Mille Proroghe 2015 – “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative” (2803). Approvato dalla Camera dei deputati il 20 febbraio 2015.


Art. 1 – proroga di termini in materia di pubbliche amministrazioni

comma 12ter – per assicurare il regolare svolgimento delle attività delle strutture regionali del Servizio nazionale della protezione civile, garantite dal personale del sistema di allerta nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico e delle sale operative regionali di protezione civile, viene prorogata fino al 31/12/2015 la disposizione legislativa che autorizzava le Regioni a provvedere, con oneri a propri carico, allo sviluppo e al rafforzamento delle relative strutture, anche attraverso la proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato, dei rapporti di somministrazione di lavoro con le Agenzie per il lavoro anche in deroga dell’articolo 43 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro-Apl e dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa in deroga alla normativa vigente.

Condividiamo la necessità di garantire il regolare svolgimento delle attività della protezione civile regionale ma riteniamo che a tal fine si debba procedere alla stabilizzazione del relativo personale e non la semplice proroga dei contratti in essere, t.d., collaborazioni e somministrazioni, anche in deroga al CCNL di riferimento.

Art. 4 comma 6 – rifinanziamento dell’operazione strade sicure – esigenze Expo 2015.

Il 31/12/2014 scadeva il termine per l’impiego di 4250 militari delle forze armate impiegati nella così detta operazione “strade sicure”, riferiti a servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, fra cui il sito TAV, la vigilanza ai centri di permanenza per gli immigrati e per la preparazione di Expo 2015. Per rifinanziare questa operazione anche per il primo trimestre del 2015, costo stimato 10 milioni di euro, si tolgono le risorse di stesso importo che erano state previste dalla Legge di stabilità per il personale delle forze armate a disposizione dei prefetti della Regione Campania per le operazioni relative alla Terra dei Fuochi.

E’ una disposizione assurda. Si tolgono le risorse che la Legge di Stabilità aveva stanziato per la Terra dei Fuochi per destinarle ad un’altra operazione. Il Governo che nei giorni scorsi è stato oggetto di pesanti critiche per questa disposizione ha cercato di porre rimedio nel Decreto Antiterrorismo. Sul sito del Governo, relativo al Consiglio dei Ministri del 10 febbraio in cui è stato approvato il Decreto “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale….” si legge che “la proroga dell'”Operazione strade sicure” fino al 30 giugno 2015, con un rafforzamento del contingente messo a disposizione dalle Forze Armate che passa da 3.000 a 4.800 unità, delle quali un’aliquota sarà dedicata esclusivamente alle attività di vigilanza connesse agli interventi di recupero delle aree agricole contaminate della Campania (per l’operazione “Terra dei Fuochi”). Altri 600 militari saranno a disposizione con l’inizio di Expo per presidiare gli obiettivi sensibili.” Il testo del Decreto non è ancora disponibile e ma da quello che si evince dal comunicato sembrerebbero mancare le risorse per la terra dei fuochi per il primo trimestre del 2015.

Art. 5 proroga dei termini in materia di beni culturali

comma 1 – Anche in vista dell’Expo, è’ prorogata al 30 settembre 2015 la possibilità per i comuni di presentare domanda di finanziamento per progetti finalizzati a promuovere  il coordinamento dell’accoglienza turistica, tramite  la  valorizzazione di aree territoriali  di  tutto  il  territorio nazionale,  di  beni culturali e ambientali, nonchè  il  miglioramento  dei  servizi  per l’informazione e l’accoglienza dei turisti. In via subordinata, possono  essere  finanziati anche interventi di manutenzione straordinaria collegati ai  medesimi obiettivi  di  valorizzazione  della  dotazione  di beni   storici, culturali, ambientali  e  di  attrattività  turistica.

Valutiamo positivamente la proroga dei termini per presentare domanda di finanziamento ma non è evidente quali e quante risorse siano effettivamente disponibili per questi progetti.

comma 1bis e 1ter –  Le attività della Fondazione di Studi Universitari e di Perfezionamento sul Turismo (progettazione,  predisposizione  e attuazione di corsi di formazione superiore e di formazione continua, volti   allo   sviluppo di competenze imprenditoriali, manageriali e politico-amministrativo per il settore turistico) sono estesi anche al settore dei beni e delle attività culturali e sono prorogate fino al 31/12/2017 senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Con decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali di concerto con il Ministro dell’economia e finanze sarà adottato il nuovo statuto della fondazione che si chiamerà “Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo”.

La Fondazione era stata istituita con decreto legge 83/2012 che le attribuiva 2 milioni di euro per la realizzazione delle attività per gli  anni  2012/2013/2014. La Fondazione è stata costituita nel marzo 2013. Ci sembra difficile garantire la piena funzionalità della nuova scuola, considerando che le attuali disposizioni ne ampliano le attività ma non integrano le risorse per le attività dal 2015 al 2017.

Art. 9 – proroga di termini in materia ambientale.

comma 1 – proroga dell’entrata in vigore del divieto di conferimento in discarica dei rifiuti con potere calorifico inferiore a 13.000 KJ/Kg.

La disposizione proroga l’entrata in vigore del divieto di conferimento in discarica dei rifiuti con potere calorifero inferiore a 13.000 KJ/Kg fino al 31/12/2015. Il divieto era stato introdotto nel 2003, ma di fatto mai entrato in vigore per successive e continue proroghe, per imporre l’obbligo del recupero energetico di questi rifiuti mediante processi di termovalorizzazione. Il divieto non è previsto dalla normativa comunitaria in materia di discariche (direttiva 99/31/CE) e la proroga serve solo a traghettare fino all’entrata in vigore del disegno di legge così detto “Collegato ambiente”, che nel testo già approvato alla Camera dispone la definitiva abrogazione del divieto stesso.

La disposizione continua a prendere in considerazione solo la vecchia alternativa discarica/inceneritore, in questo caso privilegiando la prima, non essendoci in Italia sufficienti inceneritori per la termovalorizzazione di tutti i rifiuti con le caratteristiche di cui si parla. Consideriamo grave il fatto che la disposizione non preveda e incentivi invece il recupero e il riuso delle materie in un’economia circolare.

comma 2 – proroga dei termini per la pubblicazione dei bandi di gara e per l’affidamento dei lavori relativi a interventi di mitigazione del rischio idrogeologico

La disposizione proroga al 30 giugno 2015 il termine, già previsto dall’art. 1 comma 111 della Legge 147/2013 per il  31 dicembre 2014, per la pubblicazione  del  bando  di  gara,  ovvero  affidamento dei lavori relativi a interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, la cui mancanza comporta la revoca del finanziamento statale e la  contestuale  rifinalizzazione, con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del  territorio e del mare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, delle risorse ad altri interventi contro il  dissesto  idrogeologico, fermo restando il vincolo territoriale di destinazione delle  risorse attraverso una rimodulazione dei singoli accordi  di  programma,  ove esistano progetti immediatamente  cantierabili  compatibili  con  le finalita’ della norma.

Analoga disposizione era prevista anche dall’art. 7 del Decreto Sblocca Italia che autorizzava il Ministero dell’Ambiente, avvalendosi di ISPRA e con parere dell’Autorità di distretto, a revocare le risorse assegnate alle Regioni per la realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico per i quali non è stato pubblicato il bando di gara o l’affidamento dei lavori al 30 settembre 2014. Le risorse, così revocate, sarebbero dovute confluire in un apposito fondo presso il Ministero dell’Ambiente e riassegnate, sempre per interventi di mitigazione, ma secondo criteri, modalità e entità definite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che per la definizione si può avvalere dell’apposita unità di missione.

La disposizione è l’ennesima riprova della politica degli annunci del Governo Renzi. Il Presidente del Consiglio, e con lui il Ministro dell’Ambiente e il capo dell’Unità di Missione per il dissesto idrogeologico, continuano a proclamare che la lotta al dissesto idrogeologico è una priorità assoluta per l’Italia e a promettere nuove e sostanziose risorse ma in concreto le risorse sono sempre le stesse, non spese da anni, e le opere restano ancora tutte da realizzare.

Proroga per la cantierizzazione delle opere previste nel “decreto Sblocca Italia”

Identica cosa avviene per quanto concerne l’utilizzazione dei finanziamenti di opere per le grandi infrastrutture, piano 6.000 campanili, ponti e gallerie, previsti nel cosiddetto decreto “Blocca Italia”. In questo caso, nelle misure contenute nel Dl 133/2014, sono stati previsti 3.900 milioni di euro, che dovevano dare subito una scossa alle opere pubbliche e all’edilizia. Tutto invece resta fermo e viene ulteriormente rinviato. Già il decreto, da noi fortemente criticato, conteneva un limite di fondo in quanto prevedeva, per il biennio 2014-2015, l’utilizzazione di risorse esegue, soli 445 milioni di euro, pari al 12%, mentre il restante 88%, 3.435 milioni di euro, poteva essere impegnato solo a partire dal 2017 e fino al 2020.

Il Dl 133 imponeva che i cantieri fossero avviati in tempi rapidi pena la revoca dei finanziamenti: il decreto Lupi-Padoan per assegnare i fondi alle prime due liste di opere doveva essere emanato entro il 12 ottobre, ma è stato invece firmato dai due ministri a metà novembre, registrato dalla Corte dei Conti a gennaio, e deve ancora uscire sulla Gazzetta Ufficiale.

Il decreto sul secondo gruppo di opere, che avrà 2,5 miliardi su 3,9 complessivi, è stato firmato 10 giorni fa dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, e si attende ora la controfirma del titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan; poi la registrazione e la pubblicazione.

Ma ad andare più lento del previsto saranno soprattutto i cantieri. Con il decreto Milleproroghe le scadenze sono state spostate così: la cantierizzazione delle opere del gruppo a (335 milioni di euro) dal 31 dicembre 2014 al 28 febbraio 2015; quella del gruppo b (1.059 milioni) dal 30 giugno al 31 luglio, mentre quella del gruppo c è stata confermata al 31 agosto.

Ma soprattutto, nei Dm in uscita le scadenze per “appaltare” e “cantierare” sono interpretate in modo molto flessibile. Opera per opera si fissano obiettivi che coincidono nel primo caso con tappe intermedie, come presentare il progetto definitivo o pubblicare bandi per una quota del totale. Ancora più blandi e indefiniti gli obiettivi circa l’avvio dei cantieri, per cui è quasi certo che pochissime opere, avranno effettivamente ruspe e operai al lavoro entro il 28 febbraio (gruppo a), 31 luglio (gruppo b) e 31 agosto (gruppo c) come previsto dallo Sblocca Italia.

comma 3 – proroga dei termini di applicazione di alcune sanzioni e ulteriore semplificazione del SISTRI

E’ prorogato dal 31/12/2014 al 31/12/2015 il termine fino a cui non si applicano le sanzioni relative al SISTRI di cui all’art. 260Bis del decreto legislativo 152/2006 commi da 3 a 9, e al 01/04/2015 per i commi 1 e 2.

Ennesimo rinvio all’applicazione del SISTRI che equivale a rinvio nella lotta alle ecomafie.

comma 4 – Viene prorogato al 30 settembre 2015, il termine già previsto per il 28 febbraio 2015, in cui, al fine di accelerare la progettazione e la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione oggetto di procedura di infrazione o di provvedimento di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione europea in ordine all’applicazione della direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, può essere attivata la procedura di esercizio del potere sostitutivo del Governo. La disposizione si intreccia anche con quanto previsto dall’art. 7 del decreto Sblocca Italia che prevedeva la revoca delle risorse già individuate dalla delibera CIPE 60/2012 destinate a interventi per la depurazione delle acque, per i quali non siano stati assunti atti giuridicamente rilevanti al 30 settembre 2014 o ci siano impedimenti di carattere tecnico-progettuale o urbanistico o situazioni di inerzia del soggetto attuatore. Le risorse così revocate sarebbero dovute confluire in apposito fondo, istituito presso il Ministero dell’Ambiente, destinato al finanziamento degli interventi relativi alle risorse idriche. I criteri, le modalità e l’entità delle risorse per gli interventi in materia di adeguamento dei sistemi di fognatura e depurazione saranno definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. L’utilizzo delle risorse del fondo è subordinato all’avvenuto affidamento al gestore unico del servizio idrico integrato nell’ambito territoriale ottimale, il quale è tenuto a garantire una quota di partecipazione al finanziamento degli interventi a valere sulla bolletta. Restano ferme le previsioni di spesa della delibera 60/2012 relative al monitoraggio, alla pubblicità, all’assegnazione del codice unico e alle modalità attuative.

Anche su questo tema si fanno annunci ma si continua a perseguire la strada delle proroghe. Delle disposizioni dello Sblocca Italia avevamo criticato le modalità poco trasparenti nella destinazione delle risorse che potrebbero derivare da una revoca delle risorse con destinazione a apposito fondo e non avevamo condiviso né la subordinazione della realizzazione degli impianti di depurazione all’affidamento al gestore unico, né l’imposizione di un cofinanziamento delle opere, già finanziate dalla delibera CIPE 60/2012, con relativo addebito in bolletta. Con questa ultima disposizione si rinvia la soluzione del problema.  Tenuto conto che per le procedure di infrazione e i procedimento di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione europea in ordine all’applicazione della direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane “Un eventuale, ulteriore, procrastinarsi dell’adeguamento agli obblighi imposti rischia di comportare una penalità di mora che può giungere sino a 715.000 euro per ogni giorno di ritardo” (Federutility), con il rischio di sospensione dei finanziamenti europei, è evidente come ogni ulteriore proroga e inazione abbia un costo insostenibile sia dal punto di vista igienico-sanitario che dal punto di vista economico-finanziario, oltrechè una incomprensibile rinuncia alla realizzazione di opere che costituiscono una grande opportunità occupazionale sul territorio.

comma 4bis – si proroga da 60 a 120 giorni dopo la pubblicazione della proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per il sito unico di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, il termine per il seminario nazionale promosso dalla  Sogin  S.p.A. sugli aspetti  tecnici  relativi  al  Parco  Tecnologico.

comma 4ter e 4quater – E’ differito al 31 dicembre 2015 il  termine fino a cui in Regione Campania, le sole attivita’ di raccolta,  spazzamento e trasporto dei rifiuti e smaltimento o recupero inerenti alla raccolta differenziata possono continuare ad essere gestite secondo le attuali modalita’ e forme procedimentali dai comuni. A  partire  dalla scadenza di questo termine  l’organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi sono funzioni fondamentali dei comuni. La proroga è consentita nelle more della riorganizzazione del ciclo dei rifiuti in Campania.

comma 4 quinquies – è prorogata al 31dicembre 2015 l’efficacia delle disposizioni di cui all’ordinanza 3554 del 2006 “Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare la grave situazione di emergenza, determinatasi nello stabilimento Stoppani sito nel comune di Cogoleto”

Art. 9bis – proroga della Commissione istruttoria per l’attuazione ambientale integrata IPPC

E’ prorogata nelle proprie funzioni fino al subentro dei nuovi componenti, nominati con successivo decreto, la commissione istruttoria per l’autorizzazione ambientale integrata – IPPC, in carico al 31/12/2014.

Articolo 11- proroga di termini relativi a interventi emergenziali

comma 1 – E’ prorogata anche al 2015 la disposizione che, al fine di assicurare l’operativita’ del  Fondo per le emergenze nazionali,  prevede che le  risorse  iscritte  nel bilancio della Presidenza del Consiglio dei  Ministri,  che  risultano ancora  disponibili  in  relazione  alla  mancata  attivazione  degli interventi previsti da specifiche disposizioni legislative a seguito di calamita’ naturali affluiscono al predetto Fondo. Conseguentemente tali interventi, individuati con apposito decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri,  da  adottare  d’intesa  con  il   Ministro dell’economia e delle finanze, sono revocati.

E’ una disposizione molto discutibile. Gli interventi previsti da specifiche disposizioni legislative a seguito di calamità naturali devono essere realizzate. Non si comprendere la logica di revocare le risorse destinate a interventi specifici, non realizzati ma pur sempre urgenti e necessari, per metterle in un fondo da destinare ad altri interventi.

comma 1bis e 1ter  – viene prorogato fino al 31 dicembre 2015 la sospensione delle sanzioni amministrative alle imprese colpite dagli eventi sismici che hanno interessato i territori di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, per ritardo nella presentazione delle domande di iscrizione alle camere di commercio, le denunce REA e il modello unico di dichiarazione Legge 70/1994. Negli stessi territori viene prorogato al 31 dicembre 2015, in via sperimentale, la disciplina delle zone a burocrazia zero.

comma 2 – Prosegue fino a completamento dei lavori e comunque non oltre il 31 dicembre 2015, l’incarico di Commissario delegato, affidato al  Presidente  della  società  ANAS  Spa, per gli interventi di ripristino della viabilità nelle strade statali e provinciali interrotte o danneggiate per l’alluvione del novembre 2013 in Sardegna.

Articolo 12 – proroga del regime fiscale relativo alle energie da fonti rinnovabili agro forestali e fotovoltaiche, nonché di carburanti ottenuti da produzioni vegetali

La disposizione proroga per l’anno 2015 il regime fiscale relativo alla produzione e cessione di energia elettrica e calorifica dalle fonti rinnovabili di cui sopra. I criteri per la determinazione del reddito imponibile non prevedono di utilizzare il criterio del reddito agricolo, definito per via catastale, ma il coefficiente di redditività del 25% all’ammontare delle operazioni soggette a registrazione IVA.