Nota e Sentenza su Vigili Urbani di Roma Capitale

Le assenze per malattia non possono essere qualificate forme anomale di sciopero


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Il 31 dicembre 2014 il Comune di Roma aveva segnalato l’assenza per malattia di un numero elevato di vigili urbani. La Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, in data 2 marzo 2015, aveva qualificato, quelle assenze, come forma anomala di protesta elusiva della disciplina sullo sciopero irrogando, alle segreterie territoriali di Roma e Lazio della FP CGIL, sanzioni per un ammontare pari a 20.000 euro.

Con sentenza del 24 ottobre 2016 il Tribunale di Roma ha annullato la delibera adottata dalla Commissione di garanzia, accogliendo tutti gli argomenti sostenuti dalla difesa della FP CGIL.
La sentenza è assai significativa giacché definisce con rigore le modalità ed i limiti dei poteri della Commissione. In particolare afferma che la Commissione “deve fornire adeguata prova della ascrivibilità” alle organizzazioni sindacali, di condotte valutabili negativamente ex l.n.146/90; il semplice sospetto non costituisce prova. Il “rilevante numero di assenze non può essere ricondotto, automaticamente, ad una pretesa illegittimità attività sindacale”, nemmeno può configurarsi un “obbligo delle associazioni sindacali di impedire “ condotte dei singoli lavoratori adottate in violazione di norme legali e contrattuali.

Il giudice Ottavio Picozzi, autore della sentenza, ha anche sottolineato il comportamento del comandante dei vigili urbani il quale, con eccessivo ritardo, fornì le indicazioni necessarie alla organizzazione del servizio nella notte del 31 dicembre 2014, causando disagi alla viabilità.

Interessanti sono, anche, le cifre riportate nella sentenza, che smentiscono il carattere “fraudolento”, che gran parte dei quotidiani nazionali si affrettò, nei primi giorni dell’anno 2015, ad affermare come evidente, delle assenze dei vigili urbani. L’inchiesta interna, condotta da Comune di Roma sulle 767 assenze osservate, ha rilevato criticità solo per 31 posizioni. Né “i medici cha hanno redatto i certificati hanno subito denunce o indagini per falso”.