Piazza Fontana: Cgil, a cinquant’anni dalla strage continuiamo a chiedere verità e giustizia

Maurizio Landini a Milano per commemorazione 50° anniversario della strage


Roma, 12 dicembre – Sono trascorsi cinquanta anni, era il 12 dicembre del 1969, da quella che ricordiamo come ‘la strage di piazza Fontana’. Un ordigno venne fatto esplodere all’interno della Banca nazionale dell’Agricoltura a Milano, morirono 17 persone e 84 rimasero ferite.

La Cgil, come ogni anno, non dimentica e chiede verità e giustizia per tutte le vittime innocenti di questo e di altri attentati terroristici che hanno insanguinato il nostro Paese. Da quel giorno l’Italia piombò in uno dei periodi più bui del dopoguerra.

“La storia ci insegna che, oggi più di ieri – sostiene la Cgil – dobbiamo batterci per difendere la democrazia e contrastare ogni strategia della tensione”. Per la strage di Piazza Fontana, nonostante la matrice neo fascista sia stata accertata, denuncia il sindacato di Corso d’Italia “sono ancora troppi gli interessi da nascondere e le verità da deviare. Ma le responsabilità storiche non si possono nascondere, così come le motivazioni stesse di quell’assurda e sanguinosa strategia: attaccare e debellare la democrazia del nostro Paese, screditare quel movimento di lotta che aveva portato alla conquista dei diritti dei lavoratori”.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha partecipato alle iniziative in occasione del 50° anniversario della strage e al corteo commemorativo partito da piazza della Scala e arrivato in piazza Fontana.

“Da Mattarella sono arrivate parole importanti e significative. Ha ribadito la necessità di avere la verità”. ha detto Maurizio Landini da Milano. “Questa – ha aggiunto – è la condizione necessaria per difendere la costituzione e fare i conti con la nostra storia. Da Mattarella è arrivato un messaggio da grande presidente della repubblica”. Piazza Fontana è una strage che “ha dei colpevoli – ha concluso – molto precisi. Ordine Nuovo e i fascisti sono quelli che hanno ideato e gestito questa strage, dentro un progetto folle che voleva mettere in discussione la democrazia nel nostro Paese. Credo che questo va ricordato”(ascolta).