Sistri – sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti: la storia infinita


Due provvedimenti giunti alla fine dello scorso anno fanno slittare al 2019 la piena operatività del sistema di tracciabilità dei rifiuti Sistri. Tra le principali novità, oltre al rinvio, vi sono l’avvio delle procedure per la regolarizzazione dei contributi non pagati, la digitalizzazione delle scritture ambientali tradizionali e la nuova modulistica per la denuncia ambientale “Mud” da presentare entro il prossimo aprile 2018.
Nello specifico, la legge 205/2017 prevede che fino al subentro di un nuovo gestore Servizio e comunque non oltre il 31/12/2018 non verranno applicate le sanzioni per omesso tracciamento. Si applicano, ma con riduzione al 50% le sanzioni per mancata iscrizione e/o omesso versamento del contributo. Continuano, infine, ad applicarsi gli adempimenti relativi ai registri di carico e scarico, formulario di trasporto dei rifiuti, la denuncia annuale Mud e le relative sanzioni “pre Sistri”. Per quanto concerne il recupero dei contributi, con un decreto del Ministero dell’Ambiente saranno definite le procedure per la regolarizzazione dei contributi non corrisposti e delle richieste di rimborso o conguaglio.
Sempre nell’esordiente art. 194-bis del Codice ambientale trovano collocazione le norme dedicate alla “semplificazione del procedimento di tracciabilità dei rifiuti”, che prevedono l’informatizzazione delle tradizionali scritture di tracciamento dei rifiuti. In primo luogo si prevede infatti, in attuazione del dlgs 82/2005 (recante il Codice dell’amministrazione  digitale) che la compilazione e tenuta sia del registro di carico e scarico rifiuti che del formulario di trasporto possano essere effettuati in formato digitale. In secondo luogo si stabilisce che il Miniambiente “può” con proprio decreto predisporre il formato digitale degli adempimenti relativi alle suddette due scritture (previste, rispettivamente dagli art. 190 e 193 del dlgs 152/2006). In terzo luogo viene stabilito che la trasmissione della quarta copia del formulario di trasporto dei rifiuti è consentita anche mediante posta elettronica.
Il Sistri, istituito nell’ormai lontano 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la regione Campania, nasceva con l’intento di trasferire in formato digitale gli  adempimenti burocratici precedentemente svolti in forma cartacea con il Mud, col Registro di carico e scarico dei rifiuti e col Formulario di identificazione dei rifiuti, grazie all’utilizzo di due apparecchiature elettroniche: quello da montare sui mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti per tracciarne i movimenti, e un software per la documentazione di accompagnamento.
Il numero di imprese interessato, stimato in 400 mila, comprende tutte le filiere di produzione dei rifiuti industriali, artigianali, i trasportatori, i gestori di impianti di recupero e smaltimento, gli intermediari e i commercianti, i comuni e gli enti e le imprese che gestiscono i rifiuti urbani nel territorio della Regione Campania, tutti obbligati al pagamento di un contributo annuale.
La strada del sistema è stata tutta in salita: l’avvio ufficiale, inizialmente previsto per luglio 2010, è stato poi rinviato per ben 8 volte successive solo sino al 1 ottobre 2013, quando è entrato in vigore per gli Enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e detenzione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori (art. 11, co. 2). A partire dal 3 marzo 2014, invece, il SISTRI si è esteso anche ai produttori iniziali di rifiuti pericolosi e ai Comuni e alle imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della regione Campania (art. 11, co. 3).
Nel 2014 il Ministero dell’Ambiente, con il decreto legge 12 settembre 2014 n.133 (decreto “Sblocca Italia”) decide di avvalersi di Consip per bandire la gara relativa al nuovo sistema, da affidare in concessione. Con il “milleproroghe” 2014 viene anche stabilita la sospensione delle sanzioni alle imprese ancora inadempienti in vista della realizzazione del nuovo sistema che, come viene dichiarato, sarà più a misura degli operatori e sarà affidato con una procedura trasparente. Il 26 giugno 2015 Consip mette a gara una concessione quinquennale con una base d’asta di 260 milioni di euro. Ad agosto 2016
Consip aggiudica la gara per la gestione in concessione del nuovo sistema al raggruppamento di imprese formato da AlmavivA, TIM e Agriconsulting, con un contratto della durata di 5 anni prorogabili di altri 2.
A tutto ciò, si aggiungono i recenti cambi descritti poc’anzi che lasciano presagire che nemmeno il 2018 sarà l’anno in cui il sistema diventi pienamente operativo.
Molteplici le ragioni dei rinvii: dal collaudo effettuato nel giugno 2011, su sollecitazione delle associazioni imprenditoriali e che ha registrato problemi e malfunzionamenti delle apparecchiature sino alla necessità di coprire con il Segreto di Stato la procedura di affidamento degli appalti. A parte il disastroso click day del 2011, il sistema è risultato mancante di armonizzazione/interoperatività del linguaggio informatico rispetto a quello di amministrazione delle imprese, costrette ad adattarsi alle procedure “legnose” di Sistri, con relativo dispendio di tempo, denaro e nervosismo. Quanto ai costi, basti ricordare che la tassa (contributo) iniziò ad essere pagata obbligatoriamente dall’inizio, per un servizio che non veniva ed in realtà non è mai stato erogato. E ancora, ingenti sono stati i costi sostenuti delle imprese per dotare i mezzi aziendali delle famose black box e delle chiavi Usb, accompagnate dai leggendari problemi di funzionamento.
La corretta gestione dei rifiuti rappresenta per il nostro Paese una questione di notevole rilievo, e tuttora irrisolta. La mancanza di un piano globale ed il mancato adeguamento alle normative europee rappresentano le principali criticità da superare nell’immediato futuro.
In tale contesto, sono inammissibili ulteriori proroghe, che vanno controcorrente rispetto agli indirizzi europeii, come quelle riguardanti il Sistri.

La CGIL, ha più volte denunciato i ritardi e le mancanze nella piena applicazione del sistema, che testimoniano disinteresse da parte degli organi competenti e la mancanza di una politica seria ed efficace sui temi ambientali. Il Sistri rappresenta un sistema, senza dubbi complesso, ma necessario a garantire il benessere dell’ambiente e delle popolazioni che lo abitano, impedendo in modo definitivo l’infiltrazione malavitosa nei processi di trattamento dei rifiuti.