Turismo: Cgil, per accoglienza di qualità serve lavoro di qualitá


Roma, 12 giugno – Settore strategico per l’economia del nostro Paese, in costante crescita, ma frammentato e caratterizzato da illegalità, lavoro nero e precarietà. Il settore del Turismo necessita urgentemente di essere messo a sistema. Di questo si è discusso oggi in occasione della Conferenza pubblica, promossa dalla Cgil, sul valore e sulle politiche di questo comparto.

Per dare piena attuazione al Piano strategico del 2017, la Confederazione ha fatto appello, nel corso del confronto con interlocutori istituzionali e del settore, prima al ministero del Lavoro: “occorre, in un settore in cui sommerso e precarietà sono purtroppo pane quotidiano, vigilare sul nero e sull’evasione, dichiarare inapplicabili i contratti pirata, abolire voucher e falsi co.co.co, a favore dei Ccnl”. Poi rivolgendosi al ministero dell’Istruzione ha affermato: “serve una ricognizione del mercato del lavoro e innovare il sistema formativo per sostenere nuove professionalità e rafforzare così l’occupabilità”. “Ai lavoratori stagionali – prosegue la Cgil – vanno garantiti gli ammortizzatori sociali. È fondamentale un intervento normativo, la Naspi non offre tutele sufficienti” (leggi relazione introduttiva).

Secondo la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti, intervenuta all’iniziativa “per rilanciare il turismo e renderlo davvero strategico per il Paese bisogna partire da un principio: se non c’è lavoro di qualità, non ci sarà un settore di qualità e quindi un’accoglienza di qualità”. “Questo comparto – prosegue – è lo specchio delle problematiche di tutto il mercato del lavoro,  dall’alto tasso di irregolarità al sottoinquadramento delle professioni, alla mancanza di adeguate coperture in termini di ammortizzatori sociali. Le sfide sono quindi quella della digitalizzazione, dell’innovazione e del lavoro di qualità”.

Le conclusioni della conferenza sono state affidate al segretario confederale della Cgil Vincenzo Colla il quale ha affermato “la cultura politica è purtroppo lontana dalla strategicità di un settore che contribuisce all’economia del Paese per il 13% del Pil e che occupa 3,5 mln di persone. Se si dovessero interrompere i flussi turistici l’Italia crollerebbe”. Inoltre, Colla ricorda che “è stato costituito un coordinamento del turismo, una struttura politico-sindacale per fare contrattazione a partire dai bisogni dei territori. Una contrattazione non solo del lavoro, ma anche dello sviluppo e dell’innovazione, dell’energia, della sostenibilità, delle infrastrutture, della legalità, della formazione delle competenze. Al Governo chiediamo di istituire una cabina di regia per rendere pienamente operativo il Piano Strategico”. In conclusione, ha ribadito “non possiamo permetterci di avere un lavoro così precario in un settore così strategico”.