Pil: ancora ultimi in Europa. Tornare a crescere significa investire e ridurre tasse


Roma, 10 luglio – “Le nuove previsioni economiche della Commissione europea delineano una situazione a dir poco preoccupante e che purtroppo non è destinata a migliorare: l’Italia con un Pil che sale di 0,1% nel 2019 e di 0,7% nel 2020 si conferma ultima in Europa per crescita, così come avevamo previsto, e con largo anticipo avvertito il Governo”. Così la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi.

“L’Esecutivo – prosegue – non può più sottovalutare la debolezza della nostra economia e deve considerare le nostre proposte contenute nella Piattaforma unitaria elaborata con Cisl e Uil. Non ci stancheremo di dire che per la crescita e lo sviluppo del Paese è indispensabile avviare subito politiche economiche e industriali fatte di investimenti pubblici e privati, e ridurre le tasse a lavoratori e pensionati. L’Italia non ha bisogno di condoni quelli servono solo agli evasori, ha bisogno di investire in sanità, istruzione, nelle infrastrutture materiali, ha bisogno di colmare i vuoti di domanda e, al tempo stesso, innovare l’offerta verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile”.

“Dinanzi a questo quadro economico preoccupante non possiamo che sperare in una legge di Bilancio che affronti – conclude Fracassi – la vera emergenza ossia la continua crescita delle diseguaglianze economiche, sociali e territoriali, favorendo così la coesione”.