Ue: Cgil, ripartire da investimenti, lotta a evasione, riduzione tasse lavoratori


Roma, 6 giugno – “Non c’era bisogno di aspettare la lettera Ue, lo diciamo da tempo: le politiche economiche del Governo sono sbagliate e le vulnerabilità del bilancio e del debito pubblico vanno ricercate nell’ultima legge di Bilancio che non ha aumentato le risorse per gli investimenti”. È quanto si legge in una nota della Cgil nazionale, nella quale si sottolinea: “anche la stima flash dell’Eurostat di oggi ci conferma una crescita, nel primo trimestre di quest’anno, dello 0,1%, il dato peggiore dopo il -0,1% della Lettonia”.

“Basta tergiversare. Per ripartire e invertire il declino del nostro Paese colmando i divari territoriali, serve innanzitutto – prosegue la Confederazione – programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici, oggi il 30% in meno rispetto ai livelli pre-crisi, per infrastrutture materiali e immateriali a partire da istruzione, ricerca, sanità, e serve governare la politica industriale per l’innovazione e la sostenibilità”.

Sul versante delle politiche fiscali sono due gli obiettivi indicati dalla Cgil: “servono una riforma fiscale che favorisca la redistribuzione, riducendo il cuneo sui lavoratori, e la lotta all’evasione, e non ulteriori condoni e tasse piatte”.

Infine, per il sindacato di corso d’Italia “cambiare la governance economica e le politiche della Ue significa, ad esempio, scomputare gli investimenti pubblici dal calcolo del 3%. Per fare questo – conclude la Cgil – non sono utili gli atteggiamenti muscolari, si devono al contrario costruire le alleanze in Europa per determinare il cambiamento delle politiche economiche”.


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