Manovra: Colla, Cgil “Siamo al Passo del gambero. Occorre lavoro di cittadinanza”


Roma, 19 ott- “Siamo di fronte al cammino del gambero, altro che manovra del popolo”. Vincenzo Colla, segretario confederale Cgil, ad una prima analisi, bolla come “impostazione che ci riporta ancora più indietro” i documenti presentati dal governo in tema di politica economica, DEF, decreto fiscale, legge di bilancio ecc.
“Non ci sono soltanto tagli e diminuzioni finanziarie verso la formula che chiamiamo ‘impresa 4.0’. In più, a giudizio unanime delle Parti Sociali e di tutti gli operatori economici -fa rilevare il segretario confederale- i meccanismi di incentivazione di bonus, di iper ammortamento, super ammortamento, credito di imposta alla formazione, legge Sabbatini ecc., hanno consentito di realizzare una crescita di fatturato e di ordinativi per migliaia di aziende soprattutto piccole e medie che senza questi interventi non sarebbero mai riuscite a far investimenti di trasformazione tecnologica e a mettersi così in pari con i nostri competitori europei”.
Da ciò la preoccupazione di Colla “sia per le prevedibili ricadute negative sul piano occupazionale, della produzione industriale e dei servizi”, sia perché dietro a tutto questo c’è “una totale mancanza di visione, l’assenza grave di qualunque strategia di sviluppo. Basti pensare -rimarca Colla ad esempio- all’oscuramento di tutto ciò che va sotto il nome di “agenda digitale”.
A parere del dirigente della Cgil, la trasformazione digitale del sistema produttivo e più in generale di tutto il sistema dei trasporti, della logistica e dei servizi, “non riguarda solo l’uso delle tecnologie, ma attiene ad una visione d’insieme del cambiamento in atto, e dice di quali strade percorrere per evitare di rimanere schiacciati dal “vecchio”, mentre il mondo si muove a velocità inedita verso il nuovo millennio digitale”.
Ecco perché Colla insite sulla necessita di investimenti in ricerca e conoscenza in modo da “formare migliaia di lavoratori all’adeguate abilità e competenza dell’era digitale, evitando il rischio di alimentare la bolla di lavoro povero. Sapere e conoscenza -chiarisce- sono il più grande investimento pubblico per la trasformazione digitale della nostra economia e non possiamo lasciare che giovani qualificati emigrino in altri Paesi che poi competono con noi” continua il segretario Cgil convinto che l’Italia abbia di fronte “grandi opportunità di crescita che potrebbero creare nei prossimi anni migliaia di posti di lavoro con impatto positivo sul PIL”.
“Si tratta – conclude Colla- di innovazioni che necessitano di un governo democratico tramite nuove relazioni industriali e nuova contrattazione, cioè di un vero piano del lavoro di cittadinanza”.