Riforma del lavoro: le nuove amenità di una legge labirinto

28/09/2012 Prosegue l'aggiornamento del Dossier in progress che la CGIL sta costruendo per rendersi conto della dimensione dei problemi creati dalla Riforma Fornero e dei motivi per cui è necessario cambiarla. MiniASpI per gli stagionali e diritto allo status di disoccupazione: cosa è cambiato e come ci si muove nel labirinto della riforma » Vai al Dossier

Di seguito pubblichiamo un nuovo contributo al Dossier CGIL sugli effetti reali della legge Fornero sul mercato del lavoro. Si tratta di un approfondimento sulle 'amenità' della legge 92/2012 in materia di applicazione della MiniASpI per i lavoratori stagionali e di mantenimento dello status di disoccupati e relativi diritti.


  1. MiniASpI e stagionali: già in una precedente segnalazione (lettera CGIL al Ministro) la CGIL aveva segnalato il rischio che la nuova disposizione del MiniASpI non potesse trovare applicazione nei confronti di quanti avessero svolto lavori stagionali nel corso del 2012. Ma purtroppo l'analisi della legge ha evidenziato un altro rischio molto grave. Infatti la legge (art.2 comma 21) dice che il MiniASpI sarà erogata “detratti gli importi già fruiti nel corso dell'anno”. Ciò significa che un lavoratore stagionale che lavori, ad es., da giugno a settembre nel corso del 2013 e quindi abbia avuto versamenti contributivi per 17 settimane avrà sì il MiniASpI per 8,5 settimane a decorrere da ottobre 2013, ma, se non avrà un'altra occasione di impiego prima del periodo giugno- settembre dell'anno successivo, nel 2014 non potrà beneficiare di alcuna indennità!!

    Basta fare il conto: un lavoratore che avesse lavorato per i mesi giugno/settembre 2013 avrà beneficiato di una MiniASpI per 8 settimane e mezzo (la metà delle 17 settimane lavorate); ebbene, nei 12 mesi antecedenti ottobre 2014, data presumibile in cui il lavoratore presenterà la domanda per il periodo giugno/settembre 2014, quel lavoratore ha già beneficiato di 8,5 settimane di MiniASpI...che è esattamente quanto gli spetterebbe in base alle prestazioni lavorative svolte nel 2014! Ergo, la MiniASpI, per la stragrande maggioranza dei lavoratori stagionali, si percepirà...a stagioni alterne!!

  2. A chi sarà mantenuto lo status di disoccupati e i diritti relativi?: Il sistema in vigore prima della riforma Fornero consentiva l’acquisizione dello stato di disoccupazione non solo in caso di totale assenza di un rapporto di lavoro subordinato, bensì anche nel caso di svolgimento di lavoro in parasubordinazione (co.co. co, co.co.pro ) o di lavoro autonomo. Vale a dire che qualsiasi lavoro dava titolo ad acquisire e conservare lo status di disoccupato, purché garantisse un reddito annuale inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale. ( 8.000,00 euro per i rapporti di lavoro subordinato e parasubordinati, 4.500,00 per i lavoratori autonomi). La nuova legge ha invece eliminato il reddito come elemento per mantenere lo status di disoccupato, e pertanto potranno acquisire e mantenere lo status di disoccupato solo coloro che non svolgono alcun tipo di attività lavorativa.

    Insomma, a partire dal 1/1/ 2013 dovranno essere cancellati dagli elenchi anagrafici dei Centri per l’impiego tutti coloro che attualmente hanno titolo all’iscrizione in quanto percettori di redditi minimi (per es. occupati a part-time, con un rapporto di lavoro autonomo o di para subordinazione). L’altra modifica che produrrà un forte impatto su un cospicuo numero di persone è l’aver previsto che lo status di disoccupato si sospende solo in caso di instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato inferiore a 6 mesi. Ne consegue che un contratto di lavoro di natura parasubordinata o autonomo non determina la sospensione dello stato di disoccupazione bensì la perdita. Tale nuova formulazione dello stato di disoccupazione potrà produrre notevoli impatti dal punto di vista sociale, considerato che lo stato di disoccupazione è la condizione per una serie di benefici ed agevolazioni, quali per esempio l’erogazione di indennità previdenziali o l’esenzione dalle spese sanitarie. Il non consentire il mantenimento dello status di disoccupazione anche in presenza di redditi minimi, incoraggerà i lavoratori disoccupati ad accettare occasioni di lavoro al nero al fine di non perdere lo status di disoccupato.




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