Stalking, 162 ter: Cgil, Cisl, Uil, inaccettabile includere stalking tra reati estinguibili con risarcimento


Roma, 28 giugno – “La denuncia  lanciata dai sindacati in merito allo stalking, di fatto in parte depenalizzato dalla riforma del processo penale, non è una bufala, tantomeno un ‘procurato allarme’, come qualcuno improvvidamente ha scritto. Ma evidenzia la necessità di una maggiore cura e attenzione nel formulare norme che attengono alla sfera della tutela delle donne vittime di stalking”. È quanto si legge in una nota unitaria a firma Loredana Taddei, responsabile nazionale delle Politiche di Genere della Cgil, Liliana Ocmin, responsabile del coordinamento nazionale donne Cisl e Alessandra Menelao, responsabile nazionale dei centri di ascolto della Uil.

“È un fatto innegabile – proseguono – che con il nuovo art.162 introdotto dalla recente Riforma della Giustizia sarà possibile estinguere i reati perseguibili a querela con le condotte riparatorie, con un risarcimento”. Per le dirigenti sindacali “è grave che tra questi reati, poiché non è stato espressamente escluso dal ‘calderone’ di quelli che si possono rimettere, sia di fatto compreso anche lo stalking”.

Per Taddei, Ocmin e Menelao è quindi necessario “che il reato, nella parte in cui prevede la remissione della querela, venga espressamente escluso dalla 162 ter, e soprattutto che non sia monetizzabile”. “Il danno che produce anche sul versante culturale – sostengono – è enorme, e porta alla sottovalutazione dei segnali di stalking cosiddetti ‘meno gravi’, ma che per il loro potenziale meno gravi non sono, e che se perseguiti possono impedire l’escalation della violenza, vero nodo del fenomeno dello stalking”.

“È inaccettabile – concludono le responsabili di Cgil, Cisl e Uil – che la politica non presti l’attenzione dovuta a temi come quello della violenza contro le donne, ormai ogni giorno al centro dei fatti di cronaca”.