Regione Veneto – Interventi e agevolazioni per il reinserimento dei lavoratori emigrati e loro famiglie nel territorio regionale.


ARTICOLO 1

Agli effetti della presente legge sono considerati emigranti i cittadini di origine veneta, per nascita o residenza, che abbiano maturato un periodo di permanenza all’estero, per motivi di lavoro, non inferiori a tre anni consecutivi. Sono da considerarsi parimenti emigranti i figli o il coniuge superstite di chi abbia comunque acquisito la qualifica di emigrante ai sensi del precedente comma. Ai fini del computo dei tre anni, l’attività lavorativa viene considerata annuale se esercitata per un periodo di tempo superiore a sei mesi. La permanenza all’estero, di cui al primo e al terzo comma del presente articolo, deve risultare da certificazione di autorità consolari o da documenti equipollenti. Sono esclusi dai benefici della presente legge gli emigranti che siano rientrati nel Veneto da oltre due anni.

ARTICOLO 2

La qualifica di emigrante, di cui all’articolo precedente, è requisito sufficiente per concorrere ai benefici previsti dalle leggi regionali, purché prima dell’effettiva erogazione dei contributi l’emigrante sia in grado di documentare il possesso dei requisiti specifici previsti dalla legge regionale relativamente alla quale la domanda è stata presentata. L’emigrante deve produrre la documentazione di cui al comma precedente entro il termine perentorio di 12 mesi dalla comunicazione della ammissione ai benefici. In caso di richiesta diretta agli istituti di credito il richiedente deve invece possedere all’atto della presentazione della domanda, oltre alla qualifica di emigrante, i requisiti specifici di cui al comma precedente.

ARTICOLO 3

Allo scopo di assicurare una continuità di intervento a favore degli emigranti, aventi i requisiti di cui agli artt. 1 e 2 della presente legge, è riservata a favore degli stessi una quota fino a un massimo del 10 per cento degli stanziamenti che verranno disposti dalle leggi regionali aventi per oggetto l’erogazione di provvidenze sotto forma di sovvenzioni, finanziamenti, contributi disposti ai fini di consentire l’avviamento o lo sviluppo di imprese o di attività economiche nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio, del turismo o di altre attività similari da parte di soggetti privati singoli o associati.

ARTICOLO 4

La Giunta regionale, entro il 30 novembre di ogni anno o, per le nuove leggi, entro 30 giorni dall’entrata in vigore delle stesse, sentito il parere della Consulta regionale per l’emigrazione e per l’immigrazione, di cui alla legge regionale 3 novembre 1977, n. 62, determina per ogni esercizio finanziario e per ciascuna legge regionale la quota di riserva ritenuta obiettivamente congrua al soddisfacimento delle istanze degli emigranti, sempre entro i limiti massimi fissati dal comma precedente. In fase di prima applicazione e comunque finché la Consulta regionale per l’emigrazione e per l’immigrazione non sarà in grado di svolgere compiutamente le sue funzioni, il parere della stessa ai sensi del precedente comma non è richiesto.

ARTICOLO 5

L’art. 6 della legge regionale 9 giugno 1975, n. 72, viene così modificato: