Nota su seduta del Comitato di Sorveglianza PON METRO

Il Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020 (PON METRO), presentato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale il 16 novembre 2015, è entrato nella fase operativa il 3 dicembre con la seduta del Comitato di Sorveglianza. Della seduta vi abbiamo informato con comunicazione del 4 dicembre e vi inviamo in allegato il verbale pervenuto dall'Agenzia.


Il Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020 (PON METRO), presentato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale il 16 novembre 2015, è entrato nella fase operativa il 3 dicembre con la seduta del Comitato di Sorveglianza. Della seduta vi abbiamo informato con comunicazione del 4 dicembre e vi inviamo in allegato il verbale pervenuto dall’Agenzia.

Nelle realtà territoriali è utile, insieme a CISL e UIL e alle strutture del partenariato economico e sociale, attivare le necessarie interlocuzioni con le amministrazioni locali oggetto degli interventi, sia per quanto attiene le modalità di attivazione che la progettazione.
Al fine di definire un punto comune prevediamo di organizzare prossimamente un incontro di approfondimento.

Ai lavori della seduta del 3 dicembre hanno partecipato la Commissione Europea (DG Politica Regionale e Urbana e DG Occupazione, Affari Sociali e Inclusione), l’Agenzia per la Coesione Territoriale, le 14 Autorità Urbane, le Amministrazioni Centrali, le Amministrazioni Regionali, il Partenariato economico-sociale.  CGIL, CISL e UIL sono intervenute in relazione ad alcuni punti.

In relazione al punto 3 (Adozione del Regolamento interno), abbiamo chiesto che ogni volta che i gruppi tecnici discutono di problematiche che riguardano scelte attuative sul territorio, ne sia data informativa sul sito che riguarda il PON Metro e al Comitato di Sorveglianza, rendendo esplicita la composizione dei gruppi e le attività da svolgere, per evitare di correre il rischio che il partenariato sia coinvolto solo marginalmente. Abbiamo chiesto la partecipazione ai gruppi tecnici anche della rappresentanza del partenariato economico-sociale, in conformità al Codice Europeo di Condotta sul Partenariato.

Sul punto 4 (Illustrazione sintetica del Programma), stante la complessità del Programma che si struttura come se fosse su due livelli (da un lato come qualunque programma operativo presentato a Bruxelles, dall’altro in termini di interventi e risorse per le 14 Città), abbiamo manifestato l’utilità di avere una struttura a matrice del Programma stesso, in cui si capisca anche la trasversalità delle azioni. Un’altra richiesta è stata in relazione alle risorse finanziarie, sapendo le note difficoltà che, come Paese, si stanno avendo nella programmazione 2007-2013. A tal riguardo, sono state chieste informazioni in merito agli strumenti che possono essere messi in campo per affrontare e risolvere alcuni problemi di gestione amministrativa, soprattutto per le Amministrazioni che sono  poco esperte nell’utilizzo dei fondi. Il Piano incide fortemente anche sull’organizzazione del lavoro e quindi abbiamo proposto il coinvolgimento dei Sindacati di categoria, a livello territoriale.

Punto 5 (Presentazione delle Strategie Urbane). Sul tema delle strategie urbane abbiamo sottolineato la necessità che la strategia e l’impianto di cui si sta discutendo siano veramente partecipati e condivisi con il partenariato economico e sociale, anche laddove una serie di progetti sono già stati probabilmente decisi e messi in campo. Si parla di esigue risorse per singola Città, di 14 Autorità Urbane che sono diverse per bisogni, istanze, politiche, definizione amministrativa. Su alcuni temi, quali l’Agenda Digitale, c’è una strategia nazionale, ma su altri, come ad esempio il tema legato all’OT 9 – Inclusione sociale, interviene il PON Inclusione ed intervengono i POR. Su questi sono stati definiti dei risultati attesi che sono legati ad altre strategie e su cui sono legati anche finanziamenti di natura non europea, in alcuni casi già messi in campo dal Governo. Per questo abbiamo sollecitato l’istituzione di tavoli di partenariato sociale, perché il bisogno di un coordinamento possa avere una risposta maggiore, anche e soprattutto a livello locale.

Infine sul punto 6 (Presentazione della metodologia per la selezione delle operazioni e dei criteri per l’Assistenza Tecnica), rispetto ai criteri per la selezione di società di servizi che intervengono, abbiamo richiesto una specifica e maggiore a tutela del lavoro e dei lavoratori, con riferimento all’“offerta economica per la selezione di una società di servizio e di impresa”, limitando il peso che ha il ribasso economico all’interno dei criteri di valutazione.

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