Lucchini: 1 marzo incontro decisivo e presidio al Mise


Il 1 marzo i lavoratori della Lucchini di Piombino manifesteranno davanti al ministero dello Sviluppo Economico, a Roma, in concomitanza con l’incontro tra sindacati, ex Lucchini, Aferpi (la società controllata dall’algerina Cevital che ha rilevato il sito) e dicastero sul futuro delle acciaierie toscane.
“Accanto alle risposte che attendiamo sulla realizzazione degli investimenti previsti dall’accordo sul rilancio dell’acciaieria – dichiara il responsabile dei Settori produttivi della Cgil nazionale Salvatore Barone –  è importante avere una chiara tempistica e le priorità di intervento sulla reindustrializzazione dell’area attraverso l’insediamento di nuove attività in grado di recuperare tutta l’occupazione”.

L’appuntamento al dicastero di via Molise, infatti, sarà determinante per avere certezze sui piani e i programmi del gruppo e, in particolare, sulle risorse necessarie agli investimenti prospettati da Cevital e sulle conseguenti prospettive occupazionali e produttive del sito. In ritardo rispetto alla dead line fissata al momento dell’acquisizione e poi posticipata nel corso degli ultimi mesi, l’azienda algerina deve ora fornire elementi di chiarezza.

Nel precedente incontro, il presidente di Cevital si è impegnato con il ministro Guidi anche ad immettere denaro in azienda per garantire l’attività corrente e l’acquisto di semilavorati che permetteranno la produzione in attesa del necessario nuovo forno elettrico, ma restano ancora da chiarire i tempi e i modi di acquisto del forno stesso e del nuovo laminatoio rotaie, così come i dettagli relativi alle produzioni, alla logistica e alla data di avvio dello smantellamento.

Il tavolo del 1 marzo è stato fissato a pochi giorni dal raggiungimento dell’intesa per l’assunzione di altri 205 addetti da parte della nuova proprietà, che vanno ad aggiungersi agli altri ex operai Lucchini subentrati, per un totale di 1389 persone. Restano però 743 lavoratori in cassa integrazione con l’amministrazione straordinaria, e per i sindacati firmatari dell’accordo (Fiom, Fim e Uilm) queste assunzioni dovranno essere il “prototipo di tutte le altre” che seguiranno fino al 6 novembre prossimo. L’accordo siglato lo scorso giugno e approvato con referendum dai lavoratori, prevede infatti il passaggio alla Cevital di tutti i 2200 lavoratori delle acciaierie entro il 2016, salvaguardando contratto nazionale e occupazione.


 

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