Manovra: Cgil, Cisl, Uil, inaccettabili i tagli all’alternanza scuola lavoro


Roma, 6 dicembre – “Riteniamo inaccettabili i tagli del Governo, in legge di Bilancio, ai percorsi di alternanza scuola lavoro. Un’operazione politica finalizzata soltanto a fare cassa e non al rafforzamento della qualità di una metodologia didattica nelle mani delle scuole”. È quanto si legge in una nota di Cgil, Cisl, Uil.

In particolare, le tre Confederazioni denunciano “la doppia sforbiciata al monte ore minimo (da 400 ore nel triennio a 180 nei professionali e 150 nei tecnici, da 200 ore nei licei a 90) e proporzionalmente alle risorse stanziate dalla legge 107/2015 (100 milioni a base annua) non può certo essere configurata come una via per qualificare le esperienze. Inoltre – aggiungono –  la ridenominazione in ‘percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento’, in assenza di una revisione delle linee guida e decontestualizzata quindi da valutazioni di merito e di metodo, non fornisce alcuna indicazione sui contenuti di tali percorsi”.

“Si corre il rischio – sottolineano Cgil, Cisl, Uil – di un indebolimento e di una conseguente smobilitazione dell’impegno da parte delle scuole, mentre occorrerebbe risolvere le difficoltà e superare le resistenze che hanno ostacolato la prima attuazione dei percorsi di alternanza. Serve investire nella formazione degli insegnanti e dei tutor scolastici, investire nelle strutture ospitanti e nella promozione di sistemi territoriali per un governo contrattato dell’alternanza”.

“L’abbiamo denunciato più volte: sono ancora troppo diffuse esperienze di scarsa qualità, soprattutto in alcune zone del Paese, e rivendichiamo l’esigenza di garantire a tutti gli studenti percorsi che non assicurino un adempimento formale, ma concorrano al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e alla crescita delle competenze. Per costruire condizioni di qualità delle esperienze di alternanza per tutti, occorre investire più risorse, non tagliarle; è necessario coinvolgere le parti sociali in Cabine di regia nazionali e territoriali; bisogna dare continuità all’Osservatorio nazionale costituito presso il MIUR a febbraio 2018 e di cui non si hanno più notizie; serve dare supporto alle scuole e agli insegnanti e monitorare i percorsi”. Di questo impegno per i sindacati “non c’è traccia da parte del Governo; anzi è evidente la scelta di disinvestire, anche su una metodologia didattica che, come testimoniano le buone pratiche presenti nel Paese, quando è di qualità fa la differenza nel migliorare i percorsi scolastici degli studenti e il loro orientamento, nel ridurre l’insuccesso formativo, nel rendere vive le comunità educanti locali attraverso la mobilitazione dei soggetti che sono risorse per i territori – scuole, imprese, enti pubblici, organizzazioni del terzo settore”. E concludono ribadendo che continueranno “a impegnarsi per un’alternanza inclusiva e di qualità e chiedono al Governo di avviare un confronto serio con le parti sociali per il miglioramento dell’alternanza scuola lavoro”.