Nota sulla riforma costituzionale


La Riforma Costituzionale approvata al Senato dalla maggioranza sotto ricatto esplicito della Lega, segna una pagina  bruttissima nella nostra storia parlamentare. Questa Riforma interviene pesantemente sulla nostra Carta saccheggiandola anche nei principi fondanti.

Infatti essa delinea, con la cosiddetta “devolution” un processo di progressiva disarticolazione del sistema unitario di diritti fondamentali quali quelli alla salute, all’istruzione e alla sicurezza, che devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Ridefinisce la forma di governo ridimensionando le attribuzioni del Presidente della Repubblica a vantaggio di quelle del cosiddetto Primo Ministro, prefigurando un modello di premierato assoluto che non ha riscontri in alcun paese europeo.

Definisce un Senato federale che non risponde alle esigenze di raccordo con le istituzioni territoriali, per cui era stato da più parti richiesto, ma tende invece ad acuire i problemi.

Ridimensiona lo status riconosciuto attualmente a Roma Capitale sottoponendolo alla legislazione della Regione Lazio.

Modifica la Corte Costituzionale e smantella tutto il sistema delle garanzie determinando una concentrazione di poteri nelle mani di una sola persona.

In sintesi, con questa Riforma si cancella il sistema parlamentare e si afferma il concreto rischio di una deriva plebiscitaria e della disgregazione del sistema paese ad iniziare dalla salvaguardia dei diritti universali.

La CGIL si impegna a contrastare tale deriva con un’opera di chiarimento e spiegazione da subito e fino al momento dell’inevitabile referendum che deciderà del futuro costituzionale del paese.

Infatti questa Riforma non può essere “aggiustata” con qualche correzione: è profondamente pericolosa perché è il suo impianto che la rende tale.

Per questo va cancellata.