Raccolta firme su proposta di legge per abolizione incompatibilità tra lavoro dipendente o parasubordinato e professione di avvocato

Appello per la raccolta firme sulla proposta di legge Cgil, Anf, Mga
Testo dell'appello
Proposta di legge
Dove firmare


L’esigenza di far decadere l’incompatibilità tra subordinazione -o parasubordinazione- e professione di avvocato è emersa ormai da anni in diverse associazioni del settore (Ad esempio comunicato del 24/2/15 di MGA, o mozione 60 presentata da ANF -Associazione Nazionale Forense- al XXXIII Congresso nazionale Forense nonché le proposte dalla stessa formulate sin dal 2010)
Le motivazioni che hanno portato la Consulta delle professioni CGIL a lanciare questa richiesta di adesione ad una proposta di legge contemperano due diverse esigenze che le associazioni forensi hanno in questi anni evidenziato, motivazioni apparentemente contrapposte e che tuttavia trovano nell’abolizione della incompatibilità il loro punto d’incontro.
Innanzitutto la presa d’atto della situazione di migliaia di avvocati sans papier che già sono di fatto dipendenti di studi professionali e presentano gran parte degli elementi che identificano il rapporto di subordinazione senza goderne dei diritti (e senza beneficiare realmente nemmeno dei vantaggi e delle libertà connesse alla condizione di libero professionista).
Dall’altra parte questa modifica andrebbe a diminuire il numero delle imprese-avvocati, il numero degli studi professionali che studi non sono. Andrebbe, di fatto, a razionalizzare le modalità organizzative della professione forense, ponendo fine alla costrizione, che grava a carico di chiunque voglia svolgere la professione, di dover aprire, in fondo, una microimpresa spesso costosa e inefficiente.
Questa proposta farebbe decadere l’incompatibilità e andrebbe ad incentivare l’inclusione di queste nuove figure che andranno a nascere nel contratto collettivo nazionale di lavoro Studi professionali.
Sappiamo che, anche vista la particolarità di una professione che si occupa di un diritto costituzionalmente protetto, la decadenza dell’incompatibilità comporterà la ridiscussione di altre tematiche legate, per fare solo qualche esempio, alla previdenza (ripartizione dell’onere, contribuzioni minori ecc.), alla forma della delega, alla garanzia di indipendenza di giudizio intellettuale.
Crediamo tuttavia che sia necessario, oltre le diverse visioni, presentare alla politica innanzitutto la necessità che l’incompatibilità decada, delegando al parlamento l’armonizzazione normativa anche a seguito dell’audizione delle associazioni di avvocati.

Chiediamo alle associazioni forensi di unirsi con noi e contribuire a diffondere questa proposta, chiediamo agli avvocati di firmarla, per sanare una situazione ormai intollerabile per moltissimi avvocati giovani (ma non solo) e per dare razionalità e maggiore efficienza al sistema degli studi.
Invitiamo quindi a raccogliere il maggior numero di firme, attraverso le iniziative che organizzerà la Cgil e le associazioni che appoggiano la raccolta, perché queste siano presentate alle forze politiche che dimostreranno la volontà di appoggiarci per garantire un lavoro dignitoso agli iscritti all’Ordine che operano negli studi e per assicurare ai clienti un servizio trasparente e di qualità.