Lavoro: CGIL su dati ISFOL, cocopro quasi tutti lavoratori dipendenti

29/02/2012 “Due terzi sono giovani, riforma guardi a loro”

“Un numero che nella quasi totalità lavoro dipendente mascherato da falso lavoro autonomo per pagare meno contributi e un salario più basso”. Così il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, commenta i dati diffusi oggi dall'ISFOL sui 700 mila lavoratori a progetto con reddito medio inferiore ai 10 mila euro.

A ulteriore conferma della lettura di questi dati, osserva il sindacalista, “potremmo indicare la coincidenza con le nostre rilevazioni (il rapporto annuale NIdiL e CGIL) sul fatto che si deve garantire l'attività prevalentemente nelle sedi di lavoro delle imprese, che è concordato un orario di lavoro giornaliero, che si utilizzano mezzi e strumenti aziendali. Cos'altro serve a definire un lavoro subordinato?”. Fammoni sottolinea inoltre come il ministro Fornero abbi chiesto al tavolo di riforma del mercato del lavoro “di indicare forme di lavoro elusive, in cui si manifesta la cosiddetta cattiva flessibilità. Dall'ISFOL, istituto pubblico, ecco un esempio evidente sul quale occorre intervenire alla radice: equiparando i contributi garantendo contestualmente le stesse tutele e dando certezza di un salario corrispondente al lavoro che si svolge”.

Inoltre, prosegue il sindacalista, “se si vuole debellare il fenomeno alla radice occorre escludere l'utilizzo di questa forma di lavoro per mansioni esecutive o ancor meglio fissare un tetto economico annuo al di sotto del quale le collaborazioni non sono consentite. I due terzi di questi collaboratori sono giovani, cioè quella parte del mondo del lavoro su cui il governo dice di volere una estensione dei diritti. Anche noi lo vogliamo. La migliore occasione per dimostrarlo sono interventi concreti da decidere al tavolo per la riforma del mercato del lavoro. Si misurerà così la coerenza reale di tutti fra il dire e il fare”, conclude Fammoni.


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