Nota sul testo disegno di legge n.1678, licenziato dalla VIII commissione del Senato


Con le votazioni concluse nella seduta notturna di mercoledì 20 maggio la commissione Lavori pubblici del Senato ha concluso l’esame di quasi tutti gli emendamenti al disegno di legge delega per la riforma degli appalti. La votazione finale arriverà alla ripresa dei lavori del Senato prevista per il 3 giugno, dopo la pausa elettorale.

Il governo è delegato ad adottare entro sei mesi un decreto legislativo per l’attuazione delle direttive europee 2014/23; 2014/24; 2014/24 del Parlamento Europeo e del Consigli, rispettivamente sull’aggiudicazione dei Contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino complessivo della vigente disciplina in materia di contratti pubblici.

In Sintesi le parti di maggiore avanzamento.

1) La compilazione di un testo unico normativo denominato “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione”;

2) espresso divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie, ad eccezione di singole fattispecie connesse ad urgenze di protezione civile determinate da calamità naturali, per i quali dovranno essere previsti adeguati meccanismi di controllo e di pubblicità;

3) accentuazione dei poteri di vigilanza e di controllo sull’applicazione delle norme in materia di appalti pubblici, con particolare riguardo alla fase di esecuzione, assicurando la trasparenza degli atti ed il rispetto della regolarità contributiva, fiscale e patrimoniale dell’impresa appaltatrice;

4) attribuzione all’ANAC di funzioni di vigilanza, controllo e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali le linee guida, i bandi tipo e i contratti tipo;

5) prevedere che il Regolamento disponga la determinazione annuale di costi standardizzati per tipo di lavori, di servizi e di fornitura;

6) accertamento, per le stazioni appaltanti, dei requisiti generali di qualificazione attraverso l’accesso a un’unica banca dati centralizzata gestita dal ministero dei trasporti e delle infrastrutture;

7) introduzione di un apposito sistema, gestito dall’ANAC, di qualificazione delle stazioni appaltanti;

8) riduzione delle Stazioni appaltanti e dei centri di spesa;

9) contenimento delle ricorso a variazioni progettuali in corso d’opera;

10) creazione di un albo nazionale, gestito dall’ANAC, dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici e dei contratti di concessione;

11) adeguati livelli di pubblicità e trasparenza delle procedure anche per gli appalti pubblici e dei contratti di concessione sotto la soglia comunitaria;

12) rafforzamento delle funzioni di controllo delle stazioni appaltanti sull’esecuzione delle prestazioni, e divieto negli appalti pubblici di lavori aggiudicati, con la formula del contraente generale, che il responsabile o direttore dei lavori sia nominato dallo stesso contraente generale;

13) creazione di un albo nazionale, presso il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dei soggetti che possono ricoprire rispettivamente i ruoli di responsabile dei lavori, di direttore dei lavori e di collaudatore negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale;

14) limitazione radicale del ricorso all’appalto integrato;

15) revisione della disciplina vigente in materia di avvalimento, al fine di escludere la possibilità di ricorso all’avvalimento a cascata;

16) massima trasparenza negli affidamenti in house ed espressa indicazione dell’applicazione del codice dei contratti;

17) previsione di una disciplina specifica per gli appalti pubblici di servizi, con particolare riguardo a quelli ad alta intensità di manodopera, definiti come quelli nei quali il costo della manodopera è pari almeno al 50 per cento dell’importo totale del contratto. Prevedendo l’introduzione di “clausole sociali” per la stabilità occupazionale del personale impiegato, prendendo a riferimento, per ciascun comparto merceologico o di attività, il contratto collettivo di lavoro che presenta le migliori condizioni per i lavoratori ed escludendo espressamente il ricorso al solo criterio di aggiudicazione al massimo ribasso d’asta;

18) previsione di una disciplina specifica per gli appalti pubblici di lavori che chiarisca che i contratti collettivi nazionali e territoriali in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni devono intendersi quelli stipulati dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

19) obbligo per i soggetti pubblici e privati, titolari di concessioni di lavori o di servizi pubblici, di affidare tutti i contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni mediante procedura ad evidenza pubblica;

20) previsione di forme di dibattito pubblico delle comunità e dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali aventi impatto sull’ambiente o sull’assetto del territorio;

21) obbligo per il concorrente di indicare in sede di offerta sia le parti del contratto che intende subappaltare, sia una terna di nominativi di subappaltatori per ogni tipologia di lavorazioni previste in progetto, di dimostrare l’assenza in capo ai subappaltatori indicati di motivi di esclusione e di sostituire i subappaltatori relativamente ai quali apposita verifica abbia dimostrato la sussistenza di motivi di esclusione; nonché l’obbligo della stazione appaltante di procedere al pagamento diretto dei subappaltatori in caso di inadempimento da parte dell’appaltatore.

Allegati:

Nuovo Codice dei Contratti-Testo Approvato Comm Senato 21.05.15.pdf