Manovra: Cgil a Salvini, Paese fermo, due le priorità sviluppo e redistribuzione


Roma, 6 agosto – “Il Paese è fermo, come dimostrano anche gli ultimi dati Istat e il rapporto Svimez, e si aprono divari territoriali sempre più preoccupanti. Due le priorità necessarie per ripartire: sviluppo e redistribuzione a favore dei lavoratori e dei pensionati”. Così la vice segretaria generale della Cgil Gianna Fracassi al tavolo di oggi al Viminale con 45 parti sociali convocate dal vicepremier Matteo Salvini e alcuni esponenti di governo della Lega.

All’incontro la dirigente sindacale ha indicato l’importanza di un Coordinamento delle politiche di sviluppo e delle politiche industriali, “non è possibile – ha detto – che ci siano una pluralità di sedi dove si fanno interventi non coordinati tra di loro. Proponiamo quindi un’Agenzia per lo sviluppo che faccia sistema per gli investimenti da mettere in campo. Non solo investimenti in politiche industriali, ma anche investimenti nella transizione digitale, e in quella ambientale-energetica”.

“Servono investimenti anche per la manutenzione del territorio, per l’efficientamento energetico, per le opere pubbliche, troppi territori non hanno connessioni di prossimità, soprattutto nel Mezzogiorno, questa ad esempio è un’infrastruttura che andrebbe realizzata”.

La sfida per la Pubblica Amministrazione, secondo Fracassi “non è solo la digitalizzazione”, ma anche “un piano di assunzioni che possa far fronte alle circa 400mila persone che prossimamente andranno in pensione”. Inoltre, “valorizzare il lavoro significa rinnovare i contratti, a partire da quelli pubblici. Questo è un altro tema di redistribuzione che dovrebbe essere dentro la manovra”.

Sul versante fisco la vice segretaria generale ha fissato alcuni paletti: “abbassare le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, la nostra proposta è quella dell’aumento delle detrazioni; contrastare l’evasione; basta condoni; bene la tracciabilità; abbassare la soglia del contante; incrociare le banche dati così da consentire il recupero di una parte del sommerso”. E per trovare risorse propone un “un contributo di equità”.

Anche sul tema occupazione, Fracassi evidenzia alcune debolezze da affrontare per un “lavoro che sia di qualità. Rispetto ai livelli pre-crisi – sottolinea – registriamo oltre 2mld di ore lavorate in meno. Questo significa che le persone lavorano di meno. Ciò determina un impoverimento di chi lavora. Andrebbero rivisti alcuni strumenti come ad esempio il ‘bonus occupazione’: il 53% degli occupati con questo tipo di incentivo ha un contratto part-time, il 73% sono donne”.

Infine, rivolgendosi a Salvini, Fracassi ha concluso: “Nel Paese c’è un’emergenza sicurezza relativa al caporalato, alle mafie, al lavoro nero, tutti temi che riguardano il suo dicastero”.

Al termine dell’incontro la dirigente sindacale ha affermato: “Ci sono state presentate alcune proposte francamente inaccettabili”, riferendosi in particolare al “tema dei condoni”, un “non contrasto all’evasione fiscale”. E sul doppio confronto parallelo con il Governo ha aggiunto: “Oggi per quanto ci riguarda abbiamo rappresentato esattamente le stesse cose di ieri, la stessa piattaforma, quindi non comprendiamo come mai ieri, quando era convocato un incontro formale presso la Presidenza del Consiglio, il ministro Salvini non fosse presente. Però questa è una domanda che dovete rivolgere a lui”.

– Ascolta l’intervista di RadioArticolo1 a Gianna Fracassi