Telecom: partono i primi dei 6800 licenziamenti previsti

12/07/2010 SLC CGIL, Telecom si è assunta la responsabilità di drammatizzare una crisi che non è tale e propone al paese l'immagine di un'azienda allo sbando, senza una guida

Sono aperte le procedure da parte di Telecom per licenziare più di 3700 dipendenti, una prima parte degli oltre 6800 previsti in totale, come annunciato nel piano triennale 2010-2012. Lo fa sapere l'azienda ai sindacati di categoria proprio durante lo sciopero di venerdì 9 luglio, uno sciopero nazionale di tutto il gruppo Telecom, che ha visto l'adesione media di oltre il 70% dei lavoratori, con punte del'80% in SSC e in  diversi siti di Telecontact.

Secondo il Segretario Generale della SLC CGIL, Emilio Miceli, “Telecom si è assunta la responsabilità di drammatizzare una crisi che non è tale”. Per Miceli, infatti, il gruppo di Tlc - ricorrendo a “licenziamenti collettivi come una qualsiasi piccola e media impresa”  non starebbe agendo come le grandi aziende di servizi a rete che "nonostante le contrazioni di mercato dovute alla crisi - spiega il dirigente sindacale - si guardano bene dall’aggravare le pesanti condizioni sociali del paese, in questo senso Telecom propone al paese l’immagine di un’azienda allo sbando, senza una guida”.

Una responsabilità molto grave, quella che si è assunta il management, e che arriva dopo “aver regalato i due terzi degli utili agli azionisti, e dopo essersi elargito emolumenti altissimi e bonus assolutamente contraddittori con le procedure di licenziamento e soprattutto con etica e buon senso”, attacca Miceli. Secondo il numero uno della SLC CGIL “è evidente che la risposta dei lavoratori sarà commisurata alla gravità della situazione ed è oltretutto evidente che la trattativa va fatta alla presenza del Governo. Tra l'altro, come avviene puntualmente, la borsa con il suo segno negativo, ha segnalato che i temi di fondo di Telecom non riguardano il personale ma la prospettiva industriale”. A seguito della decisione assunta da Telecom, il governo ha annunciato una convocazione. L'azienda, i sindacati e una rappresentanza del governo (il Ministro del Lavoro e il vice ministro dello Sviluppo economico) si incontreranno il 14 luglio a Roma.


Sulla vicenda è intervenuto anche il Segretario Confederale della CGIL, Fabrizio Solari, ribadendo che “le difficoltà di Telecom condizionano negativamente lo sviluppo qualitativo dell’intero settore e non aiutano l’ammodernamento e l’efficienza del Paese”. Pertanto, conclude Solari: “E’ davvero arrivato il momento di parlare di Telecom e del suo futuro, e non dell’ennesima 'rata' di esuberi. Spero che il Governo, a partire dall’incontro di mercoledì, capisca che questo è il problema che occorre affrontare”.




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