Pac: Cgil, Flai, nessun accordo al ribasso. Rispondere a bisogni di sostenibilità ambientale e sociale


Roma, 23 ottobre – “Dopo l’importante emendamento approvato ieri dal Parlamento europeo che introduce nella PAC una condizionalità sociale, prevedendo sanzioni amministrative per gli imprenditori agricoli che non rispettano condizioni e contratti di lavoro, ci auguriamo che oggi nella votazione finale di riforma non ci sia un accordo al ribasso, un accordo che non sia in grado di recepire lo spirito del green deal”. È quanto affermano in una nota congiunta Cgil Nazionale e Flai Cgil.

“Sarà quindi necessario – proseguono – che la PAC incorpori obiettivi fondamentali come la neutralità climatica e di coesione sociale del green deal e gli obiettivi delle strategie: ‘dal produttore al consumatore’ e per la tutela della biodiversità, presentate nei mesi scorsi dalla commissione europea. Solo così potranno essere tutelati ecosistemi e salute”.Tra gli obiettivi specifici ricordati da Cgil e Flai: “riduzione del 20% dei fertilizzanti e del 50% degli antibiotici negli allevamenti, 25% di superficie agricola destinata all’agricoltura biologica, riduzione del consumo di carne rossa e aumento del consumo di frutta e verdura”.

“Serve, inoltre – proseguono Cgil e Flai – vincolare la ripartizione delle risorse alla trasformazione delle produzioni verso metodi più sostenibili, per incrementare l’agricoltura biologica e per ridurre gli impatti climatici e ambientali. La ripartizione delle risorse dovrà essere finalizzata – aggiungono – a sostenere il reddito degli agricoltori che favoriscono la riconversione verde e la tutela dei diritti dei lavoratori, a partire dai loro contratti, non sulla base degli ettari di terreno posseduti”.

“Ieri un importante passo è stato fatto, grazie anche all’impegno del sindacato. Oggi il Pe non può ratificare un accordo che mantiene intatto il vecchio impianto di ripartizione delle risorse e il vecchio sistema agricolo insostenibile”. “Dopo l’approvazione da parte del Pe, inizierà il confronto tra Commissione Europea, Parlamento e Consiglio dei Primi Ministri, la decisione finale spetterà poi al Consiglio dei Primi Ministri. Noi – concludono Cgil e Flai – non faremo mancare le nostre azioni e la nostra pressione affinché la futura Pac risponda realmente ai bisogni di sostenibilità ambientale e sociale”.