Stoccaggio rifiuti: la circolare del Ministero non risolve i problemi


Il 15 marzo scorso la Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del Ministero dell’Ambiente ha pubblicato la circolare ministeriale n.4064, recante “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”. La circolare si rivolge a tutte le strutture territoriali di competenza in grado di eseguire controlli e contiene principalmente criteri operativi, di carattere estremamente generico, per una gestione ottimale degli stoccaggi negli impianti che gestiscono rifiuti.
Sono, infatti, fornite indicazioni relativamente ai seguenti aspetti:

– Ubicazione degli stabilimenti che gestiscono rifiuti;
– Requisiti organizzativi e generali degli impianti che effettuano stoccaggio di rifiuti;
– Impianti e sistemi di protezione e sicurezza ambientale previsti;
– Modalità operative e gestionali, anche relative alla gestione delle emergenze;
– Attività di controllo dell’attività di gestione

Nello specifico, il punto di partenza restano le recenti linee guida per l’individuazione e l’utilizzazione delle migliori tecniche disponibili in materia di gestione dei rifiuti in vigore: si elencano di conseguenza, percorsi utili per la gestione delle situazioni critiche, da implementare a cura delle Autorità preposte.
Nel paragrafo 2 vi è un richiamo alla pluralità di procedure autorizzative previste dalla normativa per l’autorizzazione allo stoccaggio dei rifiuti inteso sia come operazioni di smaltimento sia come operazioni di recupero. Al paragrafo 3 viene espressa l’obbligatorietà della prestazione di garanzia finanziaria da parte dell’impresa richiedente l’autorizzazione allo stoccaggio rifiuti. Al paragrafo 4, invece, si dettano indicazioni sulla prevenzione del rischio negli impianti di gestione: l’attività deve rispondere alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché alle norme generali di prevenzione degli incendi, che impongono al datore di lavoro di valutare tutti i rischi connessi all’esercizio dell’impianto. Pertanto, in caso di incendio, si devono seguire tutte le opportune azioni previste nel piano di gestione dell’emergenza, anche in conseguenza dei possibili rischi di natura chimico-biologica. Successivamente, il Ministero fa riferimento alle differenze tra lo stoccaggio dei rifiuti liquidi e quelli di natura solida, sottolineando la necessità di garantire un’adeguata ventilazione degli ambienti. Necessario poi, che il personale sia adeguatamente formato, anche in relazione al contrasto del rischio incendio e sotto la supervisione di un direttore operativo cui spetta un ruolo di controllo generale. Infine, al paragrafo 6, si ricorda che la gestione operativa dell’impianto deve essere affidata ad un direttore tecnico, opportunamente formato e che abbia superato le verifiche di idoneità previste dall’art. 13, comma 1, del DM 3 giugno 2014, n. 120.
Per quanto concerne, invece, gli impianti al di fuori dell’A.I.A., è essenziale definire una strategia che assicuri una maglia di controlli più ampia possibile, comprensiva della realizzazione di una scheda esemplificativa, comprendente tutte quelle verifiche di tipo visivo e speditivo che consentono, già ad un primo esame, di valutare la regolarità di un impianto.
Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato la circolare con toni quasi trionfalistici ed in risposta ai numerosi episodi di incidenti occorsi all’interno di impianti di gestione dei rifiuti.

Da un’analisi del testo, però, rintracciamo solo numerose indicazioni di carattere generale e quasi affidate al buon senso, più che a criteri tecnico/professionali, che il caso certamente richiederebbe. Riteniamo, pertanto, quantomeno poco adeguato ed inefficace tale intervento, che ribadisce quanto già più volte segnalato: lo scarso interesse da parte degli organi competenti e l’approccio inadeguato rispetto ai temi in oggetto. In tale contesto, rilanciamo l’appello della messa in atto di una politica programmatica, efficace e lungimirante finalizzata alla soluzione reale delle annose questioni che concernono la
messa in sicurezza dei rifiuti, del territorio e delle popolazioni che lo abitano.
La CGIL, per il superamento della confusione sulla gestione dei rifiuti e della mancata messa in sicurezza del territorio, con le sue proposte contenute nella Piattaforma integrata per lo sviluppo sostenibile, suggerisce soluzioni – istituzionali e contrattuali – per una corretta gestione di questi temi, che hanno una grande importanza per le ricadute soprattutto sull’occupazione.
Per maggiori approfondimenti si rimanda alla lettura del testo integrale della circolare, allegato al presente documento.

circolare_prot_4064_15_03_2018-1(1)