Sviluppo: FDV Cgil e Tecnè, sale Pil ma crescono disuguaglianze e cala fiducia


Camusso, dinamiche crescita non diminuiscono diseguaglianze

Roma, 3 febbraio – Nonostante la crescita del Pil, la qualità dello sviluppo del Paese nel 2017 si ferma agli stessi livelli del 2016. Ciò è determinato dalla permanenza di una grande area di povertà e da un’ancora più grande area di vulnerabilità economica e sociale. Crescono le diseguaglianze e la forbice sociale si allarga, con la ricchezza che tende a concentrarsi nella popolazione ad alto reddito. Aumentano le distanze territoriali tra nord (in particolare il nord-est) e il resto del Paese. Cala la fiducia economica e le attese per i prossimi 12 mesi. Peggiora l’indice che misura l’equità economica. E’ questa la fotografia che emerge dal “Rapporto 2017 sulla qualità dello sviluppo in Italia” elaborato dalla Fondazione Di Vittorio e dall’Istituto Tecnè.

Per quanto riguarda la fiducia economica, rispetto a un anno fa, a fronte del 5% che ritiene migliorata la condizione economica della propria famiglia, c’è un 28% che l’ha vista ulteriormente peggiorare. E quanto la forbice si stia allargando lo si rileva tra chi ha un reddito fino ad 850 euro netti al mese, dove la percezione del miglioramento cala all’1% mentre quella del peggioramento sale al 49%.

Né va meglio la percezione per il futuro della propria famiglia. Il 75% pensa, infatti, che tra 12 mesi la situazione economica sarà uguale a quella di oggi mentre il 16% teme addirittura un peggioramento.

Per quanto riguarda le attese sull’andamento dell’occupazione nei prossimi mesi, per il 44% resterà stabile e per il 38% farà registrare una diminuzione.

Infine, gli italiani sono ancora più pessimisti sul futuro economico del Paese. Per il 32%, infatti, sarà peggiore di oggi, per il 51% uguale e solo per il 17% migliore.

Il “Rapporto 2017 sulla qualità dello sviluppo in Italia” elaborato dalla Fondazione Di Vittorio e dall’Istituto Tecnè.