No alle ronde


La Commissione giustizia della Camera dei  Deputati ha approvato a maggioranza il testo del Decreto Legge sulla Sicurezza che contiene la norma che istituisce le ronde. Infatti l’art. 6 intitolato “Piano straordinario di controllo del  territorio” ha confermato la scelta del governo di effettuare il controllo del territorio anche  con l’ausilio delle ronde e ha stanziato a questo scopo circa 150 milioni di euro,che potevano essere utilizzati meglio finanziando un rafforzamento degli organici e mezzi delle forze di polizia.
Non sono bastate le proteste di tutti i sindacati di polizia e dei  Cocer  di tutte le armi interessate, per fermare il governo. Evidentemente la forza del ricatto della Lega Nord nella maggioranza  è stata più forte della protesta popolare e si è pagato un prezzo insopportabile per  le prerogative costituzionali dello Stato.
Per la prima volta si mette in discussione in Italia il principio costituzionale e giuridico che solo lo Stato ha il monopolio della sicurezza e della garanzia dei diritti delle persone e della repressione e prevenzione del crimine in tutti i suoi aspetti .
Si dà sfogo ai sentimenti peggiori,per la sicurezza fai da te ed esercitata  da gruppi di quel quartiere e di quel campanile, con un sottinteso sentimento  xenofobo e di paura del diverso, che ha dato origine alla idea delle ronde padane. Senza pensare a cosa esse potranno diventare nelle aree a forte presenza della criminalità organizzata.
Ora il Decreto Legge sulla Sicurezza va in discussione in aula e si prevedono tempi rapidi per la discussione. Il Decreto deve essere convertito entro il 28 aprile, perciò bisogna organizzare immediatamente un azione di protesta che rappresenti tutto il dissenso della nostra organizzazione e di chi vorrà partecipare, contro questo Decreto per noi inaccettabile.
A questo fine abbiamo organizzato una manifestazione di protesta con un presidio, che partirà dalle ore 16.30 del 31 marzo 2009, davanti alla Camera dei Deputati in piazza Montecitorio a Roma .
Preghiamo tutte le strutture di organizzare delegazioni  che siano presenti al presidio per dare visibilità e forza politica al presidio ed esprimere così il nostro dissenso alla approvazione del Decreto. Sarà presente la Segreteria Confederale.