Patto per le politiche attive del Lavoro 2011


La crisi economica che ha preso avvio nel 2008 è stata affrontata con una combinazione di interventi di sostegno al reddito, che hanno esteso la rete di protezione sociale, e di politiche attive del lavoro, basate sull’attivazione della persona nel costruire un percorso personale di qualificazione o di reimpiego in una rete pubblico-privata di operatori.

I risultati di questa azione sono stati importanti: un numero rilevante di lavoratori ha usufruito degli interventi di politica attiva, riducendo in modo significativo gli effetti della crisi sui lavoratori stessi. Nel 2010 si sono avuti i primi segni di una ripresa dell’economia, in particolare della produzione industriale, cui hanno dato seguito anche alcuni segnali di ripresa del mercato del lavoro, con la discesa dei tassi di disoccupazione e la ripresa degli avviamenti al lavoro. Tuttavia il forte impatto della crisi ha lasciato i suoi segni sul mercato del lavoro: la difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro dei giovani, l’espulsione dei lavoratori senior, le difficoltà di collocamento delle fasce deboli.

In questo scenario si collocano le azioni delineate nel Programma Regionale di Sviluppo che mirano a favorire una crescita economica che genera occupazione.

Il presente Patto delinea le azioni di politica attiva strettamente connesse agli strumenti della Cassa integrazione e della mobilità in deroga, non trascurando di evidenziare l’attenzione ad ulteriori target.

La dote si conferma lo strumento di attuazione di interventi che hanno finalità diverse, ma per le quali sono rilevanti la personalizzazione delle azioni rivolte al lavoratore e la libertà di accesso alla rete dei servizi. Con l’obiettivo di aumentare l’efficacia dello strumento legato ai percorsi di ricollocazione e di riqualificazione si indicano tre azioni fondamentali finalizzate all’orientamento e all’accompagnamento dei soggetti coinvolti:

la responsabilità di tutte le parti nell’integrazione delle iniziative, per massimizzarne gli effetti di sviluppo e raggiungere massa critica;

l’integrazione delle risorse pubbliche e private;

il rafforzamento del ruolo del territorio nell’orientare operatori imprese, lavoratori ed operatori ad adattare l’offerta di servizi alla realtà dello sviluppo locale.

L’Accordo Quadro sugli Ammortizzatori Sociali in deroga 2011 conferma l’impianto essenziale degli anni precedenti e, a fronte della valutazione delle esperienze passate, introduce orientamenti importanti finalizzati a valorizzare i principi di partecipazione, corresponsabilità e trasparenza dei diversi attori del mercato del lavoro, quali:

indirizzo deciso verso la ricollocazione dei lavoratori espulsi attraverso un utilizzo finalizzato delle politiche attive del lavoro connesse con la corresponsione delle indennità;

concorso delle risorse pubbliche (Stato, Regione, Province), private (Imprese) e paritetiche sociali (Enti bilaterali, Fondi interprofessionali) per rendere effettiva la contestualità tra gli interventi di sostegno al reddito e le politiche attive del lavoro;

centralità degli accordi sindacali aziendali come espressione della responsabilizzazione di tutte le parti coinvolte (datori di lavoro e loro associazioni, lavoratori e loro organizzazioni sindacali).

Testo dell’accordo ‘patto per le politiche attive del lavoro 2011