Nota su Tavolo tecnico ‘Crescita e investimenti’ presso il Ministero dello Sviluppo Economico


Il 21 marzo si è svolto un nuovo incontro con il Governo, a seguito dell'apertura del confronto.
Ordine del giorno del terzo tavolo “tecnico” erano le misure per la crescita e gli investimenti che dovrebbero essere contenuti in uno dei prossimi provvedimenti del Governo (presumibilmente un decreto) stilato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, probabilmente oggetto della discussione del Consiglio dei Ministri del prossimo 29 marzo.

In assenza del Vice-premier e Ministro dello Sviluppo Economico – malgrado avesse annunciato la sua presenza – il confronto è avvenuto con i dirigenti generali del MISE e del Ministero del Lavoro, presieduto dal Capo della segreteria tecnica del MISE ed è sembrato più una “informativa” che un impegno a condividere contenuti.

Oltre a CGIL, CISL e UIL, erano sono stati convocati anche UGL, CONFSAL, CISAL e USB.
Il nuovo provvedimento in questione dovrebbe concentrarsi su 4 punti principali:
1) Sviluppo
2) Finanza per l’impresa
3) Made in Italy e internazionalizzazione
4) Energia

In sintesi, si tratta di una serie di semplificazioni e di incentivi alle imprese, prevalentemente già esistenti e oggetto di revisione. A detta degli stessi rappresentanti delle istituzioni, la logica perseguita è la medesima della recente Legge di Bilancio.
Difatti, non sono stati previsti investimenti pubblici, né nuove risorse per le infrastrutture (come avanzato nella piattaforma unitaria).

In tal senso, l’unica proposta di rilievo riguarda la costituzione di una banca pubblica per gli investimenti, di cui però non sono stati forniti tempi e dettagli (nonostante la presenza del consulente del MISE esperto proprio sul tema).

Tra le misure che invece dovrebbero essere varate a breve, possono essere sottolineate – anche in ragione delle proposte avanzate dalla CGIL – le norme contro le delocalizzazioni o le acquisizioni da di multinazionali delle produzioni tradizionali, ovvero dei cosiddetti marchi storici (definiti dall’anzianità del marchio stesso o della sua operatività); le misure a contrasto del cosiddetto “italian sounding” (attarverso un contrassegno di Stato).

Altre misure di particolare interesse potrebbe essere: l’estensione del “sisma-bonus” e degli incentivi per la valorizzazione energetica degli edifici.
Le misure di competenza del MEF – che non sono state oggetto di confronto – riguardano prevalentemente gli incentivi relativi a Industria 4.0.
Le risorse a disposizione per il decreto sembrano molto ridotte.

Il Vice Segretario Generale della CGIL Gianna Fracassi, dopo aver dichiarato positivo l’intensificarsi del confronto con il Governo, ha innanzitutto richiesto il testo della bozza di decreto, che non ci è stato presentato.

Nel merito, poi, dopo aver ricordato i punti della piattaforma unitaria, abbiamo manifestato perplessità sulla continuità di una linea di incentivi fiscali a vantaggio delle imprese in assenza di una più ampia politica industriale e di sviluppo, soprattutto in vista della congiuntura economica sfavorevole e delle note debolezze strutturali del sistema-paese e in particolare, nel Mezzogiorno.

Come CGIL, inoltre, abbiamo espresso l’esigenza di individuare nuove filiere strategiche – soprattutto legate alla green economy, all’economia circolare e allo sviluppo sostenibile – per incrementare gli investimenti pubblici e privati, le competenze e le professionalità, l’occupazione e i salari, rilanciando la domanda interna e, nel contempo, qualificando la specializzazione produttiva e aumentando la dimensione d’impresa.

L’incontro si è concluso con la volontà reciproca di continuare la discussione. Tuttavia, abbiamo ribadito che occorre un confronto anche su altri provvedimenti e più strutturato, a partire proprio dalle questioni di politica industriale e di sviluppo e, in generale, di politica economica e fiscale.