Scuola: CGIL Brescia, soddisfazione per sentenza di condanna Comune di Adro

01/12/2010 CGIL Brescia, sentenza importante, la scuola pubblica deve essere laica

Una dettagliata sentenza di condanna per il Comune di Adro. E' stato accolto, ieri (30 novembre), dal giudice del lavoro, il ricorso presentato lo scorso 11 ottobre dalla Camera del Lavoro di Brescia e dalla FLC CGIL sui 'Soli delle Alpi' affissi nella scuola di Adro, paese governato dal sindaco della Lega Nord Oscar Lancini.


La CGIL Brescia fa sapere in una nota che, nella sentenza il giudice rileva come sia “emerso in modo chiaro che la diffusione dello stemma del sole delle alpi è avvenuto senza che vi fosse non solo l'assenso del dirigente scolastico, ma tenendolo addirittura all'oscuro di tale iniziativa ad opera di soggetti non identificati ma su indicazione dell'Amministrazione di Adro”. Il giudice rileva anche che, prosegue la nota “non è provato il carattere identitario tra simbolo e comunità locale (la linea difensiva dell'Amministrazione) mentre al contrario diversi elementi portano ad affermare che è chiaro il legame identitario tra il simbolo del Sole delle Alpi e la Lega Nord”.

Partendo da tale premessa, il giudice sottolinea che, con il mantenimento di tali simboli, “si tratta di operare in un ambiente che si connota per una sorta di vero e proprio inquinamento con segni partitici e lo si satura in modo da imporre (secondo metodi invasivi, ben noti agli studiosi di processi mediatici) nella coscienza - questa sì non pienamente formata - dei discenti, per di più di tenera età, di un'identità tra scuola e simbolo partitico, ossia un'espressione di una particolare visione della società e del sistema di regolazione dei rapporti sociali”. E, di conseguenza, “in tale prospettiva la possibilità per il docente di operare in un ambiente laico è in modo radicale pregiudicato”.

Il giudice osserva inoltre il fatto “che la presenza del simbolo sia percepito come elemento estraneo al contesto scolastico, quindi, è di solare evidenza” e che “la rimozione fisica e la copertura con adesivi dei simboli non consente di ritenere che gli effetti della condotta discriminatoria siano rimossi e vanificati”.

Da qui la decisione di condannare l'Amministrazione di Adro: a provvedere alla rimozione mediante esclusione di qualsiasi apparente manifestazione del simbolo (compresi i simboli sul tetto dell'edificio) ovvero, di segni di copertura o abrasione, da tutto l'ambiente della struttura (sia all'interno che all'esterno) e riposizionamento delle suppellettili prive di simboli; a pubblicare a proprie spese su due quotidiani locali ('Bresciaoggi' e 'Giornale di Brescia') e su due nazionali ('Corriere della Sera' e 'Repubblica') l'estratto del provvedimento; a pagare le spese processuali (2.500 euro). La sentenza afferma infine che “va assicurata la permanente presenza degli unici simboli la cui esposizione è prevista presso gli edifici pubblici, ovvero la bandiera nazionale e quella dell'Unione Europea” e che va disposta l'affissione presso l'istituto del provvedimento per una settimana.


Ad esprimere “particolare soddisfazione” per l'esito della sentenza è Damiano Galletti, Segretario Generale della Camera del Lavoro di Brescia, che spiega come la sentenza arrivi al termine di una mobilitazione “che ha visto muoversi non solo noi come sindacato, ma anche insegnanti, genitori degli alunni, cittadini e cittadine, mezzi di informazione”. Il dirigente sindacale sottolinea come “per parte nostra abbiamo svolto il nostro ruolo di sindacato in difesa dei docenti, degli alunni e in difesa di una scuola pubblica laica. La sentenza – dice -, a questo riguardo, ricorda degli aspetti fondamentali sul ruolo della scuola e degli insegnanti all'interno dell'istituzione scolastica”. Da parte di Galletti una battuta anche rispetto all'Amministrazione di Adro: “ancora una volta i tentativi di forzatura del quadro costituzionale portati avanti dagli amministratori leghisti finiscono con le Amministrazioni locali che devono saldare il conto - osserva -. E' un conto che di fatto pagano i cittadini, sia quelli che hanno votato e sostenuto queste Amministrazioni, sia quelli che non lo hanno fatto. Sarebbe bene che ci fosse maggior rispetto del denaro e della cosa pubblica da parte di questi amministratori”.


Allegati:
 20101130_Sentenza_condanna_Adro.pdf


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