Sirti: Fim, Fiom, Uilm, Cgil, Cisl e Uil, l’azienda impone e la Commissione scioperi dispone


“La Commissione preposta all’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (l.n.146/90), ha il compito di garantire il contemperamento tra il diritto di sciopero e i diritti costituzionali degli utenti. L’azienda Sirti ha escluso, fino al 2020, che le sue attività fossero da ricomprendere tra i servizi pubblici. Ed, infatti, per gli scioperi tenutisi fino ad ottobre del 2020, non è mai stata richiesta
l’applicazione della legge 146/90”. Così in una nota Roberto Benaglia, segretario generale Fim, Francesca Re David, segretaria generale Fiom, Rocco Palombella, segretario generale Uilm, Emilio Miceli, segretario nazionale Cgil, Andrea Cuccello segretario nazionale Cisl, Tiziana Bocchi segretario nazionale Uil.
“Solo nel momento più critico della vertenza e solo al fine di alterare le regole del conflitto – spiegano i dirigenti sindacali -, l’azienda ha scoperto le potenzialità offensive della legge limitativa dello sciopero e ha richiesto alla Commissione di valutare negativamente l’astensione effettuata il 9 ottobre 2020.
Nell’esame dello sciopero, indetto dalle organizzazioni sindacali Fiom, Fim, Uilm, contro l’azienda
Sirti, la Commissione ha mancato l’obiettivo del contemperamento. Senza disporre alcuna istruttoria
di verifica, circa la legittimità della richiesta della Sirti di estendere l’ambito di applicazione della
l.n.146/90 anche alle attività dalla stessa svolte, ha valutato negativamente lo sciopero(delibera
n.21/03). Del tutto ignorate – proseguono – sono state le richieste, avanzate dalle organizzazioni sindacali alla Commissione, di svolgere un approfondimento anche in modo sommario, sulle attività della
Sirti; un’istruttoria dovuta che, se fosse stata esperita, avrebbe consentito alla Commissione di
accertare l’assoluta estraneità delle attività svolte dalla Sirti all’elenco dei servizi ai quali si applica la
l.n.146/90”.
Fim, Fiom, Uilm, Cisl, Cgil, Uil nell’annunciare che impugneranno la delibera dinanzi al giudice del
lavoro, esprimono grande preoccupazione, per un comportamento della Commissione che si è tradotto
nell’incondizionato accoglimento delle tesi sostenute dall’azienda, trasformando l’Autorità Garante del
contemperamento tra il diritto di sciopero e gli altri diritti costituzionali, in un organismo di parte non
a garanzia degli utenti dei servizi pubblici essenziali, bensì degli interessi delle imprese.
“Le medesime organizzazioni sindacali – concludono – ritengono che debba essere valutato come irresponsabile il comportamento della Commissione. I lunghi tempi della giustizia civile, nell’accertamento della illegittimità della delibera adottata dalla Commissione, consentiranno, all’azienda Sirti, di trarre un
notevole vantaggio a scapito delle giuste rivendicazioni dei lavoratori”.