Sicurezza: Cgil e Associazioni, sentenza Corte Costituzionale risultato storico, finalmente cade un tabù “Riconosciuto a militari diritto di associazione sindacale. Ora legge di iniziativa popolare”


 

 

Roma, 12 aprile – “La Corte Costituzionale chiamata ad esprimersi dal Consiglio di Stato, a fronte di un ricorso giurisdizionale proposto da Assodipro e sostenuto da Cgil, Fp Cgil, Silp Cgil, Ficiesse e il Giornale dei militari, riconosce la libertà per i militari di avere autonome e libere organizzazioni sindacali, seppure di carattere professionale e senza possibilità di aderire ad altri sindacati. La Corte riconosce la necessità di definire opportune limitazioni ed invita il Parlamento a legiferare in tal senso. La nostra azione e la nostra iniziativa sono state decisive e hanno determinato gli atti e le condizioni per l’affermazione di un processo di democratizzazione delle forze armate di cui il nostro Paese aveva uno straordinario bisogno e che adesso consente di recuperare ritardi anacronistici ed inspiegabili”. È quanto si legge in un comunicato stampa congiunto di Cgil nazionale, Assodipro, Fp Cgil, Ficiesse, Silp Cgil e Il giornale dei militari.

“È un risultato che segna un passaggio storico – prosegue la nota – e che rappresenta un segno di civiltà fino ad ora ingiustamente mortificato”. Cgil e Associazioni annunciano che “adesso il lavoro continua. Nel solco aperto dalla Corte Costituzionale, elaboreremo una proposta di legge di iniziativa popolare per aiutare la politica a legiferare, in modo da tener conto del dettato costituzionale e delle legittime aspettative dei militari, evitando il rischio che l’eventuale inerzia del legislatore vanifichi lo sforzo della Corte o che i futuri provvedimenti normativi impongano restrizioni, limiti e costrizioni tali da rendere la guadagnata libertà sindacale un mero vuoto contenitore”.

“Ma – aggiungono – lavoreremo anche perché sia rivisto il Codice dell’Ordinamento Militare, che contiene norme anacronistiche e lacune, come ad esempio l’assenza del reato di molestie sessuali o di mobbing”. Inoltre “anche la legge 121 del 1981 che, oltre a smilitarizzare la Polizia di Stato, introdusse per gli operatori di Polizia la possibilità di avere organizzazioni sindacali, ha bisogno di un tagliando, di un aggiornamento ormai ineludibile a distanza di 37 anni”.

“Le scriventi Associazioni – concludono Cgil nazionale, Assodipro, Fp Cgil, Ficiesse, Silp Cgil e Il giornale dei militari – danno vita pertanto ad un comitato che si impegnerà all’elaborazione di tali obiettivi e all’organizzazione delle iniziative necessarie per sostenerli”.