Sviluppo sostenibile: la piattaforma integrata della Cgil


La Cgil Nazionale è stata, negli ultimi anni, partecipe e protagonista del dibattito, delle proposte, della costruzione di alleanze e delle sollecitazioni al Governo sul tema dello sviluppo sostenibile. Sappiamo, ormai in molti, l’importanza che riveste questo tema nel dibattito internazionale ed europeo. In particolare la questione è stata approfondita con il convegno tenutosi il 3 maggio 2016, con la partecipazione attiva dell’Asvis, con le alleanze per il clima, con le attività svolte con il sindacato europeo (Ces), con la presenza attiva al HLPF (High-level Political Forum on Sustainable Development) organizzato dall’ONU a New York nel luglio 2017. Inoltre, è stato possibile, in alcune occasioni, il confronto con il Governo.
In questi anni si è costruita la convinzione collettiva che il tema dello sviluppo sostenibile dovesse essere messo, sempre più, al centro della nostra organizzazione. Con la conferenza di Programma della CGIL Nazionale di quest’anno abbiamo definitivamente posto in evidenza questa questione non solo così complessa, ma anche così necessaria per definire e ridefinire gli interessi, i bisogni, le aspettative, i diritti dei lavoratori e dei cittadini.
Partendo da questi approfondimenti e con le analisi acquisite con gli studi sulla doppia crisi (lavorativa e ambientale) la CGIL, in preparazione per l’importante e imminente Congresso nazionale, ha considerato lo sviluppo sostenibile tra i temi rilevanti della prossima attività congressuale, attività che è, in verità, già in svolgimento con le prime assemblee. La CGIL sta riconsiderando le relazioni tra le sue elaborazioni consolidate, le azioni legate alla Carta dei diritti (proposta di legge e referendum), il Piano del lavoro (per l’occupazione, in particolare giovanile, femminile e nel Mezzogiorno) e il nuovo modello di sviluppo sostenibile che deriva dalla Strategia ONU 2030.
La “Piattaforma integrata per lo sviluppo sostenibile” presentata ufficialmente nel Convegno del 27 marzo 2018, vuole essere la prima sintesi operativa e di elaborazione sul tema. Già a partire dal titolo abbiamo voluto dare una chiara impronta: stiamo proponendo a Cisl e Uil di elaborare una Piattaforma integrata per lo sviluppo sostenibile. Vogliamo dire e ribadire che su questo tema il sindacato c’è e si sta impegnando per usare il classico strumento della Piattaforma per impegnarsi e per impegnare le controparti, consapevoli che si tratta di una questione molto rilevante per il benessere non solo dei lavoratori e dei cittadini, ma del Pianeta nella sua interezza.
La Piattaforma integrata ha nei territori, nei luoghi, nelle città, lo spazio più adatto per la proposta operativa. Proprio per questo la CGIL ha già tenuto iniziative sui territori di verifica e di approfondimento. Nel contempo abbiamo voluto indicare le chiavi di indirizzo scegliendo l’acqua, la terra, e l’aria come i temi che danno spessore e profondità al nostro ragionamento. Mettere in azione queste parole chiave significa aprire immediatamente un confronto collettivo sui beni comuni, sull’innovazione tecnologica, sulla gestione attenta e rispettosa delle materie prime, sul benessere dei cittadini, sull’occupazione legata agli investimenti su infrastrutture e servizi che andranno a creare anche una maggiore domanda pubblica.
Per rendere evidente la possibilità reale di azione abbiamo raccolto e selezionato in uno sforzo programmatico, una parte delle direttive, delle leggi, delle documentazioni ritenute utili per mettere in campo già oggi un primo indirizzo selettivo, nuove indicazioni e la possibile operatività. Per noi resta chiaro che i territori devono essere i protagonisti. Protagonisti, però, che hanno bisogno di organizzarsi per dare priorità a questi temi coniugandoli ad altri fondamentali (per questo parliamo di Piattaforma integrata), tenendo sempre a mente che lo sviluppo sostenibile, il nuovo modello di sviluppo necessario, non sono più temi rinviabili al domani. Oggi è il tempo giusto per partire, nell’interesse dell’umanità intera.
La Piattaforma integrata per lo sviluppo sostenibile affronta con grande chiarezza e incisività il capitolo delle risorse finanziarie da mettere in campo. Vogliamo dare forza all’idea di programmazione e di concertazione implicite in questa scelta. Siamo consapevoli che fuori dallo spazio collettivo e programmatico il Paese, l’Europa, il mondo non possono affrontare temi di enorme portata come quelli dei cambiamenti climatici e della piena occupazione. I bilanci degli Stati, gli indirizzi fiscali, le risorse finanziarie nazionali e internazionali devono tendere a ricostruire un quadro di sostegno economico per l’obiettivo posto. Vogliamo partire dall’oggi, però. Per questo abbiamo indicato quali risorse sono già disponibili e quali potrebbero essere attivate con scelte semplici, legate alla volontà politica nazionale in materia fiscale.
Nel sottotitolo della Piattaforma abbiamo voluto sottolineare come la “vertenza è multilivello”. Così abbiamo espressamente richiamato il metodo europeo di confronto e concertazione che è stato consolidato dall’Unione Europea nella Programmazione 2014 -2020. Il Libro verde sulla Governance europea multilivello del 2001 e tutti i numerosi passaggi che si sono susseguiti fino a oggi, hanno voluto indicare una nuova modalità per organizzare la partecipazione e il ruolo decisionale dei cittadini, delle organizzazioni sindacali, degli enti locali e delle associazioni nelle materie di interesse europeo. La CGIL ritiene che questo stesso metodo dovrebbe essere applicato per affrontare la Strategia nazionale per lo Sviluppo sostenibile da parte del Governo che verrà, considerando i pochi passi fatti dal Governo precedente del tutto insufficienti, anche e soprattutto se si guarda al metodo adottato. Le stesse affermazioni fatte dal Governo nel luglio 2017 a New York in sede ONU riguardo le relazioni e i metodi di confronto, non sono state seguite dai fatti.
Il Festival dello Sviluppo sostenibile, organizzato dall’Asvis anche per il 2018 è, invece, una modalità forte della società italiana. Una società che si è e che si sta organizzando per raccogliere la domanda di lavoro, ambiente, diritti, nuova economia. Una domanda che si è alzata dalle persone, dalle associazioni, dalle organizzazioni sindacali a livello territoriale, nazionale e mondiale per una giusta transizione verso nuovi valori e priorità.