fare operazioni che oggi penalizzerebbero imprese e non darebbero garanzie ai lavoratori, chiediamo al ministro di riaprire il confronto con le parti sociali”. “Oggi più che mai - prosegue - il sistema sta dimostrando che un principio universale è l'unico in grado di dare risposte alle diverse condizioni di lavoro ma anche che abbiamo bisogno di strutturare e rafforzare le politiche attive che mirino a riconversione e ricollocazione dei lavoratori e all'inserimento dei giovani. Ribadiamo l'inutilità di sottrarre le risorse dello 0,30% di quanto destinato ai fondi interprofessionali poiché non solo non risolverebbero il problema del finanziamento della deroga ma ridurrebbero per imprese e lavoratori quelle risorse necessarie nella crisi al sostegno alla qualificazione”, conclude Sorrentino.
U.S.
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06/05/2013
Crisi: Cgil, crescita cig senza freni, verso 1 mld ore per 2013
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Roma, 6 maggio - “Una continua crescita che, senza adeguati e urgenti contromisure, ci porterà a sforare quota un miliardo di ore anche per il 2013. Peggiora infatti gravemente il trend della richiesta di ore di cassa integrazione: con le 100 milioni di ore registrate ad aprile, ben oltre le 80 milioni di ore mediamente registrate ogni mese, si raggiunge un monte ore complessivo da inizio anno pari a 365 milioni”. E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada, in merito ai dati diffusi oggi dall'Inps.
“Il sistema produttivo è in una caduta senza freni - prosegue -. Una valanga che investe il mondo del lavoro, che colpisce con violenza l'apparato produttivo e la condizione di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori, e che trascina, senza al momento incontrare alcun argine, l'intero Paese”. I dati di oggi, aggiunge la dirigente sindacale, “ci mostrano per l'ennesima volta quali sono le vere urgenze dalle quali ripartire: servono risposte che mettano al centro il lavoro e che affrontino da subito il tema del rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga”.
“Dietro questa crescita esponenziale della cassa in deroga ci preoccupa inoltre l'aumento delle richieste di intervento sulle crisi di grandi gruppi industriali. Situazioni davvero complesse, che non trovano risposte soddisfacenti e che rappresentano un ulteriore e inequivocabile segnale della profondità della crisi e della necessità dell'adozione di una politica industriale a tutela dei settori manifatturieri e dell'occupazione”, conclude Lattuada.
U.S.
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06/05/2013
Cittadinanza: Cgil, vicinanza a Kyenge e sostegno alla battaglia sullo ius soli.
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Roma, 6 maggio – “L'aggressione al ministro Cecile Kyenge sul tema della cittadinanza e dello ius soli è indice di un riflesso mai superato di una parte dello schieramento politico ad utilizzare l'immigrazione in termini demagogici e strumentali quando non palesemente razzisti”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica.
“Riconoscere i diritti di cittadinanza ai bambini nati e vissuti nel nostro Paese - prosegue il dirigente sindacale - non è solo un atto di civiltà, ma un messaggio di fiducia e di futuro ad un Paese che attraversa un momento drammatico. L'Italia infatti non può continuare ad essere nella situazione paradossale di nascere ed investire su ragazzi destinati a diventare ‘stranieri’”
“La coalizione ‘L'Italia sono anch'io’, composta da 22 grandi associazioni della società civile, fra cui la Cgil, - ricorda Lamonica - ha raccolto oltre 100.000 firme sotto una proposta di legge di iniziativa popolare e ha chiesto alla Presidente della Camera di mettere in calendario, senza ulteriori indugi, la discussione in Parlamento. Quella, infatti, è la sede dove può svolgersi un confronto, che ci auguriamo impegnato e civile, che porti ciascuno ad assumere le proprie responsabilità, fuori dalla nebbia della propaganda e dei titoli ad effetto”.
“Siamo vicini al ministro Kyenge - conclude Lamonica - e le facciamo i migliori auguri di buon lavoro. La sua presenza al governo è uno dei tratti delle potenzialità e della ricchezza della società italiana, e le cose che ha detto sul tema dell'integrazione e dei diritti, sono tali da poter qualificare una politica e farci uscire dal clima plumbeo e xenofobo che ha caratterizzato la legislazione e gli interventi degli anni scorsi”
U.S. CGIL
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02/05/2013
Ocse: Cgil, basta con austerità, serve politica espansiva
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Roma, 2 maggio - “E' evidente che le politiche di austerità, sbagliate e inutilizzabili, ci hanno condotto in questa situazione. Occorre al contrario una politica economica della domanda, cioè una politica espansiva”. E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, in merito al rapporto Ocse, nel sottolineare come l'analisi dell'istituto parigino sull'Italia “sia veramente sorprendente: da una parte dice 'va bene, continuate così', dall'altra invece peggiora, e ha peggiorato, tutti gli indicatori circa lo sviluppo e l'occupazione, e la relativa condizione economica e sociale, del Paese”.
In verità, prosegue Barbi, “sono ormai due anni che buona parte degli istituti internazionali, dalla Bce all'Ocse passando dalla Commissione Europea, sbagliano in continuazione le previsioni della crescita economica e sono costretti scientificamente a peggiorare nel tempo le previsioni. In questi errori previsionali - precisa - si è distinto il governo Monti che stimò per il 2012 crescita zero, rivedendola al ribasso col tempo fino a constatare che il Pil è calato lo scorso anno del 2,4%”.
Secondo il sindacalista della Cgil “la spiegazione di tutto questo sta nel fatto che le politiche che vengono portate avanti sono sbagliate e inutilizzabili per uscire davvero dalla crisi. Si insiste infatti, anche da parte dell'Ocse, su di una politica dell'offerta, dell'austerità che ribadisce come la priorità sia la riduzione dei costi di produzione e la spesa sociale. E' invece evidente che occorre fare una politica economica della domanda, cioè una politica espansiva”.
Quest'ultima, aggiunge Barbi, “si può realizzare con investimenti pubblici, nazionali o europei, per creare direttamente lavoro aggiuntivo, soprattutto per i giovani, come ha proposta la Cgil con il Piano del Lavoro. Si può realizzare sostenendo i consumi attraverso una restituzione fiscale, per i lavoratori e i pensionati, come propongono oggi Cgil Cisl Uil. E' comunque sicuro che c'è bisogno di una politica espansiva. E' quella che stanno facendo - conclude - sia il governo americano che giapponese e in tutta sincerità non si capisce perché non si debba fare anche in Europa”.
U.S.
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27/04/2013
Casa: Cgil-Sunia, flop cedolare secca, -420 mln di entrate
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Roma, 27 aprile - Oltre 420 milioni di minori entrate, con vantaggi sempre più consistenti all'aumentare dei redditi per una cifra pari a 4.700 euro 'regalati' ai proprietari con più di 300 mila euro di reddito. E' una bocciatura senza appello quella della Cgil Nazionale e del Sunia per la 'cedolare secca', ovvero l'imposta sostitutiva sui redditi da locazione introdotta due anni fa con il decreto legislativo sul federalismo municipale, e che secondo una proiezione del sindacato porterà una perdita di gettito per il 2012 per altri 300 milioni di euro.
Secondo un report di bilancio della cedolare secca a due anni dalla sua introduzione, prodotto dall'organizzazione di corso d'Italia e dal sindacato degli inquilini sull’analisi delle dichiarazioni dei redditi relative al 2011, “l’introduzione della cedolare secca non solo non ha determinato un recupero significativo dell’evasione fiscale, uno dei presupposti del provvedimento, ma ha comportato enormi perdite di gettito”. Lo studio della Cgil e del Sunia calcola infatti che si sia generata una perdita per l'erario pari a 422 milioni di euro, ovvero la differenza tra quanto si sarebbe incassato nel 2011 mantenendo la tassazione precedente e le entrate effettive da cedolare.
Il fallimento della cedolare secca è tutto nelle cifre: rispetto ad una previsione di entrate pari a circa 2,7 miliardi di euro nel 2011 e di 3,8 miliardi nel 2012 (successivamente corretta dal governo Monti), quelle effettive sono state di 875 milioni di euro nel 2011 e di un miliardo nel 2012. Nello studio si sostiene poi che “se sul fronte delle entrate le previsioni sono state ampiamente smentite, è lecito supporre un analogo fallimento su quello del recupero dell’evasione fiscale”. Secondo Laura Mariani, responsabile Politiche abitative della Cgil Nazionale, infatti, “i contribuenti che hanno optato per la cedolare sono essenzialmente quelli che avevano già un contratto registrato. Lo confermano i dati storici relativi ai redditi da fabbricati dove si registra l’interruzione di un trend positivo dopo cinque anni di aumenti, non compensato da entrate derivanti dal contrasto all’evasione”.
Dall’analisi dei dati contenuti nel bollettino delle entrate del Mef si desume che i contribuenti che hanno optato nel 2011 per la cedolare secca sono stati 482.891 per un monte affitti dichiarato di 4.219.271.000 di euro. Applicando le detrazioni forfettarie previste, e adottando l’aliquota Irpef corrispondente, Cgil e Sunia calcolano un gettito Irpef totale pari a 1.297.341.240 di euro, a fronte di una entrata da cedolare secca per il 2011 di 875.226.000, con un minor gettito di quindi pari a 422.115.240 di euro. Proiettando poi i risultati del 2011 all’anno successivo è possibile stimare in altri 300 milioni la perdita di gettito per il 2012.
Nello studio inoltre non si analizza solo la produzione di minori entrate nelle casse delle stato ma anche la “iniqua incidenza”. “La cedolare secca è infatti una 'flat tax' - spiega Mariani - e come tale avvantaggia i percettori di redditi elevati: più il reddito è alto più aumenta il vantaggio fiscale dell’applicazione della cedolare rispetto alla tassazione Irpef che è progressiva”. Secondo lo studio sindacale la classe di reddito che ha un vantaggio di gran lunga superiore è quella dei percettori di oltre 300 mila euro che 'guadagnano' 4.700 euro rispetto alla tassazione Irpef. La curva del vantaggio scende poi per arrivare a zero intorno ai 20.000 euro per poi diventare negativa con redditi più bassi.
In definitiva, afferma il segretario generale del Sunia, Daniele Barbieri, “nessuna delle premesse che avevano portato all'introduzione della cedolare secca si è realizzata: la riduzione della pressione fiscale e la semplificazione degli adempimenti non ha aperto la strada alla regolarizzazione di contratti in nero (con conseguente allargamento della base imponibile che avrebbe comportato non solo compensazione della perdita di gettito, ma entrate aggiuntive); la riduzione della pressione fiscale sui redditi da locazione non ha comportato l’abbassamento del livello degli affitti”.
Un giudizio quindi quello della Cgil e del Sunia “del tutto negativo sula norma” e per questo rilanciano “la necessità di adottare alcune misure urgenti: mantenere la cedolare secca solo per il canone concordato, abolire la detrazione forfettaria del 5% sui redditi da locazione a canale libero non più giustificabile, il ripristino dell’Irpef sugli alloggi sfitti, l'introduzione della detraibilità dell’affitto pagato dal reddito dell’inquilino e il rifinanziamento del fondo di sostegno alla locazione”.
In basso il link per scaricare lo studio Cgil-Sunia sulla 'Cedolare Secca':
http://host.ufficiostampa.cgil.it//Documenti//private/CgiSunia_CedolareSecca_27apr13.pdf
U.S.
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24/04/2013
Istat: Cgil, imparare dagli errori, priorità a lavoro e imprese
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Roma, 24 aprile - “Cambiare le scelte sbagliate che non hanno prodotto risultati positivi e dare centralità a lavoro e imprese che sono l'assoluta priorità per il Paese“. Così il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, commenta i dati diffusi oggi dall'Istat sostenendo che “sud, giovani e settori industriali sono i segmenti su cui la crisi ha pesato di più in termini di calo dell'occupazione e crescita della disoccupazione”. Per la dirigente sindacale “preoccupa la fotografia dell'Istat che esamina le serie storiche perché mette in luce ciò che da tempo denunciamo e cioè che la crisi ha avuto effetti che hanno ridefinito pesantemente il nostro sistema di sviluppo e che configurano quello dell'occupazione, in particolare dei giovani, come priorità”.
Sorrentino sottolinea poi come “la desertificazione industriale nel Mezzogiorno, la sparizione dei grandi gruppi nazionali e la differenza competitiva data dal permanere del gap infrastrutturale, rischiano di far precipitare il sud ad un punto di non ritorno in termini di sostenibilità sociale se non si riattivano investimenti che mirino ad aumentare l'occupazione”. La segretaria confederale Cgil ricorda poi come “già nel 'Piano del Lavoro' avevamo segnalato la necessità di dare segnali di politica industriale e ripresa di investimenti su settori che potessero dare risposte significative all'occupazione: ora non c'è più tempo anche perché la somma della disoccupazione, dei percettori di ammortizzatori, dei precari che hanno in scadenza il loro contratto a breve e i licenziamenti per fallimento delle imprese, segnano un'area di disagio che riguarda oltre un terzo della popolazione italiana, a cui si aggiungono i pensionati”.
Nelle prossime ore la Cgil si augura che “si possano registrare decisi segnali di inversione tendenza per quanto riguarda le emergenze sociali dettate dall'occupazione e dagli ammortizzatori, dalle forme di sostegno al reddito per le soglie al di sotto di povertà e dalla ripresa degli investimenti pubblici. Serve un radicale cambio della politica di sola austerità che ha creato la spirale negativa fatta di disoccupazione e meno reddito disponibile, meno consumi, più tasse e crollo della domanda”. Ieri, segnala Sorrentino, “il Ministro del Lavoro, smentendo ancora una volta gli impegni assunti con le Parti sociali, ha demandato al nuovo esecutivo la risoluzione di quei problemi nati dalle scelte sbagliate degli scorsi mesi e che riguardano le sorti di milioni di persone: dagli ammortizzatori in deroga agli esodati, alle correzioni alla riforma del lavoro che sta creando più problemi che risoluzioni”.
Per la Cgil sarebbe invece “un segnale necessario che nelle prossime ore arrivino quei confronti con le Parti sociali che ci mettano in condizione di rispondere in modo certo alla disperazione sociale crescente e alla necessità di rimettere in moto la crescita. Sull'occupazione giovanile in particolare continuiamo a chiedere che il nostro Paese avvii subito il recepimento del programma europeo della 'garanzia giovani' che consenta l'avvio di percorsi di orientamento, formazione, inserimento e occasioni di lavoro”. Per il Mezzogiorno, infine, “gli effetti della riprogrammazione dei fondi comunitari sono deboli e indicano che la strada da perseguire sui trend di occupazione e crescita non può essere affidata solo alla spesa comunitaria. Occorre invece tornare ad investire in politiche nazionali che guardino al sud come territorio su cui concentrare attenzione su settori ad alto potenziale come energia, sistema manifatturiero, territorio e turismo e servizi pubblici. Poche cose concrete - conclude Sorrentino - che diano fiato ai lavoratori e alle imprese: questa la vera emergenza”.
U.S.
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24/04/2013
Produttività: Cgil, accordo Sindacati-Confindustria passo in avanti
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Roma 24 aprile - “L’intesa raggiunta oggi tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, per dare attuazione al decreto e alla circolare del Ministero del Lavoro sulla detassazione del salario di produttività, è in linea con le previsioni dei contratti nazionali di lavoro e dell’accordo firmato tra le stesse parti il 28 giugno del 2011. L'intesa costituisce un passo in avanti importante nell’ambito delle relazioni industriali e, a nostro giudizio, andrà estesa a tutte le altre associazioni d’impresa per allargare così i benefici al maggior numero di lavoratori e lavoratrici". E’ quanto afferma in una nota la Cgil.
‘L’accordo - prosegue la nota - riafferma il ruolo del contratto nazionale di lavoro come fonte primaria della contrattazione e favorisce la crescita della contrattazione di secondo livello valorizzando il ruolo delle Rsu. La Cgil favorevole alla detassazione del salario di produttività non firmò l’accordo sulla produttività tra governo e parti sociali del 21 novembre scorso in quanto non ne condivideva alcuni punti”.
“L’intesa di oggi supera l'accordo di novembre in quanto agisce essenzialmente sulla leva dei premi di produttività, di qualità, di redditività e di efficienza e su quella dell’orario di lavoro. Il tutto nell’ambito delle previsioni contrattuali attraverso la valorizzazione della contrattazione aziendale e tramite la possibilità di estendere, con le intese territoriali, i benefici della detassazione a quei lavoratori impiegati in aziende dove non è presente la rappresentanza sindacale”, conclude la Cgil.
U.S.
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22/04/2013
Cgil: testo Ordine del giorno approvato oggi dal Comitato direttivo
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Roma, 22 aprile - In basso l'ordine del giorno approvato oggi dal Comitato direttivo della Cgil Nazionale con due voti contrari e un astenuto.
ORDINE DEL GIORNO CONCLUSIVO CD CGIL 22 APRILE 2013
Il Comitato Direttivo della CGIL conferma il proprio giudizio negativo sulle politiche europee di contrasto alla crisi e ribadisce l’urgente necessità di un cambio di orizzonte verso un intervento espansivo nell’economia dell’Unione.
Nel nostro Paese, dopo il fallimento del governo di centro destra che ci aveva condotto sull’orlo del baratro, le scelte del Governo Monti si sono rivelate, oltre che sbagliate ed inique, inefficaci e impraticabili di fronte alla realtà della crisi, in particolare per quello che riguarda gli interventi sulla previdenza, il mercato del lavoro, gli ammortizzatori e la politica del rigore e dei tagli indiscriminati. Per questi motivi la CGIL conferma il proprio giudizio circa la necessità che il prossimo Governo si caratterizzi per la discontinuità con queste politiche realizzando un cambiamento radicale che assuma il lavoro e la difesa del reddito dei più esposti alla crisi come priorità assoluta e si misuri, così come da noi proposto nel Piano del Lavoro, con un nuovo modello di sviluppo oltre che impegnarsi per una politica industriale capace di favorire l’innovazione e la crescita.
Il Comitato Direttivo dà un giudizio positivo sulla ripresa del confronto unitario nel sindacato e dà mandato alla Segreteria, sulla base della priorità di allargare e ridistribuire l’occupazione, difendere i redditi dei lavoratori e dei pensionati e di dare risposte concrete ed immediate alla crescente area di disperazione sociale presente nel Paese, di definire con CISL e UIL il documento unitario da varare alla riunione degli esecutivi del giorno 30 aprile assieme alle indicazioni di mobilitazione a livello territoriale e nazionale a sostegno delle rivendicazioni comuni e con l’obiettivo di cogliere presto risultati tangibili.
Allo stesso modo il Comitato Direttivo della CGIL dà mandato alla Segreteria per proseguire la trattativa con Confindustria sulle nuove regole su democrazia e rappresentanza sulla base dei principi comuni fin qui definiti con CISL e UIL, come indicato nella relazione introduttiva e nelle conclusioni svolte al CD.
U.S.
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22/04/2013
Def: Cgil, testo sbagliato, serve profondo cambio di rotta
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Roma, 22 aprile - “L’analisi della crisi, degli squilibri macroeconomici e dell’evoluzione del contesto economico, finanziario e sociale, a livello nazionale come internazionale, nonché il quadro delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica, sono complessivamente sbagliati”. E' il giudizio della Cgil sul Def contenuto nel testo consegnato oggi dal sindacato presso le Commissioni speciali di Senato e Camera, in seduta congiunta, in occasione dell'audizione sul documento di economia e finanza. Nel mirino del sindacato “le scelte all'insegna dell'austerità”, tutte “a scapito della crescita, dell’equità, della coesione sociale, del lavoro”, che dovranno “essere riviste e ridefinite dal prossimo Governo” e nel segno di “un cambio di rotta profondo”.
Nel ricordare il 'Piano del Lavoro' presentato dalla Cgil lo scorso mese di gennaio, “fondato su un cambiamento della politica economica e su un ventaglio di riforme necessarie, a livello nazionale e sovranazionale, per ritrovare la via alta della crescita e dello sviluppo in corrispondenza dell’obiettivo di piena, buona e sicura occupazione e di 'lavoro dignitoso'”, nella nota consegnata oggi in audizione si critica il Def: “Sembra - si legge - più una giustificazione delle azioni compiute dal Governo che un vero e proprio documento programmatico per il futuro; rimanda tutto al prossimo Governo cercando di accreditare l’idea proposta da Mario Draghi che sia stato inserito il 'pilota automatico', pilota automatico di un volo, però, che va nella direzione sbagliata”.
Nel dettaglio del testo si osserva inoltre come “l'operazione di pagamento dei crediti delle imprese avrà un impatto debole sulla economia sia per l’incertezza applicativa che, al di la della farraginosità della norma, deve scontare con il vincolo del deficit al 2,9%, sia per la depressione della domanda che non renderà facile la trasformazione della nuova liquidità in investimenti”. La Cgil ritiene che “oltre a evitare la 'stretta fiscale' sui redditi fissi prevista tra giugno e luglio, il rapido pagamento dei debiti della Pa alle imprese sia necessario per evitare di bloccare cantieri e produzioni di beni e servizi, quindi per difendere l’occupazione”. Ecco perché il sindacato richiede che “nella erogazione delle risorse 'sbloccate' dal Governo sia resa esplicita la priorità dell’utilizzo di tali fondi per il mantenimento dei posti di lavoro e, in generale, la difesa del lavoro”.
Insomma, secondo la Cgil, nel Def “non si vedono né i necessari mutamenti strutturali verso nuovi investimenti e creazione di lavoro, né la volontà di aggredire le emergenze sociali, a partire dalla garanzia per gli ammortizzatori sociali e dagli esodati”. Per questo la Cgil, “unitamente a Cisl e a Uil, ritiene necessario ed urgente individuare una normativa ad hoc per far si che non si interrompano dopo il 31 luglio i tanti contratti di tipo precario nelle pubbliche amministrazioni”. Al contrario “sono invece riproposte le vecchie ricette dei 'tagli lineari', liberalizzazioni e l’accanimento verso il lavoro pubblico, riducendone occupazione e reddito”. In conclusione la Cgil sostiene la necessità di “un cambio di rotta profondo per assumere l’idea di una nuova 'Grande trasformazione' del modello di sviluppo, fondando la nuova crescita proprio sulla creazione di lavoro e sulla sua valorizzazione”, in contrasto con un Def in linea con “una politica cieca che aggrava la spirale della crisi” e dal carattere “molto autoreferenziale che non toglie i dubbi sulla necessità di aggiustamenti ed, ancor di più, ci propone un insufficiente profilo di crescita tale da aggravare le preoccupazioni sulle conseguenze derivanti dalla applicazione del 'fiscal compact'”.
U.S.
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20/04/2013
Quirinale: Camusso, da Napolitano gesto di grande responsabilità istituzionale
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Roma, 20 aprile - "Esprimo un forte ringraziamento al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”. E' quanto afferma in una nota il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "La sua disponibilità ad accettare la candidatura alla più alta carica dello Stato - prosegue il numero uno del sindacato di corso d'Italia - è stato un gesto di grande responsabilità istituzionale e di grande generosità di cui l'intero Paese deve essergli grato".
“Oggi più che mai - dice ancora Susanna Camusso -, in una situazione economica e sociale così segnata da drammatiche emergenze, la sensibilità che il Presidente ha sempre avuto ai temi dell’equità e della giustizia sociale, la sua costante preoccupazione per le crescenti diseguaglianze, per l’aumento della disoccupazione, in particolare tra i giovani, e per l’allargarsi della povertà nel nostro Paese, gli saranno di aiuto nelle future e impegnative scelte che dovrà affrontare”.
“Mi auguro - prosegue la leader della Cgil - che il Presidente Napolitano saprà interpretare e saprà essere garante della ripresa e del rilancio dell'economia, della lotta alle diseguaglianze, dell’attenzione ai deboli, dell’avanzamento civile del Paese con la rifondazione del sistema politico e istituzionale all’interno di un’Europa politicamente forte e solidale”.
U.S.
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19/04/2013
Cig: Cgil, allarme deroga, ancora nessuna convocazione da palazzo Chigi
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Roma, 19 aprile - “Esprimiamo la nostra più grande preoccupazione perché dopo la manifestazione unitaria di martedì per il rifinanziamento della cassa in deroga, e il successivo incontro con il ministro del Lavoro nel quale ci era stata data rassicurazione di una imminente convocazione a palazzo Chigi, non è pervenuta ancora alcuna comunicazione né convocazione da parte del governo”. E' quanto afferma in una nota il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino.
La dirigente sindacale fa inoltre sapere che “apprendiamo che il ministro dell'Economia ritiene unica strada percorribile quella di finanziare gli ammortizzatori in deroga individuando ulteriore tagli di spesa”. Sul punto, aggiunge, “ribadiamo la nostra più ferma contrarietà rispetto a ipotesi che possano comportare tagli di servizi o sottrazione di risorse al lavoro e, come abbiamo, già detto individuiamo come strada percorribile il posticipo di alcune spese militari previste per quest'anno e che possono essere utilizzate per risolvere il problema della deroga”.
Per Sorrentino “ad oggi permane ancora incertezza, sia sullo strumento legislativo nel quale incardinare l'eventuale finanziamento, sia sul reperimento delle risorse. Per noi esiste un'unica strada: quella di includere il provvedimento sugli ammortizzatori in deroga nello stesso decreto che riguarda il pagamento dei debiti della Pa verso le imprese e di intervenire sulle spese militari”. La Cgil auspica “che il governo nelle prossime ore faccia pervenire la convocazione dove esaminare eventuali alternative e dare risposta all'oltre mezzo milione di lavoratrici e di lavoratori che oggi vivono il dramma del mancato finanziamento della cassa in deroga. In assenza di risposte celeri - conclude Sorrentino - si renderanno necessarie ulteriore iniziative del sindacato”.
U.S.
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17/04/2013
PA: Cgil, serve subito misura proroga contratti in scadenza
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Roma, 17 aprile - “Serve subito l'adozione di una misura urgente di proroga dei contratti precari in scadenza nella pubblica amministrazione”. Il segretario confederale della Cgil, Nicola Nicolosi, torna così sulla lettera inviata oggi unitariamente ai presidenti di Camera e Senato e ai capigruppo Pd, Pdl, Scelta Civica, Movimento Cinquestelle e Sel, perché “si tenga al più presto un incontro per trovare una soluzione legislativa per il personale precario in scadenza al 31 luglio nelle pubbliche amministrazioni”.
Per Nicolosi serve “una normativa specifica per prorogare i contratti in scadenza e che individui le risorse necessarie per superare il blocco della spesa sul precariato imposto dall'allora ministro Tremonti”. Secondo il sindacalista si tratta “di non meno di 80 mila tempi determinati e di altri 200 mila contratti precari in scadenza, esclusa la scuola, a cui va assicurata assolutamente una soluzione”.
U.S.
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17/04/2013
Pa: Cgil Cisl Uil scrivono a Camera e Senato, serve soluzione per precari in scadenza
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Roma, 17 aprile - In una lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato e ai Capigruppo di Pd, Pdl, Movimento Cinquestelle e Scelta Civica di Montecitorio e palazzo Madama, le segreterie confederali di Cgil Cisl Uil chiedono un incontro per trovare una soluzione legislativa per il personale precario in scadenza al 31 luglio nelle pubbliche amministrazioni.
In basso il testo della lettera:
Le segreterie confederali di Cgil Cisl Uil del Pubblico Impiego vogliono richiamare la sua attenzione sulle problematiche e sulle scadenze pressanti che coinvolgono in questo momento la parte più indifesa del mondo del lavoro: il personale precario.
In particolare per il precariato delle pubbliche amministrazioni la scadenza del 31 luglio della proroga dei contratti a tempo determinato fissata dalla legge di stabilità, se non modificata, rischia di far uscire definitivamente dal sistema pubblico, a quella stessa data, non meno di 100 mila giovani i cui contratti sono vigenti da anni e conseguentemente anche i tantissimi altri contratti precari la cui scadenza avverrà entro la fine del 2013.
Le conseguenze occupazionali non farebbero che acuire ulteriormente la già critica situazione del nostro mondo del lavoro ed aggraverebbero, se non venisse affrontata l'emergenza, non solo la problematica di carattere sociale, ma anche la scarsa funzionalità del settore pubblico, con grave ed intuibile nocumento per i cittadini.
E' appunto per questa urgente finalità che ci permettiamo di rivolgere il nostro appello a Lei, per chiedere la disponibilità alla fissazione di un apposito incontro nel quale approfondire le problematiche su esposte, in modo da ipotizzare una soluzione legislativa per questo gravissimo problema.
Cogliamo l'occasione per poregerLe i nostri più cordiali saluti.
Cgil – Nicola Nicolosi
Cisl – Paolo Mezzio
Uil – Antonio Foccillo
U.S.
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16/04/2013
Finmeccanica: Lattuada (Cgil), accordo apre nuova stagione relazioni sindacali
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Roma, 16 aprile - “Il protocollo firmato oggi tra Finmeccanica e tutti i sindacati dei metalmeccanici innova fortemente le relazioni sindacali, lo schema del confronto e la cultura delle parti in un grande gruppo qual è Finmeccanica”. Lo afferma la segretaria confederale della Cgil, Elena Lattuada.
“Si tratta di un’intesa - prosegue la dirigente sindacale - che indica un sistema di regole nell’informazione strategica del gruppo e dei suoi settori di attività che mette le organizzazioni sindacali nella condizione di conoscere gli andamenti aziendali e di attuare politiche concordate in materie sensibili quali la competitività dell’impresa e i premi di risultato, le politiche attive del lavoro, gli inquadramenti professionali e un sistema di welfare aziendale”.
“L’accordo - conclude Lattuada - dimostra che, quando si riconoscono e ricomprendono le ragioni di tutti, è sempre possibile raggiungere un’intesa”.
U.S. CGIL
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13/04/2013
Crisi: Cgil, a marzo è boom di cig, in 520 mila in cassa
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Roma, 13 aprile - Esplode la richiesta di ore di cassa integrazione a marzo. Con poco meno di 100 milioni di ore registrate lo scorso mese, la cig aumenta in tutti i suoi segmenti (ordinaria, straordinaria e deroga), sia sul mese che sull'anno. Le 96.973.927 ore registrate a marzo segnano infatti un incremento consistente su febbraio (pari ad un +22,44%), mentre da inizio anno il monte ore complessivo è pari a 265.043.645 per un +11,98% sul primo trimestre del 2012. Dietro questa mole di ore sono coinvolti da inizio anno circa 520 mila lavoratori che hanno subito un taglio del reddito per 1 miliardo di euro, pari a 1.900 euro netti in meno per ogni singolo lavoratore. Sono questi i dati che emergono dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell’Osservatorio cig della Cgil Nazionale nel rapporto di marzo.
Il rapporto della Cgil segnala come a partire da gennaio del 2009 e fino ad oggi, le ore di cassa integrazione autorizzate siano state stabilmente intorno alle 80 milioni di ore per mese. Un trend che al momento prevede anche il per il 2013 un totale di ore di cassa integrazione oltre il miliardo. “Il sistema produttivo, e l'intero mondo del lavoro, sta letteralmente precipitando, trascinando dietro di sé l'intero Paese, travolto com'è da una valanga che non trova davanti a sé alcun argine”, osserva il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada.
Per la dirigente sindacale “servono risposte con urgenza che mettano al centro il lavoro, a partire dal finanziamento della cassa in deroga e per questo saremo in piazza unitariamente il 16 aprile a Roma. Un appuntamento - spiega - che potrebbe rappresentare l'avvio di un percorso di iniziativa sui temi del lavoro”. Nel dettaglio dei dati, infine, Lattuada segnala “la forte preoccupazione determinata dall'aumento delle richieste di intervento sulle crisi di grandi gruppi industriali che non trovano risposte soddisfacenti e che rappresentano un ulteriore, inequivocabile segnale della profondità della crisi e della necessità di una politica industriale a tutela dei settori manifatturieri e dell'occupazione”.
Dati cig marzo - Nel dettaglio dell’analisi di corso d'Italia si rileva poi come la cassa integrazione ordinaria (cigo) aumenti a marzo sul mese precedente del +5,04%, per un totale pari a 33.978.993 di ore. Da inizio anno la cigo invece ha raggiunto quota 97.213.845 di ore per un +31,68% sui primi tre mesi del 2012. La richiesta di ore per la cassa integrazione straordinaria (cigs), sempre per quanto riguarda lo scorso mese, è stata di 43.105.896 per un +11,09% su febbraio mentre il primo trimestre dell'anno totalizza 124.069.365 ore autorizzate per un +53,36% sullo stesso periodo del 2012.
Infine la cassa integrazione in deroga (cigd) ha registrato a marzo un drastico aumento sul mese precedente pari a +147,06% per 19.889.038 ore richieste. Nel primo trimestre di quest'anno, rispetto allo stesso periodo dello scorso, la riduzione della cigd è stata del -46,61% per un totale di 43.760.435. “Un dato ampiamente preventivato e frutto dei problemi procedurali e dei mancati pagamenti che hanno complicato il ricorso a questo strumento”, spiega Lattuada. Nel rapporto infatti si segnala come la richiesta di ore di deroga “resti ancora lontana dalla media maturata nel 2012 e che è stata tra i 28/29 milioni al mese”.
Causali di cigs - Continua a marzo la crescita del numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di cigs. Da gennaio sono state 1.575 per un +13,97% sullo stesso periodo del 2012 e riguardano 2.689 unità aziendali (+13,17% sull'anno passato). Nello specifico si registra un forte aumento dei ricorsi per crisi aziendale (922 decreti per un +22,28%) che rappresentano il 58,54% del totale dei decreti. Diminuiscono invece le domande di ristrutturazione aziendale (55 in totale da inizio anno per un -19,12% sullo stesso periodo del 2012) e quelle di riorganizzazione aziendale (49 per un -31,94%). Sottolinea lo studio della Cgil che “gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende tornano a diminuire e rappresentano solo il 6,60% del totale dei decreti. Un segnale evidente del processo di deindustrializzazione in atto nel Paese”.
Regioni - Nelle regioni del nord si registra il ricorso più alto alla cassa integrazione. Dal rapporto della Cgil si rileva che al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate nei primi tre mesi dell'anno c'è la Lombardia con 64.108.127 ore che corrispondono a 125.211 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 35.682.187 ore di cig autorizzate per 69.692 lavoratori e il Veneto con 28.699.190 ore per 56.053 persone. Nelle regioni del centro primeggia il Lazio con 16.972.720 ore che coinvolgono 33.150 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 16.519.056 ore per 32.264 lavoratori.
Settori - La meccanica è ancora il settore dove si è totalizzato il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate nel periodo gennaio-marzo, la meccanica pesa per 94.263.712, coinvolgendo 184.109 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 28.430.774 ore di cig autorizzate per 55.529 lavoratori coinvolti e l'edilizia con 28.060.453 ore e 54.806 persone.
Occupazione e lavoratori in cig - A marzo, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (6 settimane), sono coinvolti 1.035.327 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 13 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 517.663 lavoratori, di cui 242 mila in cigs e 85 mila in cigd. Continua così a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell’Osservatorio cig, si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito 1,016 miliardi di euro, pari a 1.900 euro netti per ogni singolo lavoratore coinvolto a zero ore.
Link Rapporto cig marzo 2013:
http://host.ufficiostampa.cgil.it//Documenti//private/Cgil_OsservatorioCig_RapportoMarzo2013.pdf
Link Rapporto Causali aziende cigs marzo 2013:
http://host.ufficiostampa.cgil.it//Documenti//private/Cgil_OsservatorioCig_CausaliAziendeMarzo2013.pdf
U.S.
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10/04/2013
Idi: Cgil, accordo segnale positivo, ora rilanciare struttura
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Roma, 10 aprile - “Un primo ma estremamente positivo segnale che è il risultato della strenua lotta delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Idi, condotta al fianco delle organizzazioni sindacali, per difendere una struttura d'eccellenza che adesso va decisamente rilanciata”. E' quanto affermano in una nota la segretaria generale della Fp Cgil, Rossana Dettori, e la segretaria confederale della Cgil nazionale, Vera Lamonica.
“Con l'accordo sottoscritto ieri, che cancella i licenziamenti e offre garanzie al pagamento degli stipendi, si cambia registro. Da parte nostra vigilieremo con estrema attenzione perché gli impegni assunti vengano mantenuti e lavoreremo perché questa struttura di grande valore, che vive grazie alle professionalità dei suoi lavoratori, venga rilanciata al più presto”, concludono Dettori e Lamonica.
U.S.
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10/04/2013
Def: Cgil, governo ostinato, servono politiche espansive
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Roma, 10 aprile - “L'ostinazione di questo governo appare incredibile. Sembra non rendersi conto della situazione reale in cui versa il Paese, ascrivibile in larga misura alle sue stesse scelte”. Così il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, in merito al Def.
Per il dirigente sindacale, quello approvato oggi, “non è un vero e proprio documento di economia e finanza: lo stesso governo tra l'altro rimanda al prossimo esecutivo scelte di medio periodo”. Secondo Barbi, inoltre, “a differenza di ciò che sostiene questo governo , è necessario un cambiamento deciso delle scelte di politica economica, in Italia quanto in Europa”.
Senza questo cambiamento, osserva il segretario confederale Cgil, “non ci sarà ripresa né uscita dalla crisi. C'è bisogno di politiche di natura espansiva, anche se selettiva, che siano capaci di produrre lavoro, come la Cgil ha indicato con il suo Piano del Lavoro”.
Infine, conclude Barbi, “appare sempre più sospetto come l'Ocse non perda mai occasione per fornire dati e numeri a sostegno delle politiche di austerità tanto care al governo Monti. Comunque sia i dati forniti dall’Ocse non definiscono affatto la prospettiva di una crescita ma solamente quella di un calo inferiore del Pil nel 2013 rispetto a quello del 2012.
U.S. CGIL
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09/04/2013
Pacco Bomba La Stampa: Cgil, attacco serio a democrazia e informazione
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Roma, 9 aprile – “La segreteria nazionale della Cgil esprime piena solidarietà al direttore, ai giornalisti ed a tutti i lavoratori del quotidiano La Stampa nella cui sede di Torino è stato oggi recapitato un pacco bomba” E’ quanto afferma in una nota il sindacato di Corso d’Italia.
“Un gesto grave, vile e violento come quello di oggi - prosegue la nota - rappresenta un attacco serio e preoccupante alla democrazia che non deve assolutamente essere sottovalutato, anche perché colpisce il mondo dell’informazione. Occorre tenere alta l’attenzione - conclude la nota della Cgil - e fare presto piena luce su quanto è accaduto”.
U.S.
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06/04/2013
Debiti Pa: Cgil, decreto segnale positivo anche se tardivo
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Roma, 6 aprile - “In attesa di un esame approfondito del decreto, la Cgil ritiene che il via libera dato dal Governo al pagamento della prima tranche dei debiti della P.a. nei confronti delle imprese, seppure tardivo, rappresenti un primo segnale positivo che potrà dare una boccata di ossigeno a un sistema economico in grave difficoltà. Perché ciò avvenga è però importante che nella sua attuazione la priorità venga data a chi difende, dà o crea occupazione”. E' quanto si legge in una nota della segreteria nazionale della Cgil in merito al via libera da parte del Consiglio dei ministri del decreto che sblocca il pagamento dei crediti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione.
“La drammaticità della situazione economica e sociale richiede tuttavia un intervento più incisivo e determinante sul piano delle politiche economiche e delle tutele, che rimetta al centro il lavoro. Ciò significa non solo riconoscere elementi di giustizia non più rinviabili anche dal punto di vista fiscale, ma anche e soprattutto affrontare e risolvere le emergenze sociali e quindi il tema degli ammortizzatori sociali, della cassa integrazione in deroga e degli esodati”, conclude la nota.
U.S.
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05/04/2013
Lavoro: Cgil, dati drammatici per la cig, finanziare la deroga
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Roma, 5 aprile - “L'ennesimo segnale di allarme per un sistema produttivo giunto allo stremo”. E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada, in merito ai dati diffusi dall'Inps, circa il ricorso alla cassa integrazione a marzo, sostenendo che “i numeri dello scorso mese, e nel complesso quelli del primo trimestre, ci descrivono un tessuto industriale in fase di progressivo e inesorabile deperimento, con interi pezzi che stanno letteralmente saltando”.
Per la dirigente sindacale, “senza grandi giri di parole, la fase è drammatica e lo dimostra ancora di più il calo della cassa in deroga. Una flessione che sconta una normativa farraginosa ma, soprattutto, un'incertezza nei finanziamenti. Motivi per i quali abbiamo deciso con Cisl e Uil di dare vita a una manifestazione il prossimo 16 aprile a Roma davanti al Parlamento. La cassa integrazione in deroga - afferma - va assolutamente rifinanziata perché con le risorse al momento disponibili non si arriverà che alla metà del 2013, mentre serve urgentemente almeno un altro miliardo”.
La Cgil, continua Lattuada, “rivendica a governo e Parlamento un intervento veloce e risolutivo che stanzi le risorse necessarie per garantire a quei lavoratori un adeguato sostegno, così come servirà presto una revisione complessiva dell'impianto della riforma del lavoro per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali perché per i tanti, troppi, che hanno perso lavoro sia prevista una vitale continuità di reddito. Sono queste - precisa la sindacalista - le urgenze da affrontare e che partono da un sentire che deve assolutamente essere comune, ovvero la centralità del lavoro come segno di un vero cambiamento. Per sostenere il sistema produttivo, per difendere e creare lavoro, bisogna investire su quest'ultimo: dando prospettive risolutive alle tante vertenze industriali ancora insolute e offrendo una strategia ai settori produttivi, privati e pubblici, che possano portare l'Italia fuori dalla crisi”, conclude.
U.S.
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05/04/2013
Lavoro: Cgil, nelle Marche tragedia immane, è urgente un cambiamento
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Roma, 5 aprile - “Una tragedia immane, che lascia sgomenti e disarmati, legata e intrecciata alla crisi che investe il nostro Paese. Una crisi che colpisce con ferocia soprattutto il mondo del lavoro e che si abbatte con inusitata violenza sul reddito delle famiglie. La crisi profondissima nella quale è invischiato il Paese ha una sola via d'uscita: il ridare centralità ai temi del lavoro e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori. E' il lavoro, come principale elemento di cittadinanza, la chiave per determinare quel cambiamento necessario e urgente che rivendichiamo nei confronti di questo e del prossimo governo”. E' quanto si legge in una nota della Cgil.
Un cambiamento, prosegue la nota di corso d'Italia, “che deve partire dal risolvere le urgenze, a partire dal vergognoso limbo in cui sono state relegate centinaia di migliaia di persone, i cosiddetti 'esodati'. Come è altrettanto urgente, e i dati sulla inesorabile crescita della cassa integrazione di oggi richiamano con estrema forza, rifinanziare quello strumento vitale che è la cassa integrazione in deroga. E' di almeno di un ulteriore miliardo il fabbisogno necessario per poter garantire un sostegno al reddito per tante lavoratrici e lavoratori. Ed è per questo che con Cisl e Uil abbiamo promosso la manifestazione il prossimo 16 aprile a Roma davanti al Parlamento”.
Ma, spiega ancora la Cgil, “mettere il lavoro al centro vuol dire riconoscere elementi di giustizia non più rinviabili anche dal punto di vista fiscale. La pressione del fisco sul lavoro e sulle pensioni è ingiusta e insostenibile, specie a fronte di palesi ingiustizie come la irrilevante tassazione sulle rendite nonché sbagliata sui patrimoni. Lo abbiamo sostenuto nei giorni passati, e oggi con ancora più forza: la perversa combinazione delle tasse che abbiamo alle porte, il combinato disposto Iva-Imu-Tares, nonché il paventato anticipo di aumento dell'Irpef, sono una miccia da disinnescare urgentemente. Intervenire su questo fronte è vitale per evitare che la disperazione degeneri in gesti come quelli che abbiamo tristemente vissuto oggi”.
Ieri, prosegue la nota del sindacato, “con Cisl e Uil abbiamo deciso di fare di Perugia la sede della manifestazione nazionale per il prossimo primo maggio. Lo abbiamo deciso perché lì nei giorni scorsi due donne, due lavoratrici del pubblico impiego, sono state ammazzate da un imprenditore poi suicida. Un fatto simbolico e spaventoso di come sia pervasiva la crisi e la disperazione nel mondo del lavoro; e di come sia vitale per il Paese mettere al centro il lavoro, ridargli assoluta dignità e valore, per porre un argine al disastro in cui il nostro Paese è piombato”, conclude la Cgil.
U.S.
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05/04/2013
Fisco: Cgil, pressione insostenibile sui redditi fissi
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Roma, 5 aprile - “Dati che ci forniscono un'immagine fuorviante perché è vero che la pressione fiscale in Italia è alta ma non lo è per tutti: per i redditi fissi, quelli da lavoro e da pensione, è altissima e a livelli insostenibili”. Così il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, commenta i dati diffusi oggi dall'Istat sulla pressione fiscale.
Per il dirigente sindacale, infatti, l'istituto statistico ribadisce “un fatto ormai noto: la pressione fiscale in Italia è altissima ma va detto che è molto alta, soprattutto e unicamente, quella sul lavoro e di chi paga le tasse e non su tutte le forme di reddito. Per fare solo un esempio in Italia si continua ad avere una pressione molto bassa sulle rendite finanziarie mentre è spropositata quella sui salari, sugli stipendi, sulle pensioni e sulle imprese che fanno profitti”. Secondo Barbi, al contrario, “la tassazione sui patrimoni è sbagliata ed è fatta male: non è per niente progressiva e investe una massa di persone che hanno semplicemente una casa in cui vivono e non un vero 'patrimonio'. Ma soprattutto in Italia non c'è alcuna tassazione sui patrimoni monetari che in Italia sono molto alti: andrebbe ricordato un dato poco noto e cioè che la ricchezza monetaria in Italia è il 175% del Pil mentre in Germania è il120%”.
Così come, aggiunge, “sulle rendite abbiamo il prelievo più basso di tutti i paesi europei: sui profitti da rendita finanziaria, i cosiddetti 'capital gains', abbiamo un prelievo che esclude i titoli pubblici mentre su quelli privati è del 20%, cioè il più basso d'Europa”. Per il segretario confederale della Cgil quindi “la morale è che quando si dice che c'è un'alta pressione fiscale bisognerebbe aggiungere che si parla della pressione sul reddito, ovvero i redditi fissi come lavoro e pensioni perché pagano le tasse alla fonte, e che c'è una iniqua tassazione sui patrimoni immobiliari e una bassissima tassazione sulle rendite finanziarie e sui patrimoni monetari. Dati che ci dimostrano - conclude Barbi - come si potrebbe 'compensare' abbassando le tasse sul lavoro e sulle imprese che investono intervenendo, almeno come negli altri paesi europei, sulle rendite finanziarie”.
U.S.
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05/04/2013
Richard Ginori: Cgil, interesse Gucci fatto positivo, ora parta confronto
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Roma, 5 aprile - “Un fatto positivo, frutto dell'attenzione mai calata su questa vertenza e della strenua lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Richard Ginori per difendere e rilanciare un marchio e una produzione dall'altissimo valore”. Così il segretario confederale della Cgil nazionale, Elena Lattuada, e il segretario generale della Camera del Lavoro di Firenze, Mauro Fuso, commentano la notizia dell'interesse di Gucci per Richard Ginori.
“Adesso questo risultato va consolidato - proseguono - avviando, da subito, un necessario confronto con i sindacati sul piano industriale che deve avere come obiettivo la difesa dei livelli occupazionali parallelamente al rilancio del marchio sul mercato. La Cgil sarà, come lo è stata lungo tutta la vertenza, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, convinti come siamo che le buone relazioni con Gucci possano, anche in questa occasione, garantire il successo di questa operazione”, concludono Lattuada e Fuso.
U.S.
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03/04/2013
Contratti: Cgil, domani a Roma iniziativa su articolo 8 con Camusso
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Roma, 3 aprile - “Articolo 8 della legge n. 148/2011 - Deregolazione del diritto del lavoro e ricadute sulle esperienze negoziali”. E' questo il tema dell'iniziativa - promossa dalla “Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale” - in programma domani (giovedì 4 aprile) a Roma presso la sede della Cgil Nazionale in corso d'Italia 25 alle ore 14.30. L'appuntamento, che avrà al centro l'articolo 8 della legge ribattezzata poi “manovra di ferragosto”, vedrà confrontarsi sindacalisti e giuslavoristi con le conclusioni affidate al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.
Il programma della giornata, presieduta da Bruno Veneziani (direttore della Rivista giuridica del lavoro), prevede l'introduzione a cura di Ivano Corraini (responsabile Ufficio giuridico e vertenze Cgil) e subito dopo la presentazione del fascicolo numero 3 del 2012 della Rivista giuridica del lavoro 'Contrattazione di prossimità e articolo 8, legge n. 148/2011' con Umberto Carabelli dell'Università di Bari.
Seguirà poi la sessione “Il punto di vista dei sindacati” con i contributi di Maurizio Landini (segretario generale Fiom), Agostino Megale (segretario generale Fisac), Emilio Miceli (segretario generale Filctem), Franco Nasso (segretario generale Filt). E la sessione “Il punto di vista dei giuslavoristi” con Vittorio Angiolini (Università di Milano), Amos Andreoni (Università di Roma), Lauralba Bellardi (Università di Bari), Adalberto Perulli (Università di Venezia). Concluderà i lavori della giornata il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.
U.S.
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03/04/2013
Mafia: Cgil, ok sequestro Nicastri, serve legge beni confiscati
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Roma, 3 aprile – La Cgil esprime soddisfazione e plaude all'azione dei magistrati della sezione misure di prevenzione di Trapani e al lavoro di indagine svolto dalla Dia per la confisca dell'immenso patrimonio di Vito Nicastri. “Le 43 aziende confiscate, come dichiarato dal direttore della Dia Arturo De Felice, rappresentano un patrimonio produttivo ed economico ora assegnato allo Stato, che in un momento di crisi può rappresentare una risorsa importante”, afferma il responsabile legalità e sicurezza della Cgil nazionale Luciano Sivlestri, che aggiunge: “Peccato però che il 90% delle aziende confiscate finiscono per non trovare una nuova via di legalità”.
Per questo la Cgil promuove la proposta di legge 'Io riattivo il lavoro', intitolata 'Misure per favorire l'emersione alla legalità delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata'. “Noi pensiamo - prosegue Silvestri - che lo Stato debba farsi parte attiva e sostenere la riconsegna alla società di beni che alla società sono stati sottratti illegalmente. Si convochi rapidamente un tavolo coinvolgendo le migliori risorse professionali e le parti sociali per costruire le necessarie soluzioni di continuità produttiva”.
Soprattutto, aggiunge il dirigente sindacale, “si eviti, più in generale, di lasciare sole in questo compito le associazioni antimafia e le cooperative di lavoratori che grazie alla loro tenacia riescono a tenere in vita molte esperienze”. La Cgil, infatti, con la proposta di legge 'Io riattivo il lavoro' propone modifiche sostanziali alla attuale legislazione in materia di aziende confiscate, “proprio perché - conclude Silvestri - siamo convinti che questo patrimonio possa rappresentare una occasione straordinaria di occupazione e di lavoro, innanzitutto per tanti giovani”.
U.S.
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02/04/2013
Vetere: Camusso, profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia
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Roma, 2 aprile – Il segretario generale Susanna Camusso, a nome di tutta la segreteria confederale della Cgil, esprime ''profondo cordoglio'' per la morte di Ugo Vetere e rivolge alla famiglia un sentimento di “forte vicinanza". La Cgil ricorda l’impegno profuso da Vetere nel periodo in cui è stato sindaco di Roma: “caratterizzato da un grande spirito di servizio per la città, da una particolare attenzione per le periferie e da un complessivo miglioramento della capitale”.
Ma il sindacato di corso d’Italia ricorda anche “le grandi capacità di direzione del sindacato, di difesa e di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre alle qualità umane di sobrietà, schiettezza e rigore, che Vetere ha dimostrato negli anni ‘cinquanta’ e nei primi anni ‘sessanta’ proprio nella Cgil, dove ha ricoperto prima la carica di segretario provinciale del pubblico impiego e poi quella di segretario nazionale. Doti e qualità che Vetere ha poi fatto emergere anche nel suo impegno politico nel Pci e come sindaco di Roma”: conclude la Cgil.
U.S.
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30/03/2013
Casa: Cgil, per oltre 3 milioni di famiglie è una spesa insostenibile
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Roma, 30 marzo - Spese, bollette, tasse, mutuo o affitto. La combinazione di queste voci rende il costo del semplice abitare assolutamente insostenibile e causa preponderante dello scivolamento di gran parte delle famiglie italiane verso la povertà. Secondo un report della Cgil, dal titolo 'Costi dell'abitare, emergenza abitativa e numeri del disagio', si rileva come la spesa che incide maggiormente nelle famiglie italiane è quella per la casa: in media è infatti pari al 31,2%, ma supera il 40% per oltre tre milioni di famiglie.
Secondo l'analisi del sindacato, le spese mensili per il mantenimento di un appartamento in proprietà e in affitto, ammontano oggi, in media, rispettivamente a 1.150 euro nel primo caso e 1.515 nel secondo. “Cifre lievitate negli anni anche a seguito dei continui aumenti delle tariffe (luce, riscaldamento, gas e acqua) e della recente introduzione dell'Imu”, afferma la responsabile politiche abitative della Cgil Nazionale, e curatrice dello studio, Laura Mariani, secondo la quale, tali costi, “rischiano di lievitare ancora a causa degli aumenti previsti con la nuova Tares e con l'incremento dell'Iva che inciderà sui costi connessi alle spese di manutenzione”.
Nella sezione 'numeri del disagio abitativo' contenuta nello studio Cgil si legge inoltre che nel corso dell'ultimo decennio gli affitti sono incrementati del 130% per i contratti rinnovati (per arrivare alla cifra media di 740 euro mensili nel 2012) e del 150% per i nuovi contratti (1.100 euro mensili), mentre i costi degli immobili hanno registrato aumenti del 50% fino a +100% nei grandi centri. “Pur a fronte di una significativa flessione delle compravendite di abitazioni, i prezzi non hanno subito un calo equiparabile”, spiega ancora Mariani. Incrementi esponenziali si sono registrati anche per gli sfratti per morosità, aumentati del 100%: secondo lo studio infatti gli alti costi legati alla casa hanno concorso ad aumentare le morosità, pari all'87% degli sfratti emessi nel 2011, per un totale di 240 mila negli ultimi 5 anni.
Lo studio riporta i risultati di un monitoraggio, condotto nel 2012, su un campione di mille famiglie sottoposte a sfratto per morosità. I dati evidenziano l'aumento di “morosità incolpevoli”, legate a condizioni economiche particolarmente critiche di chi non riesce più a sostenere le spese per l'abitazione. Nel monitoraggio si rileva che i giovani, con età inferiore a 35 anni, rappresentano il 21% del totale delle famiglie con sfratto per morosità. Si tratta perlopiù di lavoratori precari o che hanno perso nel corso dell’ultimo biennio il posto di lavoro. Le famiglie di migranti rappresentano invece il 26% del totale. Infine i nuclei composti da anziani rappresentano il 38% del totale delle famiglie. In generale il 35% dei casi riguarda nuclei in cui il percettore ha perso il posto di lavoro.
Ma non c'è solo la dinamica degli affitti, Il report segnala che sono aumentati anche i pignoramenti “perché diventa sempre più insostenibile il pagamento del mutuo”. Tra il 2008 e il 2011 i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari sono aumentati di circa il 75% (arrivando a sfiorare i 38.000). Per ultimo una proiezione contenuta nello studio Cgil prevede che, senza disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e forme di sostegno ai redditi, 300 mila famiglie potrebbero perdere nel prossimo triennio la propria causa in proprietà o in affitto, a causa di esecuzioni immobiliari o di sfratti.
“La casa rappresenta ancora nel nostro paese il costo che grava maggiormente sul reddito familiare e che è tra i fattori di scarsa autonomia dei giovani”, sostiene il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, che aggiunge: “L'alleggerimento delle spese complessive del costo dell'abitare sono una delle emergenze sociali da affrontare poiché tra tassazione, mutui, affitti e manutenzioni, i costi per le famiglie, giovani e anziani sono insostenibili”. Per Sorrentino è necessario “un intervento sui mutui, una politica di calmierazione e contrasto al l'evasione sui fitti e un intervento sull'Imu. Misure indispensabili per evitare di precipitare migliaia di famiglie nella povertà ed emarginazione”.
U.S.
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22/03/2013
Pensioni: Cgil, sentenza Cassazione invalidità non condivisibile
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Roma, 22 marzo - "Una sentenza, che sia detto nel massimo rispetto dell'Alta corte, non condividiamo assolutamente. E' il Parlamento adesso che deve fare chiarezza, determinando una vera giustizia sociale nei confronti dei più poveri e dei più deboli, come lo sono gli invalidi". Così la responsabile dell'Ufficio Politiche per la disabilità della Cgil Nazionale, Nina Daita, commenta la sentenza della Cassazione che ha sancito come sia il reddito familiare e non quello individuale il riferimento per riconoscere il diritto alla pensione di invalidità.
La dirigente sindacale ricorda come "la sentenza di oggi non fa legge e, in ogni caso, occorre che il Parlamento faccia presto chiarezza perché l'invalidità in quanto tale è un fattore individuale e non certo familiare". Per Daita "pensare di colpire così i più deboli non può appartenere a uno stato che pretenda di essere equo e governato dal semplice buon senso".
il reddito da conteggiare, sottolinea ancora la sindacalista, "deve essere quello individuale perché l'invalidità stessa è individuale. Prendendo come riferimento invece il reddito familiare non si fa altro che colpire la parte più debole e indifesa del Paese, introducendo per paradosso gravi discriminazione tra gli stessi invalidi. Basta pensare che due persone con una stessa invalidità possono o meno percepire l'assegno se siano sposati o meno. Un fatto inconcepibile. L'assegno deve legato all'invalidità e anche ad un reddito ma quest'ultimo di certo non può essere un discrimine". La Cgil in ogni caso, conclude Daita, "si farà garante e lotterà con tutte le sue forze contro questa sentenza che riduce i diritti di cittadinanza".
U.S.
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22/03/2013
Fisco: Tares; Cgil-Cisl-Uil, coniugare le esigenze dei contribuenti e degli addetti del settore
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Roma, 22 marzo - Occorre evitare che la TARES, sulla quale occorrerà riprendere la discussione per modificarne gli aspetti più controversi, pesi eccessivamente sui bilanci della famiglie e delle aziende. Infatti, lo slittamento a luglio del pagamento della prima rata sta mettendo in difficoltà gli utenti che quest’anno si ritroveranno a pagare, non in 4 o 6 rate come lo scorso anno, bensì in 2.
Ma non c’è soltanto un risvolto sulle famiglie, anche per le aziende pubbliche e private, che gestiscono i servizi di igiene ambientale, lo slittamento toglie già da molti mesi le necessarie risorse economiche per garantire i servizi, compresa la regolarità del pagamento degli stipendi per i lavoratori e le lavoratrici addette. Paradosso dei paradossi: per assicurare la continuità del servizio, le aziende, a corto di liquidità assicurata dalle fatture pagate dai contribuenti, sono costrette a fare ricorso all’indebitamento, con il conseguente aumento del costo del servizio di smaltimento, che sarà inevitabilmente scaricato sulle famiglie, con un ulteriore aumento delle tariffe.
Chiediamo, pertanto, di spalmare il pagamento della tassa attraverso più acconti, secondo le consuetudini attuali dei Comuni, anticipando il pagamento, così come avvenuto per l’IMU lo scorso anno, evitando di farlo coincidere con quello di altre imposte e tasse. In questo modo si potrebbero conciliare le esigenze delle famiglie e raccogliere il grido di allarme delle aziende. Altrimenti il rischio è di una stangata, tra giugno e luglio, di circa 31,8 miliardi di euro (11,6 miliardi acconto IMU, 14,4 miliardi saldo IRPEF, 4 miliardi acconto TARES e 1,8 miliardi la tranche dell’aumento dell’IVA).
I segretari confederali CGIL (D. Barbi – F. Solari), CISL (F. Giacomassi – M. Petriccioli), UIL (G. Loy)
U.S.
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