Salario minimo: Cgil, con ministero Lavoro incontro utile per chiarire alcuni punti


Roma, 5 giugno – “Un incontro utile e importante per chiarire ulteriormente alcune posizioni e alcune interpretazioni del testo”. Così la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, dopo la riunione tecnica al ministero del Lavoro per proseguire il confronto sul salario minimo.

“La materia, direttamente collegata alla contrattazione collettiva, – sottolinea la dirigente sindacale – è molto delicata, abbiamo quindi dichiarato in premessa che sarà essenziale comprendere sia l’iter del provvedimento sia se il testo oggetto di confronto è quello proposto dal governo, essendo stati depositati dalla maggioranza emendamenti molto differenti”.

“Riteniamo un passo avanti importante – aggiunge Scacchetti – l’intenzione di voler dare attuazione all’art. 36 della Costituzione, dando efficacia generale ai trattamenti economici complessivi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni più rappresentative, evitando così una logica di alternatività tra contratto e salario minimo legale. In questo contesto abbiamo tuttavia ribadito le nostre perplessità rispetto alla volontà di voler identificare comunque una cifra unica di riferimento, come trattamento minimo economico, cui si dovrebbero adeguare tutti i contratti collettivi nazionali”.

“Resta essenziale, per il giudizio che esprimeremo sul testo che potrà andare alla discussione del Parlamento, – prosegue la segretaria della Cgil – dare sostegno e rafforzare la contrattazione collettiva esercitata dalle organizzazioni più rappresentative, con norme che avanzino sulla misurazione della rappresentanza e della rappresentatività per contrastare il fenomeno del dumping e dei contratti pirata. In questo senso giudichiamo importante, nel testo presentato, il riferimento, ai fini della misurazione comparativa della rappresentatività in caso di pluralità di contratti applicabili, ai criteri definiti nel TU sulla rappresentanza definito nel 2014 con Confindustria, oltre che il richiamo alla necessità di misurare anche le associazioni datoriali”.

“Abbiamo infine ribadito – conclude Scacchetti – che coerenza vorrebbe che il Ministero sbloccasse la convenzione con l’Inps, necessaria per dare attuazione concreta alla certificazione della rappresentatività sindacale nelle aziende aderenti a Confindustria”.