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Un Piano per le città e per il lavoro
24/04/2012  | Ambiente e territorio Condividi su:  condividi su Facebook condividi su Twitter

La CGIL da tempo guarda alla trasformazione delle città come necessità per rispondere ai bisogni abitativi e ai problemi del vivere e dell'abitare. Rispondere a questi bisogni e riqualificare le città rendendole più vivibili, può innescare nuove attività e occupazione, oltre che favorire a livello territoriale uno sviluppo sostenibile.

Ci auguriamo che le dichiarazioni del Ministro Passera, rilasciate nella prima parte del Convegno organizzato da ANCE e Legambiente a Roma e discusse oggi nella seconda parte del convegno svolto a Milano, non siano l'ennesimo preannuncio di iniziative per la crescita da parte di un Governo che non ha ancora intrapreso nessun provvedimento in questa direzione.

Il Ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha riaffermato l'intenzione di programmare un Piano per le città, progetto al quale sostiene di sentirsi molto impegnato perchè coerente con il Piano per la crescita sostenibile. Il Ministro ha appoggiato le istanze dei costruttori i quali, memori della proposte condivise con le organizzazioni sindacali di categoria per affrontare la crisi, consapevoli della conclusione di un ciclo urbano espansivo, hanno dichiarato la necessità di guardare a progetti di riconversione, attraverso procedure semplificate e incentivi per i proprietari, a obiettivi di risparmio energetico, all'occasione che offre la dismissione del patrimonio pubblico.

Sono in preparazione norme per l’accelerazione sui piani casa, per l'housing sociale, per per riqualificare il patrimonio immobiliare. Il Governo punta a mobilitare fondi diretti, che dovrebbero metter in circolo anche risorse private.

Tra le misure richieste dai costruttori c'è fiscalità di favore, per aiutare le giovani famiglie nell'acquisto della prima casa attraverso mutui di sostegno: appare strano che ci sia consapevolezza che il grande ciclo dell'espansione, che ha visto nel nostro Paese la costruzione di quattro milioni di abitazioni negli ultimi 15 anni, sia concluso, che oggi ci troviamo a fronteggiare una forte emergenze abitativa anche in presenza di quasi un milione di abitazioni vuote, che la produzione più recente registri una quantità notevole di invenduto - segno che le famiglie non sono più indirizzate all'acquisto - ma che le soluzioni cercate sono quelle che hanno caratterizzato il ciclo precedente: la costruzione di ulteriori abitazioni da destinare alla proprietà.

E' importante essere presenti su questa partita per evitare che un piano per le città si riduca solo a nuove abitazioni da vendere. La CGIL ha attivato un confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulle politiche abitative, e in questo ambito si riserva di richiedere l'apertura di un tavolo specifico sull'argomento.


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