Pensioni: Cgil, lettere Babbo Natale per chiedere diritti e non regali


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Lettere di Babbo Natale indirizzate ai parlamentari per chiedere non regali ma diritti, risposte e certezze, sulle pensioni e sul lavoro, per i giovani e per le donne: questa l’iniziativa della Cgil, presentata oggi dal segretario generale Susanna Camusso in piazza della Rotonda, davanti al Pantheon, mentre prosegue la discussione sulla legge di bilancio alla Camera.

“Non ci fermiamo, la mobilitazione continuerà in questa coda di legislatura per tenere aperta una vertenza sulle prospettive del Paese, perché se non puntiamo sul lavoro non si può dire che tutto va bene. Il Paese continua a dividersi e a essere più diseguale”. Così il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ai giornalisti nel corso della conferenza stampa.

La Cgil annuncia l’avvio di una campagna tutta collegata al tema del lavoro, delle donne e delle prospettive per i giovani: “costruiremo iniziative innovative per smentire l’idea che parlare di pensioni sia parlare solo di anziani. Parlare di pensioni è parlare della concretezza della vita lavorativa dei giovani e delle donne che continuano ad essere ampiamente discriminate”.

“Rinnoviamo l’appello ai parlamentari – spiega Camusso – perché si possono dare segnali di cambiamento, basterebbe introdurre una norma che cambia i vincoli per i giovani che sono a sistema contributivo dando loro l’opportunità di avere la flessibilità”. Una norma, prosegue la dirigente sindacale “che non costa e che non ha problemi di copertura di bilancio, ma che permetterebbe ai giovani di pensare alla possibilità di avere una pensione”.

Al termine della conferenza stampa alcuni Babbo Natale, con sacchi in spalla e cartoline in mano, hanno consegnato a deputati e senatori delle lettere ricevute da migliaia di lavoratrici e lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati.

Nella lettera si legge:

“Caro Onorevole,

ho ricevuto migliaia di lettere da lavoratrici e lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati. Mi chiedono regali che ho cercato ma che non ho trovato nel mio deposito. Poi ho capito perché… Non erano regali ma erano diritti!

Per questi io non posso fare nulla ma sicuramente Lei sì!

Potrebbe dare loro risposte usando ad esempio la Legge di Bilancio che il Parlamento sta per approvare. Non crede?

Vede, caro Onorevole, sulle pensioni moltissimi chiedono il blocco del meccanismo di adeguamento del requisito pensionistico all’attesa di vita, che è sbagliato, perché non tiene conto del fatto che i lavori non sono tutti uguali.

I giovani poi, mi chiedono un lavoro, una vita meno precaria e certezze sul proprio futuro pensionistico.

Mentre le donne chiedono un riconoscimento del proprio lavoro, anche quello di cura, che attualmente non è riconosciuto a nessuno.

Chi invece il lavoro non ce l’ha più chiede protezioni sociali più ampie e una nuova occupazione.

Con l’approvazione della Legge di Bilancio si può iniziare a tracciare un sentiero fatto di risposte e certezze, quelle che i lavoratori chiedono da anni e che io proprio non posso dargli. Adesso tocca a Lei!

Buon Natale!”