Precari: UDU e Rete degli studenti in piazza il 9 aprile ‘il nostro tempo è adesso’


“Non potevamo non cogliere l’appello a questa mobilitazione, non siamo più disposti ad aspettare, a delegare ad altri il nostro presente, a berci ancora una volta la storiella del futuro che prima o poi arriverà, quel lontano futuro in cui finalmente sarà il nostro momento” si legge in una nota della Rete degli studenti e dell’Unione degli Universitari di adesione alla manifestazione del 9 aprile promossa dal comitato ‘Il nostro tempo è adesso’.

“Noi – prosegue la nota – vogliamo poter contare ora e subito, vogliamo imporre al Paese il dramma di più generazioni per cui ormai la precarietà si è fatta vita, dimensione esistenziale. Questo autunno lo abbiamo rivendicato dalle nostre piazza, con un grande movimento studentesco che ha scosso l’Italia, ma ora non vogliamo fermarci, non siamo disposti a scomparire ancora una volta dall’agenda politica di questo Paese, chiediamo risposte e cambiamenti immediati”.

UDU e Rete degli studenti rivolgendosi al Governo hanno dichiarato “sta distruggendo il nostro presente e il nostro futuro. In un periodo di crisi ormai cronica come questo distrugge scuole e università con tagli indiscriminati e riforme scellerate, dequalifica il lavoro che non è più un diritto ma un privilegio, condannandoci a una dipendenza a vita dalle nostre famiglie, a dover vivere con l’angoscia di un contratto che scade e una borsa di studio che nonci viene più data. Oppure ci condanna all’esilio forzato, a cercare all’estero qualcun altro che riesca ad apprezzare le nostre competenze e la nostra voglia di impegnarci per il bene comune”.

“Noi però abbiamo deciso di non rassegnarci, di cambiare a tutti i costi questo Paese. Per questo il 9 aprile saremo in piazza, ancora una volta, per riprenderci le nostre città, la nostra dignità, i nostri spazi e la nostra cittadinanza, in un Paese che ha bisogno di noi e contro chi, invece, ci umilia e vuole spingerci oltre confine. Vogliamo – hanno concluso gli studenti – moltiplicare la partecipazione a questa giornata insieme a tutte le studentesse e gli studenti che nelle proprie città vogliono riprendersi uno spazio che ci hanno rubato”.