Trattativa al quarto appuntamento: l'incognita delle risorse e l'ottimismo sui tempi

20/02/2012 Questi i dubbi della CGIL esplicitati oggi nel corso del tavolo sulla riforma del lavoro centrato sugli ammortizzatori sociali. Camusso: “Discussione molto faticosa. Usciamo con molti più interrogativi che certezze e c'è ancora molto lavoro da fare”. Lavori aggiornati a giovedì 23 febbraio.

Un'incognita legata alla mancanza di risorse e il dubbio che il governo acceleri l'entrata in vigore di un nuovo sistema prima che la crisi economica abbia termine. Sono questi i nodi emersi oggi al tavolo tra Governo, sindacati e imprese sulla riforma del mercato del lavoro - giunto al suo quarto appuntamento - incentrato sul tema ammortizzatori sociali. Dubbi che la CGIL, attraverso le parole del suo SegretarioG enerale, Susanna Camusso, esplicita al termine in conferenza stampa: “E' stata una discussione molto faticosa. Usciamo dall'incontro con molti più interrogativi che certezze”, ha detto il numero uno della confederazione di Corso d'Italia nel sottolineare che “c'è ancora molto lavoro da fare”.

E il lavoro da fare - ancor prima di entrare nel dettaglio delle proposte di riforma annunciate dal ministro Fornero, e che dovrebbero entrare in vigore non prima dell'autunno del prossimo anno - deve partire dal risolvere un “problema essenziale”. C'è bisogno cioè di garantire quelle risorse necessarie perché si possa effettivamente costruire un sistema di ammortizzatori sociali che abbia la pretesa di essere universale. Parole che il Segretario Generale della CGIL ha rivolto al ministro Fornero immediatamente dopo che quest'ultima, nel corso dei lavori del tavolo, ha ribadito che la riforma degli ammortizzatori si farà con i soldi che ci sono.

Ecco perché la CGIL continua a coltivare il dubbio, come ha spiegato Camusso al termine, “che se non ci si mettono risorse (al nuovo sistema di ammortizzatori prospettato dalla Fornero, ndr), ci sarà una diminuzione e non un allargamento delle tutele”. E' infatti “evidente che allargando la platea dei beneficiari non basteranno le risorse che ci sono attualmente nel sistema”. Susanna Camusso ha poi ribadito l'urgenza di partire dalle emergenze dettate dalla crisi e di prendere quindi quest'ultima come riferimento. Autunno 2013 potrebbe infatti “non essere un tempo sufficiente” per il semplice motivo che “non si può determinare a tavolino quando finirà la crisi”. La data indicata dalla Fornero è quindi forse “troppo ottimistica” perché “non sappiamo quanto ancora dureranno gli effetti della crisi”.

Sul tema contratti, poi, toccato nel corso della riunione, nessun concreto passo in avanti. Note infatti le volontà della CGIL sul tema lotta alla precarietà e ricomposizione del mercato del lavoro, le imprese invece continuano a non svelare le loro proposte in attesa di conoscere le intenzioni del governo sulla flessibilità in uscita. Insomma, per tirare una primo giudizio, “c'è ancora molto lavoro da fare” e usciamo da questo vertice con “molti interrogativi”. Infine, a chi le chiedeva di commentare le parole del premier Mario Monti, che oggi ha ribadito come la riforma del lavoro si farà entro marzo anche senza l'accordo con le parti, Camusso ha affermato: “Qualcuno direbbe che siete 'indisciplinati'; che il governo voglia concludere il lavoro entro marzo non è una novità ma noto che con sempre più insistenza usa la parola accordo che prima era sconosciuta”. La leader sindacale intende così “vedere il lato positivo” dell'affermazione di Monti. Intanto il tavolo si è aggiornato: governo e parti sociali torneranno ad incontrarsi giovedì prossimo 23 febbraio e ancora il prossimo in data primo marzo.




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