Giovedì scorso, 9 giugno, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto legge per il
riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi, dei dipendenti pubblici e privati, previsto dal “collegato lavoro”. E' quanto fanno sapere
Nina Daita, coordinatore dell'area disabilità CGIL nazionale e
Michele Gentile, coordinatore del dipertimento Settori Pubblici CGIL nazionale, in una nota.
I dirigenti sindacali ricordano che, sul tema, la Confederazione aveva proposto degli emendamenti per rendere la norma “più equa e chiara”. Alcune delle richieste avanzate dalla CGIL, avvertono Daita e Gentile “sono state accolte, ma altre, di grande importanza per i lavoratori, sono state del tutto ignorate”.
“Il Governo ha accolto alcuni nostri rilievi – spiegano i dirigenti sindacali -, come la possibilità che il congedo possa essere utilizzato anche se la persona disabile è ricoverata a tempo pieno nel caso in cui la struttura sanitaria ne attesti la necessità”. Ma non è stata accolta invece, lamentano Daita e Gentile “la nostra richiesta per prevedere la possibilità di usufruire dei congedi per i parenti oltre il secondo grado anche se questi dovessero mancare”, così come aggiungono “per i congedi straordinari per gli invalidi civili sono state introdotte delle limitazioni”.
Rimane quindi un “provvedimento parziale” e non quello che pretende di essere e cioè una revisione generale del sistema di permessi e congedi. Ma, soprattutto, denunciano Daita e Gentile “è un provvedimento il cui obiettivo principale non è sicuramente quello di aumentare le risorse a disposizione per le persone con disabilità” che invece, a maggior ragione dopo i tagli operati da questo governo, concludono i sindacalisti “ne hanno assolutamente bisogno”.
Pubblichiamo lo
Schema di Decreto approvato e gli
emendamenti della CGIL, dove sono evidenziate le proposte accolte.