Presentati dal MIUR i dati di monitoraggio 2019 dell’offerta formativa terziaria di istruzione tecnica superiore ITS


Il MIUR, con  il supporto dell’assitenza tecnica di Indire, ha presentato anche quest’anno i dati di monitoraggio 2019 dell’offerta formatva di  Istruzione Tecnica Superiore ITS relativa ai corsi conclusi nell’anno 2017. E’ stato, inoltre, comunicato che il Ministro Bussetti ha firmato con anticipo, rispetto alla scadenza di settembre, il decreto previsto dalla legge di stabilità 2019 (c. 465-469)  che ridefinisce le modalità di erogazione delle risorse alle regioni per  i percorsi ITS. La quota stanziata è di 32 milioni di €, un aumento, quindi, rispetto al passato di 10 milioni di €; del totale della cifra 22 milioni saranno subito erogati, gli altri andranno a premiare i migliori ITS secondo i criteri di premialità adottati dal sistema. Altri 50 milioni di € c.a. si aggiungono a titolarità delle regioni.
Si resta in attesa, la scadenza è prossima, dell’emanazione del previsto DPCM che su proposta del MIUR, sentiti il Ministero del Lavoro ed il Ministero dello Sviluppo Economico previo accordo in Conferenza Stato-Regioni, deve ridefinire i nuovi standard organizzativi, gestionali e di valutazione degli ITS al fine di potenziare e rendere più efficace l’offerta formativa ITS che deve aumentare il suo bacino di attrattività.

Alla luce dei mutamenti e delle integrazioni che il sistema ITS ha conosciuto negli ultimi anni,  nonchè delle proposte di potenziamento e di  riorganizzazione del sistema stesso, il monitoraggio ITS 2019 curato dall’Indire sistematizza e rende disponibili, alcune delle informazioni necessarie a restituire lo stato dell’arte dell’offerta a livello nazionale e rilegge, comunque, in chiave evolutiva l’impianto anche in termini di valutazione.  Dai dati sulle migliori performance delle Fondazioni delle diverse aree (mobilità sostenibile) e da quelli che non soddisfano (efficienza energetica e tecnologie della vita), si evince come, unitamente al MISE, si debba lavorare alla revisione dele aree tecnologiche e dei settori di riferimento delle Fondazioni, anche sviluppando meglio le figure nzionali e manutentando quelle regionali. 74 Fondazioni ITS si presentano come vere eccellenze, mentre 1 ITS su 4 non appare all’altezza del suo compito.  Sui 139 percorsi monitorati  14 percorsi presentano problematicità per cui sono previste azioni di supporto attraverso anche atti di programmazione regionale, mentre 19 percorsi risultano critici per cui andranno fatte, con riferimento al processo di ridefinizione degli standard previsto dalla legge di bilancio 2019, le  opportune valutazioni. Alle regioni spetta una attenta programazione, valutazione  e manutenzione dell’esistente. Ci sono Fondazioni che non erogano corsi da alcuni anni ed altre che riescono a programmare solo un corso.
Ma dal monitoraggio  emerge anche come alcuni dei percorsi ITS, sebbene progettati nel 2015, abbiano saputo anticipare alcuni bisogni tecnologici e di innovazione di I.4.0. a riprova di quanto sia premiante per il sistema identificare gli ITS con reti chiare e leggibili di imprese in grado di assicurare la conformità del titolo di studio conseguito con competenze immediatamente spendibili  attraverso una chiara declinazione professionale. Il dato che riporta che l’80% di diplomati ITS ha trovato un lavoro a un anno dalla fine del percorso permette di sostenere che gli ITS reggono l’impatto con il mercato del lavoro in termini occupazionali.  Altro dato su cui riflettere e lavorare è quello sull’attrattività dei percorsi, visto l’aumento di iscritti laureati e liceali oltre che di  iscritti fuori sede (13,3%) soprattutto nell’area della mobilità sostenibile.
Si confida che le  evidenze emerse dal documento siano discusse  in sede di Commisione Nazionale ITS, dove sono presenti le parti sociali, al fine di individuare piste di lavoro a fronte delle richieste e sollecitazioni rivolte dalle organizzazioni sindacali sulla necessaria qualità ed efficacia del sistema per favorire l’innalzamento dei titoli di sutdio, l’occupazione di qualità e sostenere lo sviluppo del sistema produttivo e dell’economia locale e nazionale.

I PRINCIPALI DATI
Di seguito si sintetizzano i principali dati dei percorsi 2017 utili per tracciare un quadro conoscitivo dell’offerta formativa  terziaria non accademica ITS, mentre negli allegati si potranno approfondire le opzioni delle politiche perseguite da parte delle Fondazioni ITS e delle regioni nella programmazione triennale dell’offerta.
– 139 percorsi ITS erogati da 73 Fondazioni su 103 costituite
– il 45% dei percorsi formativi (62 ) ha avuto accesso all premialità. Le regioni con il maggior numero di percorsi premiati sono: Lombardia (n. 12), veneto (n. 12), Emilia Romagna (n. 8) . Ai primi posti nella fascia di eccellenza Puglia, Liguria, Umbria. Le aree tecnologiche con il più alto numero tra percorsi premiati e percorsi monitorati sono:

  •     nuove tencologie per il made in Italy sistema meccanica (86,3%)

–  nei percorsi la media di stage è del 42% di ore, il 27% delle ore di teoria in laboratori di impresa e di ricerca
–  i docenti per il 70% provengono dal mondo del lavoro
– 8.771 domande di iscrizione. Gli iscritti residenti  fuori sede sono il 13,3%
– 3.367 iscritti (uno scarto nella selezione del 38%) diplomati tra i 20-24 anni (44,9%) e i 18-19 anni (32.3%)  in prevalenza maschi (72,6%) provenienti da:

  •     istituti tecnici 62,3%  
  •     liceali (21,3%)
  •     laureati (6,1%)

– 2.601 diplomati (l’81%) si ritengono soddisfatti del percorso frequentato
– 80% (2068) di occupati a un anno tra i diplomati e di questi il 90%  (1.860) in un’area congruente con il percorso di studio. Il 10,3% non ha trovato lavoro, il 4,8% si è iscritto all’università, il 2,15 ha  un tirocinio extracurriculare, il 2,8% è irreperibile.
Le aree con le migliori performance occupazionali:

  •     83,4% area mobilità sostenibile
  •     82,5% area tecnologie dell’informazione e della comunicazione
  •     80,3% nuove tecnologie per il made in Italy (91,9% sitema meccanica, 86,3% sistema moda)

Le aree che non soddisfano in termini occupazionali:

  •     efficienza energetica 72,2%
  •     sistema agroalimentare 72,45
  •     nuove tecnologie della vita 72,7%
  •     sistema casa 57%

– 49,3% occupati con contratto a tempo  determinato o lavoro autonomo in regime agevolato, fatto salvo mobilità sostemibile dove prevale il contratto a tempo indeterminato e tecnologie dell’informazione e della comunicazione dove prevale l’apprendistato.


Allegati:

Graduatoria corsi ITS Monitoraggio nazionale 2019